Articoli, saggi, Generalità, varie -  Tarantino Gianluca - 2013-10-08

SOSTITUZIONE IN UDIENZA: L'OSTRACISMO DEI GIUDICI AVVERSO LA DELEGA ORALE - Gianluca TARANTINO

L'art. 14 della legge 31.12.2012, n. 247 (Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense) prevede, nell'utimo periodo del secondo comma, che "gli avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico anche verbale, o da un praticante abilitato, con delega scritta".

Le interpretazioni offerte alla disposizione in commento posono ricondursi a due orientamenti: il primo, più rigoroso, sostiene che la delega possa valere solo nei rapporti tra avvocati e che, quindi, di fronte al giudice, il sostituto debba produrre delega scritta; l'altro, più razionale ed in linea con il processo di semplificazione che, tra l'altro, caratterizza la legge 247/2012, intende che anche di fronte al giudice sia consentito, per il sostituto, sostenere la sua legittimazione a partecipare all'udienza in forza di delega conferita oralmente.

Gli orientamenti poc'anzi espressi sono riassunti nelle contrapposte decisioni assunte dai giudici di Roma e di Milano; quanto ai primi, si trascrive di seguito la mail inviata agli appartenenti all'ordine degli avvocati di Roma, con la quale si dà atto dell'intervento chiarificatore intervenuto tra ordine forense e Presidente del Tribunale, in favore del riconoscimento della legittimità della delega orale anche nei confronti del giudice "Nonostante l"art. 14 del nuovo testo della Legge Professionale n. 274/2012 preveda espressamente, al 2° comma, che "Gli avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico anche verbale, o da un praticante abilitato, con delega scritta", alcuni Giudici hanno continuato a richiedere la delega scritta, sostenendo che l'ammissibilità di quella orale fosse limitata solo ai rapporti tra professionisti e non in udienza.Poiché tale interpretazione appare assolutamente in contrasto con il dettato normativo, il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Roma, nell"incontro tenutosi in data  1° luglio 2013 con il Presidente del Tribunale Ordinario di Roma ed i Presidenti delle Sezioni Civili, ha affrontato la questione che, anche se non formalizzata in un"apposita circolare, è stata concordemente risolta.D'ora in avanti, infatti, la necessità della delega scritta sussisterà solo per i Praticanti mentre per farsi sostituire in udienza da un Avvocato sarà sufficiente quella verbale".

In allegato, invece, si riporta una comunicazione del 30.9.2013 del Presidente della Corte di Appello di Milano, nella quale si afferma che "la sostituzione mediante delega orale richieda necessariamente la presenza in udienza del delegante, unico soggetto legittimato a conferire verbalmente la delega".

La linea tenuta dalla Corte di Appello di Milano appare irragionevole: a che serve un sostituto per il dominus se, effettivamente, si trova in aula di udienza? E sopratutto, serviva una legge per dire che il dominus di una causa può - così va interpretato il parere espresso dalla presidenza della corte di appello - svolgere un'udienza unitamente ad un proprio collaboratore?

Da ciò emerge un'amara considerazione e conseguente riflessione: la magistratura ha, forse, una scarsa considerazione per il ruolo, il valore e la funzione dell'avvocatura?



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