Articoli, saggi, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2013-07-23

SOTTRAZIONE DEGLI INSEGNANTI ALA PRESUNZIONE EX ART. 2048 C.C.: VALE SOLO SUL PIANO PROCESSUALE - RM

Nonostante illustri precedenti giurisprudenziali ne avessero equivocato il reale significato, sostenendo a chiare lettere che l'art. 61 l. 11 luglio 1980 n. 312 aveva innovato, sia sotto il profilo sostanziale, sia sotto quello processuale, la disciplina della responsabiltà del personale della scuola per i danni prodotti ai terzi nell'esercizio delle funzioni di vigilanza degli alunni, da un lato limitando detta responsabilità ai soli casi di dolo e colpa grave, con esclusione di ogni presunzione di culpa in vigilando (art. 2048 c.c.) - restando, in ogni caso, a carico del danneggiato l'onere della prova del presupposto soggettivo del fatto illecito -, dall'altro prevedendo la sostituzione dell'amministrazione al pubblico funzionario quale soggetto passivo dell'azione di danno - con esclusione dell'azione diretta verso quest'ultimo, come previsto dalla precedente legislazione (t.u. n. 3 del 1957 art. 22, 23) -, salva l'azione di rivalsa dell'amministrazione che abbia risarcito al terzo il danno prodotto dal dipendente,

"In base ai principi che regolano la successione di leggi (preleggi art. 11), la norma è inapplicabile ai fatti produttivi di danno per culpa in vigilando verificatisi anteriormente alla sua entrata in vigore, per ciò che attiene alla disciplina sostanziale e al presupposto della responsabilità per fatto illecito. Per converso, la norma stessa è immediatamente applicabile quale ius superveniens ai giudizi in corso, ancorché per fatti antecedenti la sua entrata in vigore, limitatamente alla disposizione del comma 2, parte seconda che prevede la sostituzione dell'amministrazione nell'obbligazione risarcitoria verso il terzo danneggiato, stante la sua natura spiccatamente processuale, siccome volta ad escludere l'azione diretta del terzo danneggiato nei confronti del personale scolastico, non incidente come tale se non di riflesso sul contenuto sostanziale della responsabilità, ma solo sulle modalità attuative della medesima" (Cass. civ., sez. III, 3 marzo 1995, n. 2463, GCM, 1995, 513; GC, 1995, I, 2093 – conforme - Cass. civ., sez. III, 30 marzo 2005, n. 6723, DResp, 2005, 1171; GI, 2006, 1, 33 – conforme - Trib. Milano 28 giugno 1999, GMil, 2000, 111 - conforme - Cass. civ., sez. III, 21 settembre 2000, n. 12501, GCM, 2000, 1968 - conforme - Cass. civ., sez. III, 21 settembre 2000, n. 12501, DeG, 2000, 35, 12 - amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012),

è oramai pacifico come la sottrazione degli insegnanti statali alle conseguenze dell'applicabilità, nei loro confronti, della presunzione di cui all'articolo 2048, comma secondo, del codice civile, nei giudizi di danno per culpa in vigilando, sia stata attuata, dall'articolo 61 della legge 11 luglio 1980, n. 312, non sul piano sostanziale, ovvero incidendo sulla operatività dell'articolo 2048 predetto, ma esclusivamente sul piano processuale, mediante l'esonero dell'insegnante statale dal processo, nel quale l'unico legittimato passivo è il Ministero dell'istruzione, nei cui confronti continuerà ad applicarsi, nei casi di danno provocato da un alunno ad un altro alunno, la presunzione di responsabilità prevista dalla norma citata - mentre la prova del dolo o della colpa grave dell'insegnante rileveranno soltanto ove l'amministrazione eserciti, successivamente alla sua condanna, l'azione di rivalsa nei confronti del medesimo -:

"in tema di responsabilità civile degli insegnanti per omessa vigilanza, la sottrazione degli insegnanti statali alle conseguenze dell'applicabilità nei loro confronti della presunzione di cui all'art. 2048, comma 2, c.c., nei giudizi di danno per culpa in vigilando è attuata dall'art. 61 l. 11 luglio 1980 n. 312, non sul piano sostanziale, ovvero incidendo sulla operatività dell'art. 2048, comma 2, c.c., ma esclusivamente sul piano processuale" (Cass. civ., sez. III, 11 febbraio 2005, n. 2839, GC, 2006, 9, 1880; GCM, 2005, 2).



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