Changing Society, Intersezioni -  Redazione P&D - 2015-11-24

SPERANZA - Giuseppe FEDELI

Non può morire la vita fino a quando c'è un pianoforte che suona non può morire la libertà non può morire il sorriso non può morire la speranza se la musica ha ancora un messaggio da trasmettere come bellezza intesa non già in senso squisitamente estetico, ma come speculum della Verità che si manifesta proprio nei momenti più terribili dell'esistenza umana: quella bellezza che, come dice in pagine d'inimitabile profondità Dostoevskij, salverà il mondo; quella bellezza racchiusa nel mistero trinitario che è il punto d'arrivo di noi pellegrini in cammino verso la Gerusalemme celeste. Siamo dentro questa guerra senza nome senza provenienza, occulta quanto demoniaca; abbiamo paura di uscire di casa e andare al supermercato, a teatro, o a trascorrere una serata in un bistrot con gli amici. Nei luoghi dove si svolge la vita 'normale' di tutti i giorni. È stata calpestata la nostra libertà sono stati vilipesi i più elementari valori della convivenza civile; il senso civico di ciascuno di noi reclama il diritto di cittadinanza. Le note di Imagine di John Lennon si librano sulle macerie, sui visi increduli, sulle lacrime ...un massacro che non ha ragione -come priva di ragione è ogni guerra, pur mossa da ragioni e ideologie autolegittimantisi come verità- le cui vittime hanno un nome stampato con inchiostro indelebile sulle pagine della storia; pagine terrificanti che non possono non far riflettere, provocando una stretta al cuore, pagine bagnate dalla rugiada di una speranza che va oltre questo cammino asprissimo e tenebroso; pagine che si trasformano in un pentagramma dolente pensoso ma capace di vincere la tentazione della morte, le sopraffazioni la tracotanza d'individui usi a far male: finché ci sarà un pianoforte e un canto non morirà la vita non moriranno la speranza e la gioia di vivere e respirare ...le tombe piangono i morti i superstiti piangono i loro cari ...i bambini tracciano con colori teneri sbiaditi l"orrore toccato sfiorato asserragliati nelle case divenute carceri, bunker affacciati sul buio di una realtà che non vuole arrendersi…le note dolenti fluviali sommergono tutto ed è riposo, fede, salvezza.

Nous sommes la France: e la Marsigliese diventa un inno universale.



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