Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-07-01

Spese condominiali: erogazione idrica, modalità di pagamento, applicazione ai consorzi - Riccardo Mazzon

Ripartizione dellle spese condominiali: tre consuete problematiche; il problema della quantificazione dell'erogazione idrica, come modificare le modalità di pagamento delle spese condominiali e applicabilità del principi al consorzio.

Ove si discuta di servizio di erogazione idrica e la fruizione dell'acqua sia in concreto dimostrata dalla misurazione mediante un contatore dei consumi, la controversia relativa alla quantità di acqua consumata non attiene all'effettività del servizio, ma al corrispettivo della prestazione ricevuta,

"in relazione alla quale la delibera condominiale di approvazione e riparto del consuntivo di spesa, ove non impugnata, assume necessariamente efficacia vincolante (anche perché l'eccezione di inadempimento di cui all'art. 1460 c.c. non trova applicazione nei rapporti tra condominio e singoli condomini)" (Cass., sez. II, 11 maggio 2009, n. 10816, GCM, 2009, 5, 754).

E' annullabile, ma non affetta da nullità, la delibera con la quale un numero insufficiente di condomini adotti una modifica delle modalità di pagamento delle spese condominiali, qualora detto provvedimento non modifichi nella sostanza il piano di riparto delle spese stesse, ma si limiti a determinarne le modalità di pagamento: nella fattispecie decisa dalla pronuncia che segue, ad esempio,

"era stato previsto che i pagamenti fossero convogliati su conto corrente bancario" (Cass., sez. II, 11 maggio 2009, n. 10816, GCM, 2009, 5, 754).

Si confrontino, in tema di spese da recuperare da consorziati, le seguenti pronunce, dove è precisato che:

- qualora siano stati appaltati lavori di ristrutturazione da parte di un consorzio, al cui interno si distinguono tanti singoli contratti tra appaltatore e singolo proprietario, per le parti esclusive di ciascuno, nonché appalto unitario per le parti comuni, si individua un contratto cumulativo; pertanto, il creditore che voglia recuperare il suo credito, deve specificare a quali lavori lo stesso si riferisce, se a lavori su parti comuni oppure a lavori inerenti la proprietà esclusiva di ciascuno dei soggetti consorziati,

"ravvisandosi, nella generica convocazione del consorzio un difetto di legittimazione passiva" (Trib. Perugia 29 settembre 2008, www.dejure.it, 2009);

- nel caso di consorzio fra privati, in base a convenzione di lottizzazione, obbligante gli stessi alla ripartizione delle spese, secondo le cubature rispettivamente realizzabili (art. 28 della l. 17 agosto 1942 n. 1150, novellato dall'art. 8 della l. 6 agosto 1976 n. 7659), la suddetta ripartizione resta insensibile alle modifiche di quelle cubature introdotte da nuove previsioni di piano regolatore generale,

"finché non recepite nella convenzione con il Comune" (Cass., sez. I, 27 marzo 1992, n. 3798, GCM, 1992, 3; RGE, 1992, I, 838).

Per una più completa casistica, si veda, amplius, il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013.



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