Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Caruso Simona - 2014-11-14

SPESE PER INCREMENTI PATRIMONIALI E REDDITOMETRO - Cass. Civ. n. 19030/14 - Simona CARUSO.

Redditometro, spese per incrementi patrimoniali.

Il ricorrente lamenta che il semplice accollo di un debito non è effettiva ed attuale espressione di capacità economica nella prospettiva dell'art. 38, comma 5, Dpr 600/1973.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso.

Con la sentenza in epigrafe, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi nuovamente sulle spese per incrementi patrimoniali, rilevanti ai fini del redditometro.

In particolare, la Suprema Corte ritiene che l'accollo di un debito non comporta l'attuale erogazione di spesa e non è dunque effettiva e attuale espressione della capacità economica del contribuente; espressione di tale capacità sono invece i singoli atti di estinzione dell'obbligazione accollata. Nell'ipotesi di spese per incrementi patrimoniali, l'accertamento deve basarsi sulla diretta dimostrazione (risultante, solitamente, da un atto formale) dell'effettiva erogazione della spesa da parte del contribuente in un determinato momento o arco di tempo (uno o più anni d'imposta).

Occorre, in definitiva, dimostrare il reale sostenimento di una spesa in uno più periodi d'imposta ed applicare, quindi, il metodo di accertamento sintetico in relazione agli anni interessati, sia direttamente che a seguito della "spalmatura" del reddito nei cinque anni precedenti, in applicazione del sopra richiamato criterio presuntivo (anch'esso soggetto a prova contraria) di cui all'art. 38, comma 5 del Dpr 600/1973.



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