Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-09-10

SPESE PROCESSUALI E 'DISAGIATE CONDIZIONI ECONOMICHE': LA CORTE CHIARISCE - Cass. Pen. 37275/14 - F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 37275 del Luglio 2014) relativa al tema delle spese processuali e il contestuale requisito delle disagiate condizioni economiche.

Il fatto, in breve: con ordinanza del Settembre 2013 il tribunale di Sorveglianza di Bari rigettava l'istanza di Tizio volta alla remissione del debito di Euro 14.000 per spese processuali.

Tale rigetto era dovuto alla sola inesistenza, a dire del Tribunale, del requisito delle "disagiate condizioni economiche".

Ricorre per Cassazione la difesa lamentando il vizio di motivazione del predetto provvedimento.

Infatti, secondo la difesa, il requisito delle disagiate condizioni economiche non sta ad indicare un indigenza, per cosi dire, assoluta, ma è integrato ed è sufficiente anche in situazioni in cui il debito di "spese processuali" sarebbe così soverchiante da mettere in difficoltà il soggetto di fronte agli elementari bisogni di vita.

Per il Supremo Collegio, la tesi difensiva suesposta è da accogliere.

Infatti, in numerosi precedenti (ex multis Sez. 1, Ordinanza n. 14541 del 24/01/2006), la Cassazione ha già avuto modo di chiarire che: "ai fini della remissione del debito per spese di giustizia e di mantenimento in carcere, il requisito delle disagiate condizioni economiche richiesto sia dall'abrogata Legge n. 354 del 1975, art. 56, che dal vigente D.P.R. n. 115 del 2002, art. 6, è integrato non solo quando il soggetto si trovi in stato di indigenza, ma anche quando l'adempimento del debito comporti un serio e considerevole squilibrio del suo bilancio domestico, tale da precludere il soddisfacimento di elementari esigenze vitali e compromettere quindi il recupero ed il reinserimento sociale."

Lo stesso precedente è stato, quindi, da guida per la decisione che si commenta e si è reputato pertanto necessario un rinvio per un nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di Bari.



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