Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-08-06

SPESE STRAORDINARIE PER IL MINORE RIMBORSABILI ANCHE SE NON CONCORDATE PRIMA - CASS. 16175/2015 - V. MAZZOTTA

Separazione, divorzio e cessazione della famglia di fatto

Il genitore ha diritto al rimborso della metà delle spese straordinarie per il figlio minore anche se non preventivamente concordate, purchè rispondano all'interesse del minore e siano compatibili con le condizioni economiche dei genitori

Se il giudice verifica che gli esborsi sostenuti dal genitore collocatario rispondano all"interesse del minore e sono in ogni caso compatibili con le condizioni economiche dei genitori, l"altro genitore deve provvedere al rimborso del 50% della spesa sostenuta, anche se non preventivamente concordata. È quanto afferma la Corte di Cassazione con l"ordinanza 16175/15, pubblicata il 30 luglio. Nel caso all"esame della Corte la madre aveva acquistato la cameretta per il figlio e sostento le spese per un stage di inglese all"estero (il padre, sul punto, aveva peraltro prestato il consenso all"espatrio: circostanza dalla quale può desumersi anche il consenso indirettamente prestato alla frequentazione dello stage). Il padre, sostenendo che le spese non erano state concertate e non potevano considerarsi né indifferibili né urgenti, rifiuta il rimborso.

Il ricorso è dichiarato inammissibile, ma il collegio coglie l"occasione per fare alcune precisazioni in merito al rimborso delle spese straordinarie sostenute da un genitore per il figlio.

Precisamente, non è configurabile a carico del genitore affidatario o collocatario un obbligo di informazione e concertazione preventiva con l"altro, in ordine alla determinazione delle spese straordinarie, compatibili con i mezzi economici di cui i genitori dispongono trattandosi di "decisione di maggiore interesse" per il figlio e sussistendo pertanto  a carico del genitore non affidatario, un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso (così la Corte si era già espressa: Cass. Civ. 19607/2011).

Di conseguenza se le spese straordinarie concordate danno senz"altro diritto a un rimborso,  nel caso di mancata concertazione preventiva  e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota  di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, dovrà verificarsi in sede giudiziale  la rispondenza delle spese all"interesse del minore  mediante la valutazione, riservata al giudice di merito  della commisurazione dell"entità della spesa  rispetto all"utilità per il minore e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

La Cassazione richiama a ulteriore supporto della propria decisione anche il principio, in precedenza già espresso, secondo cui, in tema di rilevanza dell"accordo tra i genitori sul contributo al mantenimento dei figli , esso non assume carattere vincolante dovendo il Giudice ispirarsi all"esclusivo interesse del minore (Cass. 10174/2012).

In conclusione, quindi, l"ultima parola spetta al Giudice: anche a prescindere dagli accordi tra i genitori, trasfusi o meno nel provvedimento che dispone la separazione personale, se la spesa soddisfa un"esigenza importante del minore ed è compatibile con le disponibilità economiche dei genitori, essa andrà rimborsata (a metà) a colui che l"ha sostenuta direttamente, e ciò anche a prescindere dal fatto della preventiva concertazione con il genitore non collocatario.



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