Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-07-15

SPETTA L'ASSEGNO ALL'EX ANCHE SE HA DEI BENI PROPRI-Cass. ord. 14729/2015 - VALERIA MAZZOTTA

Separazione. Assegno di mantenimento

Spetta l'assegno al coniuge privo di redditi da lavoro che gli consentano di mantenersi, anche se dispone di un patrimonio immobiliare personale e di vari immobili seppure intestati all'azineda di cui marito e moglie sono soci

Ha diritto al mantenimento la moglie che, pur avendo un  patrimonio immobiliare personale (peraltro vari immobili erano improduttivi di reddito) durante la vita matrimoniale è stata sostanzialmente casalinga, e nonostante la coppia disponga anche di un consistente patrimonio immobiliare seppure intestato a un"azienda di cui marito e moglie sono soci.

Lo afferma la Cassazione con l"ordinanza 14729/15, depositata dalla sesta sezione civile il 14 luglio.
Secondo i Giudici di merito, era stato il marito, col proprio lavoro di commerciante, a mantenere la famiglia consentendo un elevato tenore di vita; i coniugi avevano acquistato un «rilevantissimo patrimonio immobiliare», anche se formalmente gli immobili erano stati comprati da un"azienda di cui peraltro entrambi erano soci. La moglie, di per sé, era titolare di immobili ma improduttivi di reddito e non disponeva di redditi da lavoro con cui mantenersi autonomamente. Il marito, invece, aveva acquistato due immobili anche a separazione iniziata. Secondo la Corte, i Giudici hanno ponderato le rispettive posizioni economiche delle parti, evidenziando, appunto, che quella della moglie era meno vantaggiosa rispetto a quella del marito, e in virtù del principio secondo il quale l"assegno per il coniuge deve tendere al mantenimento del tenore di vita goduto durante il matrimonio e tuttavia indice di tale tenore può essere l"attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi, è giusto riconoscere alla moglie il diritto al mantenimento da parte del marito.

Ma ci si chiede: i Giudici hanno tenuto in debito conto, nella quantificazione dell'assegno per la moglie, la possibilità per quest'ultima di monetizzare almeno parte del proprio patrimonio immobiliare ? Dalla scarna motivazione dell'ordinanza non è dato saperlo; di fatto, in generale, vale a parere di chi scrive il principio secondo il quale, seppure da un lato sussista il diritto del coniuge debole di mantenere un tenore di vita (tendenzialmente) analogo a quello matrimoniale, occorre anche evitare rendite parassitarie.



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