Articoli, saggi, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-03-14

SPL E PARTECIPATE: GLI ADEMPIMENTI PER GLI ENTI LOCALI SOCI – Alceste SANTUARI

Molti sono gli adempimenti che incombono sugli enti locali in ordine alle società partecipate

Si tratta di (in)adempimenti cui sono collegate sanzioni affatto marginali

Di seguito una sintesi degli adempimenti di cui sopra

Come si avuto modo di ricordare su questo sito in altre occasione, questo è il periodo in cui gli enti locali titolari di partecipazione societarie devono dare attuazione all"art. 1, comma 611, della l. 190/2014 (legge di Stabilità per il 2015). Si tratta della disposizione che impone agli enti locali territoriali di approvare entro il 31 marzo p.v. un piano di razionalizzazione delle partecipazioni dirette ed indirette, accompagnato da una specifica relazione tecnica, che poi deve essere trasmessa alla sezione regionale della Corte dei conti.

Si tratta di un passaggio prodromico, atteso che l"ente locale dovrà entro il 31 dicembre 2015 dimostrare di essere stato in grado di ridurre gli assets di partecipazione, dandone notizia alla Corte dei Conti entro il semestre successivo dell"esito di tale operazione (cfr. art. 1, comma 612 l. Stabilità 2015).

Accanto alla relazione tecnica di cui sopra si ricorda che gli enti locali territoriali si devono conformare anche ad analogo adempimento previsto dall"art. 3, comma 27 ss., l. n. 244/2007, come modificato dall"art. 1, comma 569, l. 147/2013 (legge di Stabilità per il 2014), richiamato espressamente dal comma 611 della l. 190/2014. Ai sensi di tale disposizione, infatti, entro il 31 dicembre 2014, le partecipazioni societarie non strettamente necessarie alle finalità istituzionali dell"ente locale avrebbero dovuto essere cedute a terzi con procedure ad evidenza pubblica. La norma prevedeva che decorso invano il termine del 31 dicembre 2014 la partecipazione non alienata cessa ad ogni effetto, con il conseguente onere, per la società interessata, di liquidare il valore della quota del socio cessato entro il 31 dicembre 2015. Se la partecipazione non viene alienata entro il termine previsto, la norma dispone la perdita di tutti i diritti di cui è titolare l"ente locale socio.

Si aggiunga che gli enti locali sono assoggettabili ad un altro tipo di sanzione: si tratta di quella prevista dall"inadempienza dell"art. 34, comma 20 e segg. del d.l. 179/2012, convertito in l. 221/2012, che riguarda la relazione da approvarsi, a cura degli enti locali interessati, per assicurare il rispetto dei canoni europei in materia di concorrenza e gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica. Infatti, il comma 21 dell"art. 34 citato stabilisce come massima sanzione la decadenza ex lege dei relativi affidamenti.

Come si evince dal sintetico quadro sopra richiamato, gli enti locali sono chiamati (ancora una volta) a misurarsi con un set di disposizioni e sanzioni che impattano e incidono in modo significativo sulla gestione dei servizi pubblici locali e la conduzione delle società partecipate. Si vuole tuttavia segnalare che la revisione imposta dal legislatore può invero costituire un"opportunità per l"ente locale di predisporre un piano di riordino in funzione strategica, ossia capace, da un lato, di valorizzare l"efficacia e l"efficienza dell"azione delle proprie partecipate e, dall"altro, di rivedere l"azione e gli interventi di altre partecipazioni ritenute non altrettanto adeguate.



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