Articoli, saggi, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-09-13

SPL: SI CAMBIA ANCORA (PARTE SECONDA) – Alceste SANTUARI

Si apprendono ulteriori dettagli del decreto legge in progress che il Ministero per gli Affari Regionali intende sottoporre all"approvazione di uno dei prossimi Consigli dei Ministri. Oltre a quanto già riportato nel precedente contributo (cfr. http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=43520&catid=235&Itemid=487&contentid=0&mese=09&anno=2013) il d.l. in parola contiene ulteriori previsioni che di seguito si intendono analizzare.

Conti in rosso e buchi di bilancio

Il d.l. potrebbe contenere una disposizione che, superando le scadenze (30 settembre e 31 dicembre 2013) per la dismissione e liquidazione delle società ai sensi delle previgenti discipline normative, prevede la liquidazione automatica delle società partecipate dagli enti locali qualora i bilanci siano "in rosso" per due anni consecutivi, senza possibilità di intervento dello Stato. Al contrario, le perdite subite dalle società in parola ricadranno sui comuni proprietari, i cui sindaci quindi dovranno stare attenti alle performances delle società partecipate. Ma sia i due anni consecutivi sia la soglia minima per poter identificare un "buco di bilancio" sono allo stato oggetto di dibattito e di confronto.

Giustificazione delle scelte da parte dei comuni

Il pacchetto di disposizioni allo studio dei tecnici ministeriali comprende altresì la necessaria valutazione ex ante in capo agli enti locali in ordine alle scelte gestionali ed organizzative che gli stessi intendono operare. Non si tratta per vero di una novità assoluta, in quanto già da tempo, gli enti locali – più o meno in modo vincolato – sono impegnati a svolgere ricognizioni, valutazioni, e quindi a giustificare il loro operato nell"intricato, delicato e complesso universo delle public utilities. Il testo prevede l"obbligo per i comuni di stilare un elenco delle politiche pubbliche che intendono perseguire, anche attraverso l"impiego di società strumentali, in house, affidamenti, ecc. Gli enti locali, in questa cornice, dovranno – anche in questo caso si tratta di una previsione non nuova – motivare il ricorso a società "in house", possibilità riconosciuta soltanto se il mercato, profit e non profit, non sia in grado di "assorbire" l"offerta di quel determinato servizio. Si tratta di un punto estremamente delicato e controverso, in quanto si colloca a "mezzavia" tra un impianto comunitario che intende favorire il mercato concorrenziale e l"autonomia degli enti locali di potersi organizzare "come ritengono più opportuno", in ossequio al principio di libertà di azione degli stessi riconosciuto sia a livello europeo sia a livello nazionale (si vedano per tutte le sentenze della Corte costituzionale n. 199 del 2012 e n. 236 del 2013).

La previsione potrebbe rivelarsi interessante per il comparto dei servizi sociosanitari e alla persona in generale, in quanto – in ossequio al principio di sussidiarietà orizzontale stabilito nell"art. 118, u.c. Cost., le organizzazioni non profit e le cooperative sociali potrebbero trovare una collocazione privilegiata.

Aggregazioni territoriali

Il testo di d.l. in progress contiene infine i riferimenti alla necessità che gli enti locali si "alleino" sul territorio per costituire quegli ambiti territoriali ottimali per assegnare e affidare i servizi di loro competenza. Anche in questo caso non si tratta di una novità, atteso che detta previsione è già contenuta in normative (sia generali sia di settore: si pensi al servizio idrico integrato per tutti).



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