Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2014-02-12

SRL: DEPOSITO DEL BILANCIO E DELLE RELAZIONI E DIRITTO AD OTTENERNE COPIA - RM

Il bilancio,

"la sottoscrizione del progetto di bilancio da parte dell'amministratore unico della società rappresenta un requisito formale non richiesto da alcuna specifica norma a pena di nullità e, pertanto, la sua omissione costituisce una irregolarità formale irrilevante dal punto di vista sostanziale se non viene provato che i documenti depositati non corrispondono a quelli poi esaminati e approvati dall'assemblea" (Trib. Milano 10.3.2005, GI, 2005, 1864 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -),

con le copie integrali dell'ultimo bilancio delle società controllate (che può essere sostituito, per quelle incluse nel consolidamento, dal deposito di un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio delle medesime) e un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio delle società collegate,

"l'obbligo di allegare al bilancio un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio delle società collegate era disposto dall'art. 2424 c.c., comma 4, anteriormente alla modifica apportata dall'art. 5 del d.l. 9 aprile 1991 n. 127, con effetto dal bilancio relativo al secondo esercizio successivo a quello in corso alla data del 17 aprile 1991; conseguentemente il bilancio deve essere presentato per il deposito ai sensi dell'art. 2435 c.c. senza il predetto allegato. A norma del vigente art. 2429 c.c. il prospetto relativo alle società collegate deve essere unicamente depositato presso la sede della società nel quindici giorni che precedono l'assemblea e fino all'approvazione del bilancio" (Trib. Sondrio 18.6.1994, F, 1994, 6387, Soc, 1994, 1084, GIUS, 1994, fasc. 17, 83 – si confronti però anche Trib. Milano 30.9.1985, FI, 1986, I, 2300, secondo cui "il procedimento di formazione del bilancio non è viziato a causa della mancata allegazione, al progetto sottoposto al consiglio di amministrazione, dei bilanci delle società controllate, quando gli amministratori siano in grado, prima dell'approvazione da parte del consiglio, di procurarsi gli elementi che assumevano carenti; il bilancio della società controllata, da allegare a quello della società controllante, è l'ultimo approvato dall'assemblea della prima ed è costituito dallo stato patrimoniale e dal conto economico, con esclusione delle relazioni degli amministratori e dei sindaci" -),

deve restare depositato in copia nella sede della società,

"nelle società di capitali il legislatore ha previsto l'obbligo di redazione di un formale bilancio ex art. 2423 c.c., stabilendo in modo preciso anche i criteri di redazione ex art. 2423 bis c.c., il quale bilancio, proprio perché destinato, per sua natura, alla tutela di soggetti terzi che vengono in contatto con la società, deve essere non solo depositato presso la società prima dell'approvazione ex art. 2429 c.c. (a tutela evidentemente degli stessi soci), ma anche depositato presso l'ufficio del registro delle imprese ex art. 2435 e 2478 bis c.c., a tutela evidentemente dei terzi; invece nelle società di persone è previsto solo un rendiconto annuale, del quale non è richiesto né il deposito né tanto meno la pubblicazione, proprio perché la sua redazione non risponde a un'esigenza di tutela dei terzi e della collettività, bensì a un'esigenza e a una tutela individuale del singolo socio. Sicché, ogni relativa questione è non solo transigibile, ma anche compromettibile in arbitri, non andando a incidere su norme di carattere imperativo" (Trib. Bari, sez. IV, 7.2.2007, n. 327, GDir, 2007, 32, 67, Mer, 2007, 7-8, 47),

insieme con le relazioni degli amministratori e del sindaco,

"l'incompletezza del procedimento informativo consistente nel mancato deposito della bozza di bilancio e dei documenti integrativi costituisce un vizio che rende annullabile la delibera di approvazione del bilancio. Il mancato deposito della bozza di bilancio e dei documenti integrativi presso la sede sociale durante i 15 giorni precedenti l'assemblea, ai sensi dell'art. 2491 c.c., priva i singoli soci della possibilità di conoscere preventivamente l'oggetto su cui sono chiamati a deliberare ed impedisce che essi abbiano piena informazione della situazione patrimoniale della società secondo i criteri legali prescritti in materia di bilancio. A tal fine non basta che il socio abbia potuto preventivamente esercitare il diritto di controllo individuale ex art. 2489 c.c., perché l'informazione dovuta non riguarda semplicemente le risultanze contabili e lo stato degli affari sociali, ma ha ad oggetto più specifico la conoscenza della situazione patrimoniale ed economica della società risultante dall'applicazione concorrenziale dei criteri legali e delle valutazioni prudenziali degli amministratori. Le norme in proposito (art. 2491 c.c. e art. 2429 c.c. richiamato per le s.r.l.) prefigurano un procedimento formale non surrogabile mediante trasmissione e depositi di "bozze" di documenti che finirebbero per rendere solo virtuale il procedimento voluto dalla legge" (Trib. Milano 15.3.2005, GiustM, 2005, 28 – peraltro, occorre tener presente che, di bilancio come scrittura contabile, si può parlare solo al termine del procedimento che si conclude con l'approvazione da parte dell'assemblea e la pubblicazione sul BUSARL. La bozza di bilancio e la relazione redatta dagli amministratori non hanno esse stesse natura di scritture contabili e di conseguenza è ammissibile una loro redazione non perfetta dal punto di vista meramente formale, per la presenza di cancellazioni, abrasioni e foglietti "volanti": Trib. Milano 20.3.1989, GI, 1989, I, 2, 836),

durante i quindici giorni che precedono l'assemblea,

"l'obbligo gravante sugli amministratori di una società di capitali di depositare il bilancio nei quindici giorni antecedenti l'assemblea di approvazione, di cui al vecchio testo dell'art. 2432 c.c. (oggi art. 2429, comma 3, stesso codice), deve ritenersi correttamente adempiuto anche se i relativi documenti risultino a disposizione dei soci nei soli orari di ufficio e nei giorni non festivi. Se la preposizione (impropriamente) impiegata dalla norma in parola ("durante") postula, difatti, la continuità dell'atto del deposito, non perciò può dirsi imposta agli amministratori l'adozione di misure straordinarie nell'organizzazione degli uffici della sede sociale, laddove l'esigenza di consultazione e di adeguata informazione dei soci risulta legittimamente soddisfatta con il consentirne l'accesso e la relativa consultazione durante i normali orari di apertura degli uffici privati, potendo ipotizzarsi un dovere di assicurare l'accessibilità ai documenti oltre tali, ordinari limiti di tempo soltanto per corrispondere ad una specifica e motivata richiesta del socio interessato (Nella specie, il socio di una s.p.a. lamentava di non aver potuto prendere visione del bilancio nel giorno antecedente l'assemblea di approvazione perché festivo: la S.C., nel rigettarne il ricorso, ha enunciato il principio di diritto di cui in massima)" (Cass. civ., sez. I, 17.1.2001, n. 560, VN, 2002, 878, GCM, 2001, 96, GI, 2001, 1179, RN, 2001, 915, Soc, 2001, 671, VN, 2002, 878),

e finché sia approvato.

Può correttamente esser sostenuto che

"l'obbligo di deposito del progetto di bilancio presso la sede sociale, sancito dall'art. 2429, comma 3, c.c., deve ritenersi soddisfatto nel caso in cui i documenti richiesti dalla legge siano stati trasmessi alla società tramite posta elettronica e resi disponibili ai soci" (Trib. Milano 10.3.2005, GI, 2005, 1864).

I soci possono senz'altro prendere visione dei documenti depositati:

"poiché l'azionista ha la facoltà non soltanto di consultare i documenti depositati presso la sede sociale in vista dell'adunanza assembleare, ma anche di riceverne copia, sono annullabili le deliberazioni assunte senza che al socio sia stato pienamente garantito questo diritto alla previa completa informazione" (Trib. Milano 28.6.2001, GI, 2001, 2323 – conforme, in quanto al fine di una successiva utile partecipazione all'assemblea ordinaria chiamata ad approvare il principio di esercizio, il diritto del socio di prendere visione dei documenti sociali ex art. 2429 comma 3 c.c., deve essere interpretato anche quale diritto all'ottenimento da parte dello stesso, a proprie spese, di fotocopie relative al bilancio d'esercizio, nonché della relazione sulla gestione e della relazione del collegio sindacale: Trib. Firenze 25.6.1996, Soc, 1996, 1321).

Naturalmente, il difetto di informazione ai soci nella relazione al bilancio non implica, automaticamente, che il patrimonio sociale abbia sofferto un qualche pregiudizio, se non si dimostri sotto quale profilo la violazione di legge si sarebbe tradotta in un danno emergente o in un lucro cessante:

"il difetto di informazione ai soci nella relazione al bilancio non implica automaticamente che il patrimonio sociale abbia sofferto un qualche pregiudizio se non si dimostri sotto quale profilo la violazione di legge si sarebbe tradotta in un danno emergente o in un lucro cessante" (Cass. civ., sez. I, 28.4.1997, n. 3652, GI, 1998, 287, RN, 1998, 1027, FI, 1998, I, 3247).



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