Articoli, saggi, Risarcimento, reintegrazione -  Mazzon Riccardo - 2014-05-10

SRL: EFFETTI DELL'ANNULLAMENTO DI DELIBERA E RISARCIMENTO - Riccardo MAZZON

L'annullamento della deliberazione ha effetto rispetto a tutti i soci ed obbliga gli amministratori a prendere i conseguenti provvedimenti sotto la propria responsabilità;

"in tema di vizi della delibera assembleare di società di capitali, l'interesse del socio al potenziamento ed alla conservazione della consistenza economica dell'ente è tutelabile esclusivamente con strumenti interni, tra cui la possibilità di insorgere contro le deliberazioni invalide, ma non implica la legittimazione ad agire, nei confronti dei terzi, per far annullare o dichiarare nulli anche i negozi intercorsi fra questi ultimi e la società, potendo tale validità essere contestata solo dalla società, come si evince dall'obbligo, facente capo all'amministratore, di attivarsi nelle dovute forme per l'eliminazione degli effetti conseguenti all'accertato vizio. (In applicazione di detto principio, la S.C. ha negato al socio la legittimazione all'azione di nullità dell'iscrizione ipotecaria effettuata in attuazione della impugnata delibera e su di un immobile della società garante)" (Cass. civ., sez. I, 25.2.2009, n. 4579, GCM, 2009, 2, 311, GC, 2010, 6, 1497 -  cfr., amplius, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -),

in ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione:

"il curatore fallimentare di una società a responsabilità limitata è legittimato ad agire con domanda di nullità delle deliberazioni assembleari della società fallita, nonché di società di cui la stessa fallita fosse socia, e per la nullità dei trasferimenti operati dalla società partecipata in favore di un terzo, ma la posizione di quest'ultimo va regolata sulla base del disposto dell'art. 2379, comma 4, e 2377 , comma 7, c.c., norme che fanno espressamente salvi, in caso di nullità o annullamento della deliberazione assembleare impugnata, i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della medesima deliberazione" (Trib. Salerno, sez. I, 12.1.2010, GLSalerno 2010).

L'ottenimento dell'annullamento (o anche della nullità) della delibera non esclude la tutela risarcitoria, sempre presente in capo ai soci,

"i soci che sono legittimati ad agire per la pronuncia di invalidità della deliberazione assembleare ai sensi dell'art. 2377 c.c., possono chiedere anche il risarcimento dei danni che detto rimedio non sia sufficiente a riparare, atteso che la tutela risarcitoria di cui all'art. 2377 comma 4 c.c., non ha carattere eccezionale, né è sostitutiva di quella invalidatoria, ma è concorrente con quest'ultima" (Trib. Catania, sez. IV, 10.8.2007, RDCo, 2009, 1-2-3, 17),

che, anzi, quando sono legittimati ad agire per la pronuncia di invalidità,

"non possono agire per ottenere il risarcimento dei danni se non richiedendo pregiudizialmente l'invalidazione della deliberazione incriminata. Siffatta pregiudizialità opera non soltanto nel caso dell'azione proposta nei confronti della società, ma anche qualora l'azione sia diretta a soci per il c.d. abuso nell'esercizio del potere di voto. Ciò perché ai sensi dell'art. 2377 comma 1 c.c., la deliberazione assembleare non impugnata o non più impugnabile è, per i soci non impugnanti ma legittimati a farlo, una deliberazione legittima o, comunque, equiparata dall'ordinamento ad una legittima. Diversamente, i soci non legittimati all'azione di invalidità della deliberazione possono agire per il risarcimento del danno non potendosi loro imputare alcuna acquiescenza alla deliberazione" (Trib. Catania, sez. IV, 10.8.2007, RDCo, 2009, 1-2-3, 17).

La sentenza di rigetto della domanda - di annullamento o di nullità della delibera assembleare di una società - non fa stato nei confronti del socio che sia rimasto estraneo a quel giudizio:

"al di fuori dei casi di declaratoria di nullità o di annullamento della delibera assembleare, il giudicato formatosi nei confronti di soggetti diversi non può fare stato nei confronti del colegittimato non partecipante al giudizio. Pertanto, la sentenza, passata in giudicato, di rigetto della domanda di annullamento o di nullità della delibera assembleare di una società non fa stato nei confronti del socio (o, come nella specie, di un legatario avente causa dal socio) che sia rimasto estraneo a quel giudizio" (Cass. civ., sez. I, 2.5.2007, n. 10139, GCM, 2007, 5, GC, 2008, 2, 441).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati