Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2015-08-29

SRL: FINANZIAMENTI NELL'ATTIVITA' DI DIREZIONE E COORDINAMENTO - Riccardo MAZZON

i finanziamenti nell'attività di direzione e coordinamento

si applica l'articolo 2467 del codice civile

il rimborso di detti finanziamenti è postergato, rispetto alla soddisfazione degli altri creditori

Se chi esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti di una società (o anche altri soggetti ad essa sottoposti) effettua finanziamenti a favore della società a tale attività sottoposta,

"non è consentito ritenere che siano portatori di "interessi economici omogenei" i soci finanziatori ed i terzi creditori e non può considerarsi rispondente alla previsione di legge il loro inserimento nel piano. Trattandosi però pur sempre di creditori, da soddisfare eventualmente dopo l'estinzione degli altri crediti, non si esclude la possibilità di deroga al principio della postergazione, ma ciò può avvenire solo con il consenso della maggioranza di ciascuna classe" (Cass. civ., sez. I, 4.2.2009, n. 2706, GCo, 2011, 2, 247),

si applica l'articolo 2467 del codice civile, nel senso - ma si veda, amplius, il capitolo quarto del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -:

"l"art. 2467 c.c. ha introdotto un principio di corretto finanziamento dell"impresa che si trova o si avvicina ad un momento di crisi e si traduce nella riqualificazione imperativa del finanziamento in prestito postergato. La postergazione del creditore stitutorio del socio per determinati finanziamenti erogati alla società esprime una regola valevole in ogni caso in cui il prestito anomalo sia effettuato dal socio c.d. imprenditore, il quale non operi come mero investitore, ma sia in grado di influenzare la decisione di finanziamento. Tale sostrato economico e la conseguente esigenza di protezione dei creditori ricorrono quale che sia il tipo sociale in concreto adottato" (Trib. Pistoia 8.9.2008, BBTC, 2009, 2, 191),

che il rimborso di detti finanziamenti è postergato, rispetto alla soddisfazione degli altri creditori - e, se avvenuto nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito -, nelle seguenti due ipotesi, tenuto conto anche del tipo di attività esercitata dalla società:

  • quando, al momento in cui avvenne il finanziamento, risultava un eccessivo squilibrio dell'indebitamento, rispetto al patrimonio netto della società;

"ai finanziamenti effettuati dai soci di una s.p.a. che non versi in un eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto e non sia parte di un gruppo ai sensi dell'art. 2497 quinquies c.c. non si applica la disciplina di cui all'art. 2467 c.c., che invece si riferisce alla figura dei cosiddetti prestiti anomali (o «sostitutivi del capitale») effettuati al fine di porre rimedio alle ipotesi di sottocapitalizzazione cd. nominale" (Cass. civ., sez. I, 24.7.2007, n. 16393, conferma App. Cagliari 21.3.2002, RN, 2009, 4, 1058; FI, 2008, 7-8, 2244);

  • se il finanziamento era stato concesso in situazioni finanziarie, attinenti alla società, considerate le quali risultasse, all'epoca del finanziamento, ragionevolmente necessario un conferimento:

"rientrano nella fattispecie normativa del mutuo, e vanno pertanto iscritti tra i "crediti" nello stato patrimoniale della società erogante, malgrado la mancata previsione di interessi, garanzie e di una scadenza, i finanziamenti concessi dalla controllante alle proprie controllate per sostenerle nella fase di avvio delle rispettive attività, ove sussista in capo alle società beneficiarie l'obbligo di procedere al rimborso, anche graduale, delle somme" (Trib. Milano 29.6.2005, BBTC, 2006, 5, 627).

In effetti, gli artt. 2467 e 2497 quinquies c.c., nel testo stabilito dal decreto n. 6 del 2003, postergando in casi determinati il rimborso dei crediti dei soci della società, hanno introdotto una nuova disciplina di diritto sostanziale, applicabile in sede di liquidazione della società, ma incidente sugli effetti giuridici del negozio di finanziamento e, in mancanza di una diversa disciplina che abbia regolato la loro efficacia nel tempo in deroga all'art. 11 disp. prel. al c.c.,

"non si applicano ai crediti dei soci nei confronti della società sorti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto n. 6 del 2003" (Cass. civ., sez. I, 13/07/2012, n. 12003, DeG 2012).



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