Articoli, saggi, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2015-10-02

SRL: TRASFORMAZIONE SOCIETARIA E TRASFORMAZIONE REGRESSIVA - Riccardo MAZZON

trasformazione societara: ratio dell'istituto

la generale applicabilità del principio e la c.d. "trasformazione regressiva"

esemplificazioni giurisprudenziali

L'istituto giuridico della trasformazione societaria consente alle società di mutare la propria struttura evitando di passare attraverso le fasi della liquidazione (cfr. capitolo diciottesimo del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON) e della successiva ricomposizione sociale:

"la trasformazione di una società in un altro dei tipi previsti dalla legge non si traduce nell'estinzione del soggetto e nella correlativa creazione di uno diverso, ma configura una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto" (Cass. civ., Sez. U., 31.10.2007, n. 23019, GCM, 2007, 10).

Attraverso la trasformazione, in effetti, l'ente trasformato conserva tutti i precedenti diritti e i precedenti obblighi, prosegue in tutti i rapporti (anche processuali) appartenuti precedentemente all'ente che ha effettuato la trasformazione.

In tal modo, la società può mantenere inalterata la propria capacità e potenzialità produttiva originaria, la quale potrebbe essere altrimenti impedita dalle più svariate circostanze, come ad esempio la volontà del socio che non intenda eventualmente più riconferire la propria quota, oppure ulteriori eventi sopravvenuti idonei a causare la dispersione definitiva del patrimonio sociale:

"non va trascurato, inoltre, il fatto che la società può ricorrere alla trasformazione, anche al fine di prevenire le conseguenze che deriverebbero dalla perdita del capitale sociale, in misura tale da farlo scendere al di sotto del limite di legge, ai sensi dell'art. 2447. In definitiva, la trasformazione può essere funzionale sia all'espansione che al ridimensionamento dell'attività sociale, oltre che ad esigenze di riduzione delle società di persone in società di capitali" (Quatraro, La trasformazione delle società nella riforma, in DF, 2003, 1932).

Il principio testé evidenziato ( e cioè che attraverso la trasformazione l'ente trasformato conserva tutti i precedenti diritti e i precedenti obblighi, prosegue in tutti i rapporti - anche processuali - appartenuti precedentemente all'ente che ha effettuato la trasformazione) è principio di generalissima applicazione, non limitandosi ai casi di trasformazione di società di persone in società di capitali,

"la nomina ad esperto per la relazione giurata di stima del patrimonio sociale, in caso di trasformazione di una società di persone in società di capitali, ai sensi degli art. 2498 e 2343 c.c., configura una ipotesi di ufficio pubblico, previsto nell'interesse generale al corretto esercizio del diritto d'impresa ed in quello particolare dei creditori sociali e dei soci futuri, ha ad oggetto l'attività di stima di un patrimonio sociale, la quale non è attività negoziale, propria invece del rapporto di mandato e delle ipotesi di rappresentanza legale, e si fonda su una designazione operata ad persona. Ciò preclude all'esperto designato di nominare, a sua volta, altro professionista per l'utile svolgimento dell'incarico, vale a dire di delegare ad altri le attribuzioni conferite, senza l'autorizzazione dell'autorità conferente, al pari di quanto previsto dall'art. 7 l. 8 luglio 1980 n. 319, per l'ufficio, anch'esso pubblico, di consulente tecnico d'ufficio" (Cass. civ., sez. II, 28.1.2003, n. 1227, GCM, 2003, 193; DPSoc, 2003, 17, 74),

ma riguardando altresì l'inversa ipotesi di trasformazione di società di capitali in società di persone (c.d. "trasformazione regressiva"):

"il principio secondo cui la trasformazione di una società di persone in società di capitali non dà luogo ad un nuovo ente, ma integra una mera mutazione formale di un'organizzazione, che sopravvive alla vicenda della trasformazione senza soluzione di continuità, trova applicazione anche al fenomeno inverso (trasformazione, c.d. regressiva, di società di capitali in società di persone), ed anche ai mutamenti intervenuti nell'ambito di ognuno dei due tipi di società, come nell'ipotesi di trasformazione di una società in accomandita semplice in una società che, essendo rimasta ferma l'identità e l'integrità dell'impresa commerciale già gestita nella forma precedente, deve qualificarsi come irregolare, ancorché nel relativo atto sia stata qualificata "semplice", dovendo escludersi, in ogni caso, la possibilità di equiparare il soggetto risultante dalla trasformazione ad una persona fisica, in quanto tale assimilazione comporterebbe uno stravolgimento dei principi che regolano la diversità dei soggetti di diritto e dei relativi statuti" (Cass. civ., sez. trib., 23.4.2007, n. 9569, GCM, 2007, 4).

Si potranno verificare, così – e salvi divieti particolari previsti espressamente dalla legge:

"il divieto di trasformazione delle società cooperative in società ordinarie, contenuto nell'art. 14 l. 17 febbraio 1971 n. 127, non riguarda le cooperative bancarie, le quali, pur essendo qualificate come società cooperative, sono sottratte alle norme riguardanti lo svolgimento dell'attività mutualistica" (Cass. civ., sez. I, 8.1.2007, n. 89, DeG, 2007; GCM, 2007, 1) -,

con elencazione esemplificativa e nient'affatto esaustiva, casi di società cooperative trasformate in società per azioni,

"la deliberazione assembleare di una società per azioni, trasformatasi dall'originario tipo di società cooperativa, che autorizzi gli amministratori ad acquistare azioni proprie non viola il disposto dell'art. 2357 c.c., allorché nel limite legale venga computata la riserva iscritta nell'ultimo bilancio della società prima della trasformazione come "fondo sovrapprezzo azioni", previsto dall'art. 2525, comma 2 (ora art. 2528, comma 2), c.c.; infatti tale riserva diviene disponibile per effetto dell'avvenuta trasformazione, che rende applicabili le norme in materia di società per azioni, con la conseguente disponibilità delle riserve da sovraprezzo quando ricorra la condizione richiesta dall'art. 2431 c.c." (Cass. civ., sez. I, 20.1.2011, n. 1361, GCM, 2011, 1, 94; RDoC, 2011, 2, 429);

società in accomandita semplice trasformate in società a responsabilità limitata,

"la trasformazione di una società in accomandita semplice in società a responsabilità limitata non incide sulla validità ed efficacia "inter partes" del contratto di cessione della quota dell'accomandita" (Cass. civ., sez. I, 31.7.2008, n. 20893, FI, 2009, 2, 451);

società in nome collettivo trasformate in società a responsabilità limitata,

"la trasformazione di una s.n.c. in s.r.l. comporta un nuovo acquisto, in capo al socio, coniugato in regime di comunione legale dei beni, di una quota di società di capitali, che pertanto cade in comunione immediata" (Trib. Catania 17.7.2007, VN, 2007, 3, 1221; RN, 2008, 6, 1394),

società in accomandita semplice trasformate in società per azioni,

"la trasformazione di una s.a.s. in una s.p.a. non determina una modificazione soggettiva nei rapporti giuridici esistenti ed il soggetto passivo della obbligazione tributaria permane il medesimo. Pertanto, è regolare la notifica di una cartella di pagamento intestata alla precedente società effettuata presso la società trasformata in quanto quest"ultima - ai sensi dell"art. 2498 c.c. - conserva i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione" (Comm.trib. prov. Bari, sez. X, 1.3.2007, n. 19, Giurisprudenzabarese.it, 2007);

società per azioni trasformate in società a responsabilità limitata,

"pendente la procedura di controllo giudiziario per gravi irregolarità gestionali, la trasformazione di una società per azioni in società a responsabilità limitata, forma societaria per la quale tale controllo è inoperante, determina l'improcedibilità della relativa denuncia" (App. Roma 13.7.2006, FI, 2007, 5, 1593 – e viceversa: la delibera di aumento del capitale sociale finalizzata alla trasformazione di una società a responsabilità limitata in società per azioni costituisce adeguamento delle disposizioni statutarie alla disciplina introdotta dal d.lg. n. 6 del 2003 ed è pertanto soggetta al "quorum" agevolato di cui all'art. 223 bis comma 3 disp. att. trans c.c. - Trib. Lanusei 9.2.2005, GCo, 2005, II, 644 - l'art. 223 bis, comma 2 disp. att. trans. c.c., costituisce norma eccezionale inapplicabile alla delibera di aumento del capitale sociale di una società a responsabilità limitata finalizzata alla trasformazione in società per azioni - Trib. Lanusei 7.9.2004, GCo, 2005, II, 644 - conforme Trib. Lanusei 5.10.2004, GCo, 2005, II, 644);

società a responsabilità limitata trasformate in società collettive,

"nell'ipotesi di annullamento in sede giurisdizionale della delibera di trasformazione di una s.r.l. in società collettiva, la reviviscenza della società di capitali, che si verifica in forza dell'efficacia retroattiva dell'annullamento, non fa venir meno, nei rapporti con i terzi creditori e agli effetti (anche) della dichiarazione di fallimento ai sensi dell'art. 147 l. fall., quella realtà economica e giuridica cui ha dato luogo l'operare in concreto e l'esternarsi, anche attraverso le forme di pubblicità previste dall'ordinamento per le delibere societarie (art. 2188 ss. c.c., in genere, e specificamente, per le modificazioni dell'atto costitutivo, art. 2436 e 2300 dello stesso codice), della società come personale nella sua attività di impresa commerciale, di talché, sopravvenuta l'insolvenza della società e dichiarato il fallimento della stessa quale s.r.l. (per la reviviscenza di tale forma anteriore alla caducata trasformazione), ben può dichiararsi il fallimento ex, art. 147 l. fall. di quei soci che, in relazione al periodo di tempo e alle obbligazioni societarie cui l'insolvenza si riferisce, avevano assunto la responsabilità solidale e illimitata" (Cass. civ., sez. I, 2.12.2005, n. 26258, GCM, 2005, 12);

società consortili trasformate in società per azioni,

"il decreto emesso dalla Corte d'appello in sede di reclamo avverso i provvedimenti pronunciati dal Trib. in materia di omologazione di atti societari non è impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione (art. 111, cost.), in quanto detto decreto, essendo adottato dal giudice sulla base di un controllo preventivo di legittimità, che non comporta nessuna statuizione su diritti soggettivi, è privo del carattere della decisorietà. (Fattispecie avente ad oggetto la revoca dell'omologazione della delibera di trasformazione di un consorzio in s.p.a., pronunciata anteriormente alla modifica del controllo omologatorio degli atti sociali disposta dall'art. 32, legge n. 340 del 2000)" (Cass. civ., sez. I, 13.1.2005, n. 522, GCM, 2005, 1);

società di fatto trasformate in società in accomandita semplice:

"in caso di trasformazione di una società di fatto (nella specie, uno studio associato tra professionisti) in società in accomandita semplice, si è in presenza di un medesimo soggetto giuridico, sia pure dotato di una nuova veste societaria; ne consegue che il rapporto di lavoro dipendente iniziato con il primo soggetto prosegue con il secondo, e comporta la responsabilità della società di persone per tutti gli obblighi derivanti da tale rapporto di lavoro" (Cass. civ., sez. lav., 21.8.2004, n. 16500, GCM, 2004, 7-8).



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