Articoli, saggi, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2014-03-20

SRL: VINCOLI CONNESSI ALLA DELIBERAZIONE ASSEMBLEARE QUANDO RISULTANO RISPETTATI I QUORUM - RM

Sempre che l'atto costitutivo non disponga diversamente, l'assemblea

  • si riunisce presso la sede sociale;
  • è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale:

"nella società a responsabilità limitata l'interesse generale al rispetto delle regole che presiedono alla formazione della volontà sociale trova adeguata tutela nell'impugnazione ex art. 2479 ter c.c. e nell'azione di responsabilità per gravi irregolarità degli amministratori ex art. 2476, comma 3, c.c." (Trib. Verona 9.3.2007, GCo, 2008, 5, 1032 - cfr., amplius, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON).

E sempre che l'atto costitutivo non disponga diversamente,

"la clausola statutaria che, in una società a responsabilità limitata, prevede la maggioranza rafforzata dei 4/5 del capitale per l'approvazione di deliberazioni di aumento del capitale sociale può essere modificata, al pari di ogni altra clausola statutaria ed in assenza di una disciplina pattizia ad hoc, con le maggioranze di legge" (Trib. Milano 8.3.2007, GI, 2007, 12, 2773),

anche eventualmente con rinvio ad altre fonti (per un esempio della differenza tra "rinvio fisso" e "rinvio mobile":

"va respinta, in quanto non sussistono le condizioni necessarie per provvedervi,l'istanza proposta al tribunale dall'amministratore unico di s.r.l., a sensi dell'art. 2436, commi 3 e 4, c.c., diretta ad ottenere l'ordine di iscrizione nel Registro delle imprese del verbale di assemblea con cui era stato deliberato lo scioglimento anticipato e la messa in liquidazione della predetta società, ove si accerti che lo statuto della società richiama espressamente l'art. 2497 c.c. in allora vigente, il quale prevedeva, per lo scioglimento della società e per la nomina dei liquidatori, maggioranze diverse e più qualificate rispetto a quelle richieste dalla normativa novellata con il d.lg. n. 6/2003 (art. 2479 bis e 2479 c.c.). In tal caso, infatti, si è in presenza di uno statuto contenente una "relativo" ad una fonte esterna (l'art. 2497 c.c. nel testo in allora vigente), da considerarsi quale "rinvio fisso - insensibile ad eventuali successive modifiche della norma di legge richiamata - e non quale "rinvio mobile"" (Trib. Bologna, sez. III, 18.6.2008, VN, 2008, 3, 1474 - conforme, nel senso che prevedendo espressamente la nuova disciplina in materia di decisioni dei soci la possibilità di derogare al "quorum" richiesto, il richiamo operato dallo statuto non adeguato di una s.r.l. all'art. 2486 (vecchio testo) c.c. non può essere posto in relazione ad una sopravvenuta disposizione inderogabile; né si può sostenere che si sia verificata un'automatica sostituzione dello stesso con la nuova disposizione (art. 2479 bis c.c.) giacché il riferimento non era stato operato con riguardo alla norma, bensì alle maggioranze in essa previste: App. Brescia 5.5.2005, VN, 2006, 2, 834),

l'assemblea

  • delibera generalmente a maggioranza assoluta;

"in ipotesi di società a responsabilità limitata composta da soli due soci (titolari ciascuno del 50% del capitale sociale), deve dichiararsi invalida, perché non presa in conformità dell"art. 2479 bis, comma 3, c.c., la deliberazione assembleare con la quale sia approvato il bilancio di esercizio con il voto favorevole di uno solo dei due soci entrambi presenti, imponendo il quorum legale deliberativo della maggioranza assoluta il riscontro del voto a favore espresso dalla metà più uno dei votanti, rapportata al numero dei soci che abbiano partecipato all"assemblea" (Trib. Salerno, sez. I, 30.1.2007, Redazione Giuffrè 2007);

  • quando la decisione concerne le modificazioni dell'atto costitutivo oppure riguarda il compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto sociale, determinato nell'atto costitutivo, o una rilevante modificazione dei diritti dei soci, delibera sempre a maggioranza assoluta, ma con il voto favorevole dei soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale.

Peraltro,

"non è nulla né inesistente e può essere iscritta nel registro delle imprese, la delibera approvata dai soci che rappresentano la metà del capitale sociale con il voto contrario dell'altra metà." (Trib. Catania 31.3.2005, GCo, 2006, 3, 483).

In ogni caso, la deliberazione s'intende adottata quando ad essa partecipa l'intero capitale sociale

"non è configurabile nella riunione, nella quale manchi anche un solo socio, l'assemblea totalitaria di una società a responsabilità limitata" (Trib. Latina 22.6.2004, Soc, 2005, 93),

e tutti gli amministratori e sindaci sono presenti o informati della riunione e nessuno si oppone alla trattazione dell'argomento:

"non merita accoglimento la domanda di sospensione di delibera assembleare emessa da una srl qualora l'assemblea sia stata convocata da amministratore non legittimamente nominato. Infatti la delibera adottata con la partecipazione della totalità della compagine sociale ha efficacia sanante in caso di convocazione da parte di soggetto con la sola qualità di socio" (Trib. Salerno, sez. I, 23.6.2010, n. 1508 - Redazione Giuffrè 2010 – conforme, nel senso che il vizio inerente alla convocazione dell'assemblea di una società a responsabilità limitata, riunitasi per iniziativa non del Consiglio di amministrazione, ma del solo Presidente e di un Consigliere, è da ritenersi sanato, ai sensi dell'art. 2479 bis, ultimo comma, c.c., per effetto della partecipazione totalitaria degli aventi diritto: Trib. Milano 21.10.2004, CM, 2005, 37).

Le deliberazioni dell'assemblea, prese in conformità della legge e dell'atto sostitutivo, vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti:

"la domanda giudiziale volta alla convocazione dell'assemblea è ammissibile anche se proposta da uno solo dei soci; la convocazione dell'assemblea, tuttavia, non può essere richiesta al fine di approvare o rettificare il verbale di un precedente consesso ovvero per il riesame di una precedente deliberazione, avendo i soci dissenzienti diritto ad impugnare la deliberazione, ma non potendo paralizzare la vita della società con richiesta di nuova decisione sul medesimo argomento già deliberato" (Trib. Tivoli 5.11.2010, Redazione Giuffrè 2010).

Tale principio trova il suo contrappeso e la sua legittimazione proprio nel metodo assembleare:

"il principio di maggioranza - secondo cui le delibere societarie prese in conformità della legge e dell'atto costitutivo vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti - trova il suo contrappeso e la sua legittimazione nel metodo assembleare. Quest'ultimo opera come strumento di protezione delle minoranze, permettendo loro di essere previamente informate dell'oggetto della deliberazione e di partecipare, prima della votazione, a una discussione nel corso della quale ciascun partecipante ha la possibilità di esporre e di difendere, in contraddittorio con gli altri intervenuti, il proprio punto di vista. Il procedimento assembleare, di cui la discussione rappresenta un momento saliente, pur essendo imposto a protezione dei singoli soci, è finalizzato anche alla tutela di una esigenza di carattere generale, con la conseguenza che l'articolazione e la disciplina del procedimento medesimo sono sottratte alla disponibilità dei soci, e che le regole di esso implicano per ciascuno degli intervenuti il diritto di potere esprimere, in contraddittorio con gli altri, la propria opinione, al fine di orientare, nel senso da lui auspicato, la decisione finale" (Cass. civ., sez. I, 30.5.2008, n. 14554, GDir, 2008, 42, 84).



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