Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2015-04-13

STALKING: ACCERTARE IL DOLO PERSECUTORIO - GIP Firenze, 13.6.2014 - Annalisa GASPARRE

- atti persecutori

- aggravante del precedente legame affettivo con la vittima

- non è stalking ma solo reato di molestie

Non si rassegna alla conclusione della relazione sentimentale voluta dalla donna e la assillava con il telefono, fino a inseguirla per strada e ad attenderla nei luoghi frequentati dalla ex nella speranza di poter parlare con lei: per questo l'uomo è stato condannato.

Tuttavia, l'iniziale contestazione per atti persecutori aggravanti dalla precedente relazione con la vittima è stata derubricata in molestie ex art. 660 c.p., in quanto è stato rilevato che gli episodi censurati non sono mai sfociati in episodi violenti o minacciosi e tali da assurgere a quella gravità che l'art. 612 bis richiede per la sua integrazione.

Il GIP ha evidenziato che nel caso di specie difetta l'elemento soggettivo, in quanto l'imputato "ha sempre agito poiché mosso da un intento che può esser definito 'al limite tra il romantico e l'inopportuno', ma non sicuramente persecutorio".

Uff. indagini preliminari Firenze, Sent., 13-06-2014

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE

Ufficio del Giudice per le indagini preliminari

Il Giudice per le indagini preliminari, d.ssa M.M.​ ​Dolores Limongi, ha pronunziato la seguente

SENTENZA

nel procedimento penale nei confronti di:

F.R., nato a F. il (...), con domicilio dichiarato in​---------- , difeso di fiducia dall'​ ........​  del foro di Firenze.

LIBERO PRESENTE

IMPUTATO

Art. 612​ bis cp perché, con condotte reiterate di seguito descritte analiticamente, molestava G.E. cagionandole un grave e perdurante stato di ansia e paura, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita; in particolare, dalla cessazione della relazione sentimentale per volontà della donna, la assillava mediante telefonate ed invio di sms (taluni dei quali riportati testualmente con indicazione di data ed orario di seguito), la inseguiva per strada e la attendeva nei luoghi da essa frequentati ordinariamente chiedendole insistentemente di avere colloqui ed impedendo alla vittima di sottrarsi ai contatti ripetutamente cercati (sin anche anteponendo la propria persona all'auto della G. per impedirle di ripartire);

con l​'aggravante di cui all'art. 612​ ​ b​is co. 2 per essere stato commesso il fatto da persona che ha intrattenuto con la vittima una relazione affettiva.

Segue: elenco degli sms: come da foglio allegato​ (...)

In​ ​--------​  dal 1 maggio 2013 (...)

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

A seguito di richiesta di rinvio a giudizio per il reato indicato in epigrafe formulata dal P.M. in data 15 novembre 2013 e successivo decreto ex artt. 418, 419 c.p.p., all'udienza preliminare del 13 marzo 2014 l'imputato, presente, assistito dal proprio difensore di fiducia, chiedeva che il procedimento fosse definito con il rito abbreviato condizionato a produzione documentale ed all'esame dell'imputato stesso. Nulla osservando il P.M., il Giudice ammetteva il rito e rinviava per la discussione all'udienza del 20 marzo 2014.

A tale udienza, svolto l'esame dell'imputato e corretto l'errore materiale del capo d'imputazione con l'inserimento della dizione "in

​  ------​   dal 1 maggio 2013 con permanenza" presente nell'avviso ex art. 415 bis c.p.p. e non riportata nella richiesta di rinvio a giudizio, le parti discutevano il processo ed il giudice, ritiratosi in camera di consiglio, decideva il processo dando lettura del dispositivo alla presenza delle parti.

Dalla lettura degli atti d'indagine e dall'esame dell'imputato emerge la seguente ricostruzione dei fatti.

A seguito della fine della relazione sentimentale (durata circa un anno) tra l'imputato ed E.G., rottura avvenuta tra l'aprile e il maggio 2013, il F., di fatto non accettando l'epilogo della storia, si rendeva protagonista di alcune condotte reiterate di molestia verso la ex compagna.

In particolare tali condotte sono consistite:

- nell'invio di numerosi sms (se ne contano ben 56, trascritti e riversati in atti dai Carabinieri della Stazione di​  ------​ , tra il 27.05.2013 ed il 29.07.2013, v. pagg. 6-8 fascicolo) e telefonate effettuate dal F. dal numero a lui in uso (338-6862145, v. pag. 16 fascicolo) verso l'utenza mobile e fissa della persona offesa;

- in condotte di "appostamento" presso alcuni luoghi abitualmente frequentati dalla G., specialmente al bar "​----" di​ ​​---- in cui la stessa faceva abitualmente colazione. In queste occasioni il F. era solito avvicinarsi alla G., nonostante i numerosi inviti della stessa a smettere, chiedendo conto dei motivi della fine della loro relazione, pregandola di tornare insieme ed insinuando che il motivo della fine della loro relazione fosse da ravvisare nell'inizio di una nuova storia da parte della persona offesa con un altro uomo.

La G. riferiva specificamente due di questi incontri presso il bar "----". Il primo, in data 3 luglio 2013, quando, alle insistenze del F. che le chiedeva un riavvicinamento, la G. reagiva con veemenza richiedendo l'intervento dei Carabinieri, i quali, giunti sul posto, provvedevano a calmare gli animi. All'esito dell'intervento la persona offesa dichiarava di non voler sporgere querela ma chiedeva che l'uomo venisse diffidato dall'Autorità affinché non reiterasse simili comportamenti. Il secondo, avvenuto in data 30 luglio 2013, che è all'origine del presente procedimento, in quanto è proprio a seguito dello stesso che la G. si convinceva a sporgere querela. In quell'occasione la stessa, recatasi come di consueto al bar per fare colazione, incontrava il F. il quale le chiedeva di seguirla fuori per parlare. La G. gli chiedeva ancora una volta di smetterla con tali condotte e di rassegnarsi alla fine della loro relazione, andandosene poi dal bar e dirigendosi verso la propria auto. In quel frangente il F., si avvicinava all'auto e, in un primo momento, con fare alterato, le impediva di chiudere lo sportello dell'auto, poi, in un secondo momento, le rendeva difficoltosa l'uscita dal parcheggio posizionandosi con il suo corpo davanti all'auto impedendole di fatto di passare. Alla fine la G. riusciva a spaventare l'imputato accelerando con l'auto e a partire per recarsi a lavoro.

Dopo tale episodio non si registravano più comportamenti analoghi da parte dell'imputato, salvo qualche messaggio inviato per le più importanti ricorrenze.

Quanto dichiarato dalla persona offesa è coerente e va ritenuto credibile, essendo peraltro riscontrato sia dalla lettura degli sms ricevuti (e riversati in atti dai Carabinieri) sia dalle dichiarazioni delle dipendenti del bar "---- N.M. e G.T. (v. pag. 10 e 14 del fascicolo) le quali confermavano i numerosi incontri tra i due presso il bar, il fatto che il F. spesso si appostava nelle vicinanze per aspettare la G. ed in particolare la lite avvenuta il 30 luglio 2013 (confermata dalla sola G. in quanto unica persona di turno al bar quel giorno).

All'esame reso all'udienza del 20 marzo 2014 l'imputato confermava nella sostanza gli addebiti, dichiarando di aver mandato numerosi messaggi alla G. per cercare di riconquistarla, in quanto per lui era stata una relazione molto importante e bella, e di averla aspettata molte mattine al bar in quanto era l'unico luogo ove aveva speranza di trovarla per avere un colloquio con lei.

I fatti così come ricostruiti fanno emergere una penale responsabilità del F., non per il delitto di atti persecutori a lui contestato, ma per il diverso reato di cui all'art. 660 c.p., così diversamente qualificata l'originaria imputazione.

Invero a parere di questo Giudice difettano gli elementi costitutivi del reato previsto e punito dall'art. 612 bis c.p. Le condotte, pur reiterate del F., si sono limitate ad sms dal contenuto per lo più sentimentale e in numerose richieste di colloqui con la G., al solo fine di tentare un riavvicinamento con la stessa, nutrendo di fatto la speranza che la rottura fosse solo momentanea. Tali comportamenti, per ammissione della stessa persona offesa, non sono mai sfociati in episodi violenti o minacciosi e, pur comprendendo l'ansia ed il fastidio che l'insistenza dell'imputato abbia potuto create nella stessa, non sono tali da assurgere a quella gravità che l'art. 612 bis richiede per la sua integrazione.

Difetta anche uno degli eventi alternativi che la fattispecie richiede per il suo perfezionamento, così come si deve dubitare, per dovere di completezza, della sussistenza dell'elemento soggettivo, avuto riguardo al fatto che il F. ha sempre agito poiché mosso da un intento che può esser definito "al limite tra il romantico e l'inopportuno", ma non sicuramente persecutorio.

A parere di questo giudice sussistono invece, nelle condotte dell'imputato, gli estremi del reato previsto e punito​ ​dall'art. 660 c.p., così riqualificato il reato ascritto al prevenuto. Sussistono le molestie a mezzo del telefono, consistite nel reiterato invio di sms all'utenza della G. e nelle numerose telefonate dalla stessa ricevute dall'utenza in uso al F., sia sul cellulare che sul fisso, poste in essere con petulanza, cioè con un modo di agire indiscreto, impertinente ed inopportuno che ha interferito, turbandola, sulla sfera di libertà e quiete della persona offesa, nonostante la consapevolezza che tale atteggiamento non fosse gradito.

Analogamente le reiterate condotte di appostamento e di avvicinamento alla G. presso il bar "​----", per le quali, vi è da aggiungere, sussiste anche la condizione di punibilità richiesta dalla norma, data dalla verificazione dell'attività di molestia o disturbo in luogo pubblico o aperto al pubblico, tali dovendosi ritenere le zone antistanti (strada e marciapiede) al suddetto bar.

Sussiste anche l'elemento soggettivo del reato in questione, dato dalla coscienza e volontà della reiterazione delle condotte incriminate e dalla direzione della volontà verso il fine di interferire inopportunamente nell'altrui sfera di libertà. In questa senso non vale a giustificare la condotta del F. la circostanza che lo stesso abbia agito al fine, legittimo dal proprio punto di vista, di riconquistare la G.. Invero, per giurisprudenza costante, il dolo richiesto ricorre perfino quando l'agente esercita, o crede di esercitare, un proprio diritto.

All'imputato possono concedersi le attenuanti generiche. A questo fine possono essere valorizzati alcuni elementi come la condotta processuale attiva e collaborativa tenuta dallo stesso e l'acquisita consapevolezza ed ammissione di avere tenuto un comportamento sbagliato del quale si è sinceramente pentito (si veda al riguardo la lettera di scuse inviata dal F. alla G. in atti).

Nella determinazione della pena occorre avere riguardo ai criteri indicati nell'art. 133 c.p., ed anche in rapporto alle finalità di emenda, prevenzione e rieducazione, pena congrua che si ritiene poter infliggere è quella di mesi due di arresto così calcolata: pena base mesi quattro di arresto, ridotta ex art. 62 bis c.p. a mesi 3 di arresto, diminuita per la scelta del rito a mesi due di arresto. L'applicazione di una pena al di sopra del limite edittale trova fondamento sia nella importante e frequente reiterazione dei comportamenti contestati, sia nelle conseguenze in termini di disturbo che gli stessi hanno causato nella persona offesa, la quale è stata costretta a rivolgersi più volte ai Carabinieri prima di ottenerne la cessazione.

Stante il disposto contenuto nell'art. 535 c.p.p., l'imputato va condannato al pagamento delle spese processuali.

All'imputato che ne ha già usufruito in precedenza non può essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.

P.Q.M.

Il Giudice

visti gli artt. 442, 533 e 535 c.p.p.,

DICHIARA

F.R. colpevole del reato di cui all'art. 660 c.p. così diversamente qualificata l'originaria imputazione, concesse le attenuanti generiche, con la diminuente del rito e

LO CONDANNA

alla pena di mesi due di arresto, oltre al pagamento delle spese processuali.

Visto l'art. 544 co. 3 c.p.p. indica il termine di giorni 90 per il deposito della motivazione.

Così deciso in Firenze, il 20 marzo 2014.

Depositata in Cancelleria il 13 giugno 2014.



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