Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2015-10-07

STALKING: ANCORA SULL'AMMONIMENTO E SUI RISCHI DI ANNULLAMENTO - TAR Lazio, 12.2.15 - Annalisa GASPARRE

- ammonimento Questore per stalking

- difetto di istruttoria

- annullamento

L'ammonimento era stato richiesto dall'ex coniuge.

Avverso il provvedimento del Questore l'ammonito proponeva ricorso contestandone la legittimità davanti al TAR.

I giudici del TAR precisano che la norma che disciplina l'ammonimento impone all'Amministrazione di svolgere precisi accertamenti istruttori (assunzione di informazioni dagli organi investigativi e l'audizione delle persone informate dei fatti) di cui si deve dare conto nella motivazione dell'atto. E' illegittimo, pertanto, per violazione dei principi di imparzialità e buon andamento di cui agli artt. 3 e 97 della Costituzione e per difetto di istruttoria il provvedimento dell'ammonimento fondato esclusivamente sull'esposto della vittima, senza verificarne l'attendibilità.

Nel caso concreto, del provvedimento non era stata data comunicazione all'interessato dell'avvio del procedimento, nonostante il lungo tempo trascorso tra la data dell'esposto e quella di adozione del provvedimento di ammonimento (circa tre mesi), né era stato ascoltato il ricorrente come persona informata dei fatti, né erano state analiticamente indicate nella motivazione dell'atto le risultanze dell'istruttoria svolta in seguito all'esposto, essendovi il solo riferimento generico ad accertamenti svolti dal Commissario di P.S. senza indicare, in concreto, che cosa fosse emerso.

Inoltre, gli esiti dell'istruttoria non erano stati resi noti neppure in seguito all'ordinanza istruttoria del Tribunale (disposta in quanto il ricorrente ha dedotto l'inesistenza dei presupposti per l'adozione del provvedimento di ammonimento). Il provvedimento è stato pertanto annullato dal TAR.

Sul reato di stalking e sullo strumento dell'ammonimento, diffusamente e con ampia casistica, Gasparre, IL REATO DI STALKING TRA PROFILI TEORICI E APPLICAZIONI GIURISPRUDENZIALI, Key Editore, settembre 2015 (disponibile nelle librerie convenzionate Key nonché su siti IBS e Libreria Universitaria), oltre che su questa Rivista, con numerosi contributi

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 694 del 2013, proposto da:

____, rappresentato e difeso dall'avv. ____, con domicilio eletto presso ____

contro

Ministero dell'Interno, Questura di Roma, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di

____;

per l'annullamento

del verbale di ammonimento emesso dal Questore di Roma il 12/10/2012 ex art. 8 d.l. 11/09, notificato al ricorrente in data 23.10.2012.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Interno e di Questura di Roma;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 12 febbraio 2015 la dott.ssa Stefania Santoleri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Premette il ricorrente di aver ricevuto in data 23 ottobre 2012 la notifica del verbale di ammonimento ai sensi dell'art. 8 D.L. 11/09, emesso dal Questore di Roma in data 12/10/09, con il quale è stato ammonito a tenere una condotta conforme alla legge ed è stato avvisato che per il soggetto già ammonito la pena per il delitto di cui all'art. 612 bis c.p. è aumentata e si procede d'ufficio.

L'ammonimento è stato emesso in seguito all'esposto presentato dalla Sig.ra ___, coniuge del ricorrente.

Dagli atti di causa risulta che è pendente il giudizio di separazione giudiziale tra i coniugi.

Avverso detto provvedimento il ricorrente ha proposto censure di violazione dell'art. 8 del D.L. 11/09, conv. in L. 38/09, violazione e falsa applicazione dell'art. 3 della L. 241/90 in combinato disposto con l'art. 7 della stessa legge e dell'art. 10 della L. 241/90, oltre che di carenza di motivazione.

Lamenta, in particolare, l'omessa comunicazione dell'avvio del procedimento e la sua mancata audizione, necessaria in quanto persona informata sui fatti, rilevando che la Questura non gli avrebbe consentito di rappresentare correttamente la sua versione della vicenda.

Rappresenta, inoltre, che tenuto conto dell'intervallo di tempo intercorso tra la segnalazione della persona offesa e l'adozione del provvedimento di ammonimento, non ricorrevano le ragioni di urgenza tali da consentire la violazione del principio del contraddittorio.

Sostiene, inoltre, che il provvedimento non sarebbe adeguatamente motivato e che l'istruttoria non sarebbe stata sufficientemente approfondita.

Deduce, inoltre, che l'atto sarebbe stato assunto in forma scritta anziché orale, come prevede la legge.

L'Amministrazione intimata si è costituita in giudizio con atto di mera forma.

Con ordinanza collegiale istruttoria il Collegio ha disposto incombenti istruttori non eseguiti dall'Amministrazione.

Con ordinanza n. 1805/13 la domanda cautelare è stata accolta.

All'udienza pubblica del 12 febbraio 2015 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Ritiene il Collegio di dover confermare la propria ordinanza cautelare.

L'art. 8 del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito nella L. 23/4/09 n. 38, dispone che, fino a quando non sia proposta querela per il reato di stalking (art. 612-bis del codice penale), la persona offesa possa esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta. Il secondo comma di tale norma dispone, poi, testualmente che il Questore "assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale".

Con il ricorso il ricorrente ha dedotto in estrema sintesi che non gli era stata data comunicazione dell'avvio del procedimento, che l'istruttoria svolta al riguardo era stata carente, e che il provvedimento non era adeguatamente motivato.

Tali doglianze, ad avviso del Collegio, sono fondate.

Ritiene il Collegio che ove non sussistano specifiche ragioni di urgenza da indicare nell'atto, l'Amministrazione deve dare comunicazione dell'avvio del procedimento al soggetto destinatario dell'ammonimento e ciò in quanto, pur presentando il procedimento de quo dei tratti di specialità, in assenza di espressa deroga, devono trovare applicazione le garanzie di partecipazione procedimentale e, prima fra tutte, l'invio della comunicazione di avvio del procedimento, con conseguente possibilità per l'interessato di palesare il proprio punto di vista nel corso del procedimento (Cons. St. sez. III, 21 ottobre 2011, n. 5676, TAR Piemonte, sez. II, 17 febbraio 2011, n. 169, TAR Valle d'Aosta, 17 novembre 2010, n. 68, TAR Campania, sede Napoli, sez. VI, 17 novembre 2010, n. 25184, e Toscana, sez. II, 2 dicembre 2009, n. 2586);

La norma, consapevole della rilevanza del provvedimento e della necessità di fornirne un'applicazione coerente ai principi anche di ordine costituzionale, impone all'Amministrazione di svolgere precisi accertamenti istruttori (come l'assunzione di informazioni dagli organi investigativi e l'audizione delle persone informate dei fatti) da indicare nella motivazione dell'atto e che, pertanto, è illegittimo, per violazione dei principi di imparzialità e buon andamento di cui agli artt. 3 e 97 della Costituzione e per difetto di istruttoria il provvedimento dell'ammonimento fondato esclusivamente sull'esposto della vittima, senza verificarne l'attendibilità (TAR Abruzzo, sez. Pescara, 24 giugno 2011, n. 388, TAR Liguria, sez. II, 1° aprile 2011, n. 511, TAR Marche 15 marzo 2011, n. 186, e TAR Trento, 26 gennaio 2011, n. 18).

La stessa giurisprudenza, peraltro, ha escluso la necessità della comunicazione dall'avviso di inizio del procedimento solo ove dall'istruttoria compiuta dall'Amministrazione siano emersi precisi indizi di una condotta aggressiva e disdicevole da parte del suo destinatario (T.A.R. Lombardia, sez. Brescia, sez. II, 28 gennaio 2011, n. 183).

Ciò posto, deve evidenziarsi che dalla lettura dell'atto impugnato emerge che non è stata data comunicazione all'interessato dell'avvio del procedimento, nonostante il lungo tempo trascorso tra la data dell'esposto e quella di adozione del provvedimento di ammonimento (circa tre mesi), né è stato ascoltato il ricorrente come persona informata dei fatti, né sono state analiticamente indicate nella motivazione dell'atto le risultanze dell'istruttoria svolta in seguito all'esposto, essendovi il solo riferimento generico ad accertamenti svolti dal Commissario di P.S. Lido di Roma, senza indicare, in concreto, che cosa sia emerso in esito ad essi.

Peraltro, gli esiti dell'istruttoria non sono stati resi noti neppure in seguito all'ordinanza istruttoria del Tribunale (disposta in quanto il ricorrente ha dedotto l'inesistenza dei presupposti per l'adozione del provvedimento di ammonimento), che è rimasta ineseguita.

Il ricorso in esame deve, pertanto, essere accolto per essere fondate le predette doglianze dedotte nei confronti dell'atto impugnato, che, per l'effetto, deve essere annullato; mentre restano, ovviamente, salve le ulteriori determinazioni che l'Amministrazione riterrà di adottare in merito, dopo aver dopo aver svolto una adeguata attività istruttoria, le cui risultanze dovranno essere indicate nella motivazione dell'atto conclusivo del procedimento.

Quanto alle spese lite, in considerazione della particolarità della fattispecie, sussistono giusti motivi per disporne la compensazione tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,

lo accoglie e per l'effetto annulla il provvedimento impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 febbraio 2015 con l'intervento dei magistrati:

Antonino Savo Amodio, Presidente

Stefania Santoleri, Consigliere, Estensore

Roberto Proietti, Consigliere



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