Articoli, saggi, Reato -  Foligno Emanuela - 2015-08-27

STALKING - ASPETTI PSICOLOGICI E PROVE - Emanuela FOLIGNO

STALKING - ASPETTI PSICOLOGICI  E  PROVE - Emanuela FOLIGNO


Molto più spesso di quanto si possa credere le relazioni sentimentali  degenerano in  violenze psicologiche o fisiche , molestie e persecuzioni.

Statisticamente sono gli uomini che scivolano verso questi comportamenti, uomini che non tollerano  di essere lasciati o allontanati dalla moglie-fidanzata-compagna-amante, iniziano a perseguitarla giorno e notte con telefonate ossessive, sms , pedinamenti, agguati, ecc.

Sussistono anche stalker che decidono di tormentare (anche) un soggetto che gravita nelle amicizie della moglie-fidanzata-compagna-amante. In questi casi sussiste la complicità della vittima stessa, poiché è la stessa che "informa" il proprio stalker delle amicizie e relative  attenzioni ricevute dalle amicizie del sesso opposto, onde ingelosire, o risvegliare l"attenzione dello stalker stesso. In questi particolari casi, la vittima raramente denunzierà il proprio stalker, ovvero lo denunzierà per reati minori, ovvero ancora ritirerà, in un secondo tempo, le denunzie sporte nei confronti del proprio stalker. Ciò perché, in un certo modo, la vittima non vuole perdere le "attenzioni particolari" che riceve dal proprio stalker poiché la fanno sentire al centro dell"attenzione. Queste persone (stalker e vittime attive), senza dubbio disturbate ed emotivamente aride, di tipo spleen patologico, vivono le relazioni solo dal punto di vista possessivo, o la fine di una storia o il rifiuto ad iniziarne una, come un affronto imperdonabile, poiché il loro ideale non è affettivo ma possessivo e il loro fine è unicamente quello di ricevere attenzioni.

Al di fuori del caso particolare di "stalker-vittima attiva" sopra delineato, solitamente lo stalker inizia a tormentare la persona oggetto del suo interesse fino a renderle la vita impossibile: si appostano nelle vicinanze dell"abitazione o del posto di lavoro, spiano i suoi movimenti, controllano chi frequenta, minacciano  e, finanche  tragicamente a volte  si arriva all"omicidio.

Come noto lo stalking è un comportamento che ha rilevanza penale,  ma ciò non è sufficiente.
Si tratta di un problema  individuale e sociale: i carnefici, infatti, secondo autorevole letteratura medico-scientifica, sono soggetti affetti da narcisismo che non riescono a trovare una propria identità se non attraverso il possesso di oggetti, ovvero il "possesso-controllo" di una persona su cui riversare le proprie ossessioni-attenzioni.

Il profilo psicologico dello stalker è quello di una persona che non sopporta le frustrazioni, vuole sempre essere assecondata, ama esibire il proprio potere e usa la seduttività e/o le relazioni sentimentali come copertura della propria aggressività e/o frustrazione repressa. Molto spesso lo stalker ha una vita sociale nella norma,  una famiglia, figli, ecc. e tormenta persone al di fuori del proprio cerchio familiare (amanti, amici, ecc.).

Per quanto concerne il profilo psicologico della vittima, impregiudicato quanto sopra esposto in merito alla "vittima-attiva",  il profilo psicologico della vittima, è quello di una persona debole che per rinforzare la propria autostima ha bisogno di sentirsi utile e accetta relazioni con persone possessive.

Da segnalarsi che la vittima, statisticamente soprattutto donna, decide a volte di subire comunque lo stalking e di non denunziare l"evento.

Lo stalker si alimenta della paura della vittima, ciò lo fa sentire forte e potente, perciò è fondamentale mostrare indifferenza, anche se questo può risultare molto difficile.
E" bene evitare reazioni di rabbia perché confermano allo stalker di essere lui a tenere in pugno la vittima determinandone le reazioni emotive.

Da non dimenticare che lo stalker è una persona psichicamente disturbata,
è importante, pertanto, tenere un diario degli episodi delle molestie: appostamenti, visite presso l"abitazione e presso il luogo di lavoro,  e registrare le telefonate in modo da avere dati concreti  e riscontrabili da portare alle forze dell"ordine.

Svolta tale panoramica, dal punto di vista giuridico lo stalking è un reato.

Il nostro codice penale prevede il delitto di stalking all"art. 612 bis: con esso si intendono tutte le condotte persecutorie (comportamenti invadenti, di intromissione con pretesa di controllo, minacce o molestie costanti e reiterate nel tempo con telefonate, messaggi, appostamenti, ossessivi pedinamenti)  che interferiscono nella vita privata della persona molestata.

Recentemente sono state introdotte nuove misure che prevedono una maggiore tutela delle donne, ma anche misure di prevenzione.

Sono stati, infatti, introdotti tre nuovi tipi di aggravanti:

  1. quando il fatto è consumato ai danni del coniuge, anche divorziato o      separato o del partner pure se non convivente;
  2. per chi commette maltrattamenti,      violenza sessuale e atti persecutori su donne incinte;
  3. per la violenza commessa alla presenza di minori .

Le principali novità in relazione al tema della violenza sulle donne sono:

  • la relazione affettiva è il nuovo parametro in base a cui      trarre aggravanti e misure di protezione, rilevando sotto il profilo      penale la relazione tra due persone a prescindere da convivenza o da vincolo matrimoniale;
  • la querela nel reato di stalking è irrevocabile se si è in      presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi. Resta, invece,      revocabile negli altri casi, ma la remissione può essere fatta solo in      sede processuale davanti all"autorità giudiziaria al fine di garantire la      libera determinazione della vittima;
  • in caso di percosse o lesioni, il questore può ammonire il      responsabile aggiungendo anche la sospensione della patente dello stalker da      parte del Prefetto. In caso di flagranza di reato, è obbligatorio      l"arresto anche nel caso di maltrattamenti in famiglia e stalking;
  • al di fuori dell'arresto obbligatorio, la Polizia      giudiziaria, se autorizzata dal Pubblico Ministero e se ricorre la      flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e      violenze), può applicare la misura dell'allontanamento d'urgenza dalla      casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla      persona offesa;
  • chi viene allontanato dalla casa familiare potrà essere      controllato attraverso strumenti elettronici (braccialetto elettronico,      intercettazioni telefoniche);
  • a tutela della persona offesa vi sono una serie di obblighi      di informazione circa la facoltà di nominare un difensore e tutto ciò che      attiene alla applicazione di eventuali misure cautelari.

Elementi del reato

La natura giuridica del delitto de quo - trattandosi di un delitto di evento e di danno - comporta la necessaria sussistenza di un collegamento causale tra la condotta posta in essere dallo stalker e l'evento verificatosi hic et nunc. (La norma positivizza tra eventi in modo alternativo, come appresso esposto).

Il reato di atti persecutori, è caratterizzato da condotte alternative e da eventi disomogenei, ciascuno dei quali idoneo ad integrarla, i quali devono essere oggetto di rigoroso e puntuale accertamento da parte del Giudice in ordine alla gravità dei comportamenti e della loro idoneità a rappresentare una minaccia, mentre lo stato di ansia o di paura va identificato in una condizione emotiva spiacevole, accompagnata da un senso di oppressione e da una notevole diminuzione dei poteri di controllo.

Per la consumazione del reato è necessario, infatti, dimostrare l"effetto che la condotta dell"aggressore ha avuto sulla vittima, che può essere di tre tipi, tra loro alternativi:

  1. un procurato perdurante e grave stato di ansia e di paura;
  2. un ingenerato fondato timore per l"incolumità propria o di un      prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione      affettiva;
  3. una alterazione delle proprie abitudini di vita.

Si sono sviluppati molti studi, anche metagiuridici, sul fenomeno dello stalking che hanno distinto due categorie attraverso le quali lo stesso si può attuare:

  1. comunicazioni intrusive e      persecutorie che si attuano con l"ausilio di strumenti come      telefono, lettere, sms , e-mail o persino graffiti e murales;
  2. contatti che possono essere attuati sia attraverso      comportamenti di controllo (pedinamento)      sia mediante il confronto diretto (visite      sotto casa o sul posto di lavoro)

Differenze rispetto ai reati di minacce e molestie

La norma punisce chi "minaccia o molesta taluno con condotte reiterate": la reiterazione costituisce un requisito essenziale.

Ciò che caratterizza il reato in esame rispetto alle minacce ed alle molestie è costituito dalla:

  • reiterazione delle      condotte;
  • la produzione di      un grave e perdurante stato di ansia o di paura, ovvero di un      fondato timore per l"incolumità propria o di un prossimo congiunto o di      persona al medesimo legata da una relazione affettiva, o da una      alterazione, non voluta, delle proprie abitudini di vita.

Affinché si configuri il reato in parola è necessario che lo stalker abbia la volontà e la coscienza di porre in essere volontariamente  ogni singolo atto e la condotta che deriva dall"insieme dei comportamenti. Non occorre un particolare animus e nemmeno che si rappresenti la volontà di procurare al molestato il grave e perdurante stato di ansia, oppure il cambiamento delle abitudini della vita quotidiana.

Il reato di stalking viene punito a querela  della persona offesa. Il  termine per la proposizione della querela è di 6 mesi, a decorrere dall"ultimo della serie di atti che integrano la condotta.

Può, tuttavia, procedersi d"Ufficio nei seguenti casi:

  • il fatto viene commesso nei confronti di un minore di età      oppure di una persona con disabilità;
  • il fatto viene connesso con altro delitto per cui debba      procedersi d"Ufficio;
  • il soggetto sia stato ammonito; infatti è previsto che fino a      quando non viene proposta querela per il reato di stalking la persona      offesa ha facoltà di esporre i fatti all"autorità di pubblica sicurezza,      avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell"autore      della condotta. La richiesta avanzata viene trasmessa, senza ritardo, al Questore,      il quale, assunte, ove necessario, le informazioni dagli organi investigativi      e sentite le persone informate dei fatti, nel caso in cui ritenga      l"istanza fondata, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è      stato richiesto il provvedimento. Lo invita, quindi, a tenere una condotta      conforme alla legge e redige, di ciò, processo verbale; copia di tale      verbale viene rilasciata al richiedente l"ammonimento nonché al soggetto      ammonito.

Sono previste  circostanze aggravanti e la pena è aumentata, se:

  1. il fatto è commesso dal coniuge anche legalmente separato o      divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla      persona offesa;
  2. il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o      telematici;
  3. il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in      stato di gravidanza o di una persona disabile;
  4. il fatto è commesso con armi o da persona travisata.

Le prove

La prova del delitto di stalking può desumersi (anche) dalle dichiarazioni della vittima se la stessa risulta credibile.

Secondo la Suprema Corte, possono bastare le dichiarazioni della vittima.  (n. 46510/2014 e n. 20531/2014). Nel caso esaminato dagli Ermellini, la Corte d"Appello aveva messo in evidenza che la persona offesa dal reato era persona attendibile le cui dichiarazioni sono risultate credibili e che non sono emersi elementi tali sa potere mettere in discussione la verosimiglianza del suo racconto.

La motivazione assunta dai giudici di merito, spiega la Cassazione, riflette il principio di diritto secondo cui "in tema di atti persecutori, la prova dell"evento del delitto in riferimento alla causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta posta in essere dall"agente ed anche da quest"ultima, considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l"evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata".

Come visto, secondo questa recente pronunzia, la vittima dello stalking deve provare i fatti persecutori reiterati e idonei a generare ansia, disagio e timore. Tale prova può essere raggiunta con le dichiarazioni della vittima: non occorre la prova clinica del disagio in sé.

Questa circostanza, però, è alquanto aleatoria. Si consideri, infatti, che molte vittime dello stalking versano in uno stato psicologico di estremo disagio, finanche di disturbo. Tale stato emotivo influisce certamente sulla loro credibilità e sulla esposizione delle dichiarazioni della vittima stessa.

Sarà, pertanto, doveroso compito del Difensore della vittima valutare, con l"ausilio di una consulenza medica specialistica, se produrre la prova clinica  del disagio e/o turbamento psicologico subito dalla vittima. Tale valutazione dovrà essere coniugata con l"intero assetto delle prove dei fatti che si intendono produrre in giudizio: testimonianze di terzi (e non testimonianze de relato), tabulati telefonici, videoregistrazioni, audioregistrazioni, ecc.

Se, dunque, secondo la citata pronunzia, è sufficiente che la vittima provi il turbamento della propria serenità,  non è ragionevole, in concreti casi di turbamenti e/o lesioni psicolocighe della vittima, non produrre la relativa documentazione clinica.

La prova di un evento psichico deve, però, essere ancorata alla ricerca di fatti sintomatici del turbamento stesso. In relazione al raggiungimento della prova suddetta, vi è da dire che certamente assumono consistenza dirimente anche i comportamenti successivi della vittima  all'operato del reo, nonché la condotta di quest'ultimo che deve essere valutata tanto in astratto che in concreto.

Ciò detto, per ottenere la condanna è anche necessario fornire in giudizio la prova di: pedinamenti,  telefonate, sms o mail insistenti, visite indesiderate presso l"abitazione o il luogo di lavoro, il tutto con videoregistrazioni, audioregistrazioni, testimonianze dirette, esibizione di messaggi di posta elettronica,  SMS e tabulati telefonici.

La legge sullo stalking funziona?

Perché il legislatore ha vincolato la punibilità dello stalker alle condizioni psicologiche della vittima, anziché punire direttamente le azioni del persecutore? In altri termini, lo stalking esiste solo se la vittima dimostra uno degli eventi sopra descritti, il che a volte può essere molto difficile. In mancanza di tale prova, i ripetuti atti dello stalker, non seguiti da uno di quegli eventi, possono essere declassati ai reati di minaccia o di molestia.

Perché lo stato di ansia o di paura deve essere perdurante e grave? Già la condotta dello stalker è grave in  sé. E come si può stabilire la gravità dell"ansia, atteso che si tratta di un concetto estremamente variabile in base al carattere della vittima?

Ed ancora, chi stabilisce se il timore per l"incolumità è fondato, dato che anche questo aspetto è molto vago?

In buona sostanza, la vittima deve sopportare un onere probatorio molto pesante: deve dimostrare gli atti di molestia o minaccia, deve dimostrare che sono reiterati e, inoltre, deve dimostrare che sono causalmente finalizzati a determinare l'evento prescritto dalla legge e, ulteriormente, deve dimostrare l'esistenza dell'evento.

Inoltre vi è da considerare  che la vittima di stalking raramente ha le conoscenze adeguate per illustrare ciò che sta subendo di fronte alle Forze dell'Ordine o alla Magistratura, per cui dovrà chiedere assistenza legale per non rischiare di riportare i fatti in un modo troppo vago. E' solo grazie ad un Avvocato che i fatti e le emozioni della vittima possono trovare una giusta traduzione dal punto di vista legale e soddisfare tutti i requisiti richiesti da una norma così formulata.

E" compito dell"Avvocato, dunque, fornire con la proposizione della querela le prove adeguate.






Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati