Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2015-11-03

STALKING E ALTRI REATI - Cass. pen. 20895/2011

"se la norma incriminatrice di cui all'art. 612 bis è speciale rispetto a quelle che prevedono reati di minaccia o molestia, non lo è rispetto all'art. 610 c.p.. La violenza privata anzitutto può essere commessa con atti per sé violenti ed è poi soprattutto finalizzata a costringere la persona offesa a fare, non fare, tollerare o omettere qualche cosa, cioè ad obbligarla ad uno specifico comportamento.
La previsione dell'art. 610 c.p. perciò non genera solo il turbamento emotivo occasionale dell'offeso per il riferimento ad un male futuro, ma esclude la sua stessa volontà in atto di determinarsi nella propria attività, d'onde il quid pluris di cui all'art. 610 c.p..
In questa luce risulta in conclusione incensurabile la sentenza sia nell'aver ravvisato lì concorso di reati, sia nel ritenere taluni atti turbativi di persone diverse, oltre il soggetto coinvolto dalla singola condotta, sia nel motivare la responsabilità per i fatti ritenuti​"​.​ (Cass. pen., sez. V, sent. n. 20895 del 7 aprile – dep. 25 maggio 2011)

Sul reato di stalking e sui rapporti con altri reati, diffusamente e con ampia casistica, Gasparre, IL REATO DI STALKING TRA PROFILI TEORICI E APPLICAZIONI GIURISPRUDENZIALI, Key Editore, settembre 2015



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