Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-12-09

STATO PATRIMONIALE DELLE SRL: DOVE VANNO INSERITE LE GARANZIE PRESTATE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE? - RM

Premesso che, se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto più voci dello schema dettato dal legislatore per la redazione dello stato patrimoniale di società a responsabilità limitata, nella nota integrativa deve annotarsi, qualora ciò sia necessario ai fini della comprensione del bilancio, la sua appartenenza anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto:

"qualora una società per azioni, con riguardo ad un debito derivante da mutuo indicizzato, riporti in bilancio un'unica posta passiva, senza specificare o chiarire l'entità degli interessi e l'onere derivante dall'indicizzazione, si verifica un'obiettiva mancanza di chiarezza e di precisione che dà luogo ad incertezza sulla consistenza economica della società medesima, nonché sul valore di ciascuna azione e sugli utili ad essa riferibili. In tale situazione, pertanto, deve riconoscersi l'interesse del socio ad agire per la dichiarazione di nullità della deliberazione di approvazione di detto bilancio, ai sensi dell'art. 2379 c.c." (Cass. civ., sez. I, 8.6.1988, n. 3881, GCM, 1988, fasc.6 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON);

in calce allo stato patrimoniale devono risultare le garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi fra fideiussioni, avalli, altre garanzie personali e garanzie reali,

"ai fini dell'integrazione del delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'art. 2621 n. 1 c.c. riguardano le "condizioni economiche della società" non solo l'entità delle poste da indicare nell'attivo e nel passivo del bilancio, ai sensi dell'art. 2424 c.c., e i dati relativi ai risultati economici dell'esercizio, ma anche tutti quegli elementi che sono rilevanti ai fini della valutazione della potenzialità economica della società. Sulla scorta del principio di cui in massima la Cassazione ha disatteso l'assunto del ricorrente che sosteneva che l'omessa menzione nel bilancio della società dell'esistenza di un pegno sui beni propri non realizzava una falsità relativa alle "condizioni economiche della società" in quanto non alterava i risultati economici dell'esercizio)" (Cass. pen., sez. V, 11.12.1991, CP, 1993, 2117),

ed indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate, nonché di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di queste ultime; devono inoltre risultare gli altri conti d'ordine:

"i conti d"ordine costituiscono un elemento integrante dello stato patrimoniale, quale elemento costitutivo del bilancio, secondo l"art. 2423 comma 1 c.c., nel quale a norma del successivo art. 2424, possono risultare i crediti ceduti pro-solvendo. Conseguentemente, ai fini della concorrenza al fondo rischi su crediti, risulta rispettatala condizione formale richiesta dall"art. 66 comma 1 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 597 (poi art. 66 comma 3 del t.u.i.r. nella versione ante i.re.s. e, ora, art. 101) dell"iscrizione dei crediti risultanti dal bilancio anche se non inclusi nella corrispondente voce dell"attivo del bilancio" (Cass. civ., sez. trib., 12.5.2006, n. 11080, DEA, 2006, 2, 694).

È fatto salvo quanto disposto dall'articolo 2447-septies del codice civile, con riferimento ai beni e rapporti giuridici compresi nei patrimoni destinati ad uno specifico affare, ai sensi della lettera a) del primo comma dell'articolo 2447-bis, stesso codice.



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