Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Redazione P&D - 2014-12-08

STUPEFACENTI: QUANTITA DI SOSTANZA E LIEVE ENTITA DEI FATTI - Cass.Pen 50842/14 - Giulia CHIARINI

- Art.73, comma 5, d.P.R. 309/1990

- Parametro quantitativo

- Riferimento a Corte Costituzionale n.32/2014

Avverso la sentenza della Corte d"Appello di Catania del 9.11.2012 ricorre in Cassazione l"imputato deducendo la violazione di legge e la mancanza, insufficienza e/o manifesta illogicità della motivazione in relazione alla destinazione della droga allo spaccio. La Corte territoriale aveva ritenuto l"imputato colpevole del reato di cui all"art. 73 comma 1 bis del d.P.R. 309/1990 per aver illecitamente detenuto al fine di spaccio gr. 9.5 di eroina. In sede di appello, l"imputato aveva espressamente contestato il mancato riconoscimento dell"ipotesi attenuante prevista all"epoca dei fatti dall"art. 73, comma 5 del d.P.R. 309/1990 ma la Corte adita aveva escluso la configurabilità dell"attenuante in quanto aveva riscontrato la "professionalità criminale" del soggetto incompatibile con la fattispecie prevista dal 5 comma. Il ricorrente non ripropone la questione in Cassazione ma la Corte di legittimità afferma che la sua cognizione non è confinata dai vizi denunciati con i motivi di ricorso ma deve essere integrata con le questioni rilevabili d"ufficio in ogni stato e grado del processo. In virtù di questa affermazione la Corte ha il potere-dovere di attribuire ai fatti la corretta qualificazione giuridica e nel caso di specie riqualifica il fatto ai sensi dell"art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990.

La Cassazione censura la pronuncia della Corte d"Appello in quanto basata su elementi che possono solo dimostrare la destinazione della sostanza stupefacente allo spaccio (occultamento della droga all"interno della bocca, possesso del bilancino di precisione) ma che, di per sé, non escludono la possibile configurazione dell"ipotesi prevista dall"art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990.

A parer della Cassazione infatti, ciò che è importante per individuare la lesione del"interesse protetto è il parametro quantitativo che, nel caso di specie , fa ritenere sussistente l"ipotesi della minore gravità (la detenzione di gr. 9,5 di eroina, con un principio attivo pari a gr. 0,997 permette infatti la composizione di quattro dosi).

Riqualificando il fatto ex art. 73 comma 5, d.P.R. 309/1990 ed annullando con rinvio ad altra sezione della Corte d"Appello di Catania per la determinazione della pena, la Cassazione invita a tener presente la sentenza della Corte Costituzionale n.32/2014 la quale, avendo dichiarato l"illegittimità costituzionale degli artt.4 bis e 4 vicies ter, commi 2, lettera a), e 3, lettera a), numero 6), del D.L. 30 dicembre 2005, n.272, con il quale il legislatore aveva uniformato il trattamento sanzionatorio relativo alle c.d. "droghe leggere" a quello delle c.d. "droghe pesanti", ripristina il differente trattamento sanzionatorio.

È opportuno ricordare infine che la fattispecie prevista dal comma 5 dell"art. 73 d.P.R. , a seguito della modifica posta in atto dall"art. 2 del D.L. 23 dicembre 2013 n. 146, in virtù della clausola di sussidiarietà ("salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo che, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell"azione ovvero per la qualità e la quantità di sostanze , è di live e entità, è punito con le pene della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000") è un"autonoma figura di reato e non più una circostanza attenuante.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati