Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-02

Stupore di Karol Wojtyla - Maria Beatrice Maranò

L'almanacco di oggi ci ricorda che il 2 aprile del 2005 veniva a mancare Karol Wojtyla di origine polacca, già arcivescovo di Cracovia, venne nominato cardinale il 26 giugno 1967 da Paolo VI, e fu eletto Papa il 16 ottobre 1978, col nome di Giovanni Paolo II. Un papa sportivo, prete operaio, colto, anticonformista. Proveniva da una Chiesa dell'Est (dalla Polonia comunista) dove fare il prete era come fare il "combattente" in prima linea,  e dove la gerarchia della Curia o la deferenza in quei luoghi sacri così spogli, era perfino anacronistica. Scrive Giovanni Reale: "Da tempo i filosofi hanno riconosciuto che l'uomo accede alla verità per tre vie: quella dell'arte, quella della filosofia e quella della religione. Karol Wojtyla ha iniziato con l'essere poeta e drammaturgo, poi ha proseguito il suo cammino come filosofo e come teologo. Wojtyla riunisce dunque in sé le tre grandi componenti del pensiero, e perciò costituisce quella figura emblematica di uomo che in vari modi percorre queste tre vie per raggiungere la verità" Nelle sue opere poetiche  Wojtyla procede, in maniera costante, astraendo con un discorso fortemente immaginifico e visionario dal "tempo" e dallo "spazio" intesi in senso fisico. Tempo e spazio, infatti, vengono da lui non solo contratti, ma anche trasfigurati in dimensione metafisica: certe scene avvengono fuori dal tempo e in nessun luogo determinato, e quindi possono avvenire sempre e ovunque, in quanto si svolgono in quella dimensione temporale che tocca l'eterno e in quello che Wojtyla denomina "spazio interiore"

Seno di bosco discende
al ritmo di montuose fiumare.
Questo ritmo mi rivela Te,
il Verbo Primordiale.
Com'è stupendo il Tuo silenzio
in tutto ciò che da ogni dove propala
un mondo reale...
che assieme al seno di bosco
scende giù da ogni versante...
tutto ciò che con sé trascina
l'argentata cascata del torrente,
che dal monte cade ritmato,
trasportato dalla propria corrente...
- dove trasportato?
Che hai detto, torrente di monte?
In che luogo t'incontri con me?
Con me che sono altresì perituro
come te, siffatto...
Ma cosiffatto come te?
(Di fermarmi qui, acconsenti -
consentimi di fermarmi al varco,
ecco uno di questi semplici portenti. )
Non si stupisce una fiumara scendente
e silenziosamente discendono i boschi
al ritmo del torrente
- però un umano si meraviglia.
Il varco che un mondo trapassa attraverso l'uomo
è dello stupore la soglia,
(una volta, proprio questo portento fu nominato "Adamo". )
Ed era solo, col suo stupore,
tra le creature senza meraviglia
- per le quali esistere e trascorrere era sufficiente.
L'uomo, con loro, scorreva sull'onda dello stupore!
Meravigliandosi, sempre emergeva
dal maroso che lo trasportava,
come per dire a tutto il mondo:
"fermati! - in me hai un porto,
in me c'è quel luogo d'incontro
col Primordiale Verbo" -
"fermati, questo trapasso ha un senso,
ha un senso... ha un senso... ha un senso!"(Karol Wojtyla)...Stupore



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