Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-07-27

SUCCESSIONE NEL TEMPO DI REGOLAMENTI LOCALI RICHIAMATI DALL'ART. 873 C.C.: LA DIMINUZIONE DEI VINCOLI - RM

Anche in tema di regolamenti locali integrativi dell"articolo 873 del codice civile si pone il problema della successione di provvedimenti normativi nel tempo: è usuale, infatti, che in ambito comunale intervengano modifiche nelle norme edilizie, modifiche comportanti, in particolare, diversità di limitazioni alle distanze sulle costruzioni.

In particolare, può accadere che una costruzione, eseguita in violazione delle norme vigenti all"epoca della sua realizzazione, possa fruire – naturalmente salvo il limite del giudicato:

"in caso di successione nel tempo di norme edilizie, la nuova disciplina, se meno restrittiva, è applicabile anche alle costruzioni realizzate prima della sua entrata in vigore, con l'unico limite dell'eventuale giudicato formatosi nella controversia sulla legittimità della costruzione stessa, onde la illegittimità dell'eventuale ordine di demolizione degli edifici originariamente illeciti alla stregua delle precedenti norme, nei limiti in cui siano consentiti dalla normativa sopravvenuta" Cassazione civile, sez. II, 02/03/2010, n. 4961 Guidoni c. Bertoncini Guida al diritto 2010, 17, 68 (s.m.) - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -

del regime meno vincolante di normative successivamente intervenute:

"nell'ipotesi in cui sopravvenga una modifica delle norme edilizie locali sulle distanze, la quale non elimini del tutto l'obbligo di osservare una distanza maggiore di quella prevista dall'art. 873 c.c., la costruzione eseguita in violazione delle norme vigenti all'epoca della sua realizzazione può considerarsi legittima, al fine di escludere la sanzione della riduzione in pristino da esse comminata, solo se risulti conforme alla nuova normativa abrogativa e sostitutiva di quella preesistente, senza che possano venire in considerazione le minori distanze stabilite dal codice civile" Cass. 18.3.80, n. 1786, GCM, 1980, 3.

In tali ipotesi, risulterà applicabile la, più favorevole, disciplina sopravvenuta:

"in tema di distanze nelle costruzioni ai sensi dell'art. 873 c.c., è ammissibile la applicabilità della più favorevole disciplina dei regolamenti locali approvati "medio tempore" alla controversia in corso, ed è consentita la allegazione in sede di legittimità del testo delle norme relative e delle conseguenze che derivano dal nuovo strumento. Con il quarto motivo di ricorso che, per anteriorità logica, deve essere esaminato per primo, i ricorrenti lamentano violazione degli artt. 873, 874 e 875 c.c., nonchè del punto 3.4.2 delle prescrizioni esecutive del P.R.G. del Comune di Rodi Milici, approvato con D.A. n 343 D.R.U. 23 luglio 1998; si assume infatti che per la zona in cui ricadono gli immobili in questione la distanza prescritta dal confine sia, in base alle norme invocate, ora di cinque metri e non di metri sette e cinquanta. La applicabilità della più favorevole disciplina alla controversia in corso è senz'altro ammissibile (cfr. recentemente, Cass. 3.2.1998, n 1047), come è senz'atro consentita la alligazione in sede di legittimità del testo delle norme relative e della conseguenze che derivano dal nuovo strumento, che peraltro il giudice doveva autonomamente conoscere (cfr, Cass. 14.4.2000, n 4823). E' appena il caso di rilevare che la dedotta (in sede di controricorso) inammissibilità della produzione solo in questa sede dello strumento urbanistico de quo perde ogni valenza di fronte alla constatazione secondo cui si tratta di normativa che il giudice doveva obbligatoriamente conoscere, e che è sufficiente la alligazione dello ius ritenuto superveniens nel motivo di ricorso, per consentire l'esame di esso in sede di legittimità. Ciò posto, questa Corte deve per un verso dare atto dello ius superveniens costituito dallo strumento urbanistico invocato dai ricorrenti, ma per altro verso non può ignorare che dello stesso non si è reprensibilmente tenuto conto in sede di appello, pur essendo state celebrate udienze dopo l'entrata in vigore del cennato strumento. Pur potendo questa Corte indubbiamente conoscere della portata e del senso delle disposizioni sopravvenute, devesi rilevare che in sede di merito non è stata svolta, per le ragioni dette, alcuna indagine di fatto relativa alla situazione dei luoghi, alla dislocazione degli immobili e ad ogni altro profilo da considerarsi necessario presupposto per l'applicazione della normativa sopravvenuta, nè tanto può essere in alcun modo vicariato dalla produzione in questa sede di un certificato ammissibile per quanto concerne l'entrata in vigore dello strumento, ma inidoneo a dare compiuta contezza della situazione di fatto nel suo complesso. Le considerazioni svolte impongono dunque l'accoglimento del motivo in esame nella parte in cui lamenta la mancata considerazione della normativa sopravvenuta al caso in esame, ma ai fini della decisione della controversia, si impone altresì il rinvio al giudice di appello perchè accerti i presupposti in fatto utili al fine di stabilire se la attuale situazione normativa sia applicabile o meno nel caso in esame" Cass. 23.2.07, n. 4234, GCM, 2007, 2.



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