Articoli, saggi, Successioni, donazioni -  Mazzon Riccardo - 2016-05-06

Successioni: accettazione dell'eredità da parte delle persone giuridiche - Riccardo Mazzon

L"eredità devoluta a minori (anche emancipati), interdetti o inabilitati, persone giuridiche, associazioni, fondazioni o enti non riconosciuti (ma il precetto non vale per quanto concerne le società) può essere accettata solo col beneficio d"inventario: in tali casi non possono essere ammesse modalità di accettazione diverse da quella beneficiata, a prescindere dal valore del compendio ereditario, sicché ogni altra e diversa forma di accettazione, espressa o tacita, sarà da considerarsi nulla ed improduttiva di effetti.

Anche le persone giuridiche diverse dalle società, dunque, ai sensi dell'art. 473 c.c., non possono accettare le eredità loro devolute se non con il beneficio d'inventario (e, per le eredità devolute prima dell'entrata in vigore dell'art. 13 della l. n. 127 del 1997, se non ottenendo, altresì, l'autorizzazione governativa prescritta dall'art. 17 c.c.); di conseguenza, qualora l'accettazione, nell'unica forma consentita dalla legge, sia divenuta inefficace (ad esempio, anche per mancata redazione dell'inventario entro tre mesi dall'accettazione, in assenza di richiesta di proroga del termine), si deve ritenere che, non potendo trovare applicazione, per evidente incompatibilità, la diversa disposizione in forza della quale il beneficiario è da considerare erede puro e semplice, si deve escludere che sussista alcuna accettazione (Cass., sez. II, 29 settembre 2004, n. 19598, RN, 2005, 387).

S"annoti, ulteriormente, come l'obbligo di accettare l'eredità con beneficio d'inventario non si estenda alle fondazioni costituite per testamento con contestuale nomina dell'ente in qualità di erede universale, in quanto il patrimonio della fondazione, destinato a formarsi solo con la disposizione testamentaria - ovvero in modo inscindibile e contestuale rispetto all'istituzione dell'ente - non può confondersi con quello del de cuius (Cass., sez. II, 8 ottobre 2008, n. 24813, GCM, 2008, 10, 1454); trovano, invece, applicazione, come per tutti gli atti a titolo gratuito, le disposizioni lesive della legittima (cfr. capitolo nono del volume "MANUALE PRATICO PER LA SUCCESSIONE EREDITARIA", Riccardo MAZZON 2015) e l'azione di separazione prevista dall'art. 512 c.c. a tutela dei creditori del de cuius (cfr. amplius il capitolo quarto del volume "MANUALE PRATICO PER LA SUCCESSIONE EREDITARIA", Riccardo MAZZON 2015).

Si segnala, altresì, come non sia più necessaria, oggigiorno, l"autorizzazione governativa un tempo richiesta; tuttavia, proprio con riferimento all'accettazione dell'eredità da parte delle persone giuridiche, l'art. 13 l. 15 maggio 1997 n. 127, come sostituito dall'art. 1 l. 22 giugno 2000 n. 192 (che ha disposto l'abrogazione dell'art. 17 c.c. anche con riferimento alle acquisizioni deliberate o verificatesi in data anteriore a quella di entrata in vigore della medesima legge n. 127 del 1997), non può applicarsi ad un rapporto che sia già definito con l'autorizzazione intervenuta prima della suddetta data: a tale rapporto, infatti, deve ritenersi applicabile, "ratione temporis", l'art. 17 c.c., che

"prescriveva a tal fine l'autorizzazione governativa, da intendersi quale condizione legale all'efficacia del negozio di accettazione, improduttivo di effetti fino a che tale autorizzazione non fosse intervenuta" (Cass., sez. II, 28 febbraio 2007, n. 4779, GCM, 2007, 2).

Orbene, se l'obbligo imposto alle persone giuridiche di accettare l'eredità con beneficio di inventario comporta che l'accettazione debba – necessariamente - essere espressa in forma solenne, di modo che un'accettazione tacita non determina l'acquisto dell'eredità, ne consegue che l'immissione nel possesso dei beni – o, quand"era necessaria (per le eredità devolute prima dell'entrata in vigore della l. n. 127 del 1997), l'avvio della procedura per l'autorizzazione governativa – non è idonea a sospendere il termine di prescrizione (previsto dall'art. 480 c.c.) per l'accettazione dei successivi chiamati, (diversamente dal caso in cui l'accettazione dell'eredità da parte dei primi sia dichiarata nulla o annullata!), termine decorso il quale deve ritenersi prescritto anche il diritto di costoro di chiedere la risoluzione della disposizione testamentaria per inadempimento del "modus" da parte dei primi chiamati (Cass., sez. II, 19 ottobre 1998, n. 10338, GC, 1999, I,1048).

Infine, corre l"obbligo di ricordare come gli atti o i negozi che un ente collettivo straniero costituente soggetto di diritto internazionale compie, al fine di realizzare le proprie finalità istituzionali, devono essere valutati secondo gli schemi giuridici dell'ordinamento straniero;

"ne consegue che, in caso di acquisto di beni immobili, non è necessaria l'autorizzazione governativa prevista dall'art. 17 c.c., nè è necessario che l'accettazione dell'eredità sia compiuta con il beneficio d'inventario richiesto dall'art. 473 c.c." (Cass., sez. II, 30 gennaio 1997 n. 944, DG, 1998, 248).



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