Legislazione e Giurisprudenza, Punibilità, sanzioni -  Redazione P&D - 2013-07-25

SUGLI EFFETTI DELL'INCOSTITUZIONALITA' DI UNA NORMA PENALE - Cass pen., sez, VI, 16/05/2013 n. 21982 - Cristina FLOREAN

La Sezione Sesta penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21982 del 16 maggio 2013, ribadisce il principio secondo il quale l'incostituzionalità di una norma comporta la sua eliminazione dall'ordinamento. La norma dichiarata incostituzionale diviene pertanto inapplicabile ai rapporti giuridici in corso con i medesimi effetti simili a quelli dell'annullamento, arrivando quindi a travolgere lo stesso giudicato.

Nel caso di specie l'imputato veniva condannato, prima dal GUP presso il Tribunale di Napoli e successivamente dalla Corte d'Appello di Napoli per illecita detenzione di sostanze stupefacenti, alla pena di quattro anni di reclusione ed € 20.000,00 di multa; veniva altresì riconosciuta l'attenuante del fatto lieve di cui all'art. 73 comma 5 d.p.r. 309/90 equivalente alla recidiva di cui all'art. 99 comma 4 c.p.. Il giudice di merito non riteneva di concedere un bilanciamento più favorevole dall'attenuante di cui al 5 comma dell'art. 73 d.p.r. 309/90 considerato il divieto prevalenza della circostanze attenuanti sulle aggravanti per i recidivi reiterati specifici ex art. 69 comma 4 c.p..

La Corte di cassazione, pur ritenendo manifestamente infondati i motivi di impugnazione ha annullato la sentenza di merito per sopravvenuta causa di nullità della decisione, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale dd. 05.11.12 n. 251. Con tale decisione il Giudice delle Leggi ha dichiarato la parziale incostituzionalità dell'art. 69 comma 4 c.p. nella parte in cui inibiva il divieto di prevalenza della circostanze attenuanti speciali sulla recidiva ex art .99 comma 4 c.p.. La preclusione stabilita dal 4 comma dell'art. 69 c.p. è apparsa in contrasto con gli artt. 3 e 27 Cost.; la finalità del giudizio di comparazione tra circostanze è quella di valutare la personalità del colpevole, onde conseguire il perfetto adattamento della pena al caso concreto, pertanto l'esclusione dei recidivi ex art. 99 comma 4 c.p. rende inattuabile un adeguata individualizzazione della pena. La recidiva ex art 99 comma 4 c.p. viene assunta quale indice di pericolosità sociale e di colpevolezza, ma la sua sussistenza non può in ogni caso rilevare nella commisurazione della pena in misura maggiore al fatto oggettivamente commesso. Peraltro l'attenuante di cui al 5 comma dell'art 73 d.p.r. 309/90 viene riconosciuta, secondo granitica giurisprudenza, unicamente nelle ipotesi di minima offensività del fatto; ciò posto, la Consulta ha giudicato come irrazionale l'ipotesi secondo cui la commisurazione della pena sia eccessivamente sbilanciata verso la componente soggettiva a scapito di quella relativa al fatto oggettivamente commesso.

Alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale in relazione all'art. 69 comma 4 c.p. la Cassazione ha ribadito il principio generale secondo il quale l'incostituzionalità di una norma postula l' eliminazione della stessa dall'ordinamento, rendendola quindi inapplicabile a tutti i rapporti giuridici in corso: in materia penale investe lo stesso giudicato. I giudici di legittimità richiamano quindi la figura dell'abolitio criminis, prevista dall' art 30 l. 11.03.1953 n.87, secondo il quale cessano l'esecuzione e tutti gli effetti della condanna che ha applicato una norma dichiarata incostituzionale.

Tale principio è applicabile alle norme penali sostanziali; tali devono considerarsi tutte le disposizioni di carattere affittivo che conseguono ad una condanna penale, essendo del tutto irrilevante che la norma disciplini un "autonomo titolo di reato ovvero una circostanza"del reato ( cass. sez. I 25.05.12). Pertanto la figura dell'abolitio criminis designata dall'art 30 comma 4 l. n. 83 11.03.1953 viene applicata a qualunque parte della condanna rendendo quindi inapplicabile anche solo una parte dell'esecuzione della sentenza, ancorché irrevocabile.

Posto il rilievo, nel caso de quo, della norma censurata in relazione alla possibile prevalenza delle circostanze attenuanti sulla riconosciuta recidiva, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla pena e rinviato alla Corte d'Appello competente.



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