Legislazione e Giurisprudenza, Danno biologico -  Giovanni Sollazzo - 2013-08-09

SUI CRITERI DI LIQUIDAZIONE DEL DANNO BIOLOGICO - Cass. Civ. 18806/13 - Carol COMAND

La Corte di cassazione ha di recente ribadito un principio oramai consolidato, anche nella prassi, secondo il quale i criteri di quantificazione del danno biologico inerenti agli infortuni sul lavoro, necessitano di una certa qual esplicitazione.

Dichiarata previamente l'inammissibilità degli ulteriori motivi formulati da parte ricorrente -per carenza di idoneità dei quesiti- , si ritiene che, in relazione al terzo motivo di doglianza, la liquidazione del danno biologico e morale, sia stata operata in assenza di validi riferimenti "agli elementi giustificativi della somma liquidata".

"Ed infatti appare del tutto generico (...) il richiamo ai criteri di equa valutazione del danno, per mancare sul punto una valida e congrua giustificazione, per non essere tale quella che ha portato ad una valutazione globale dei danni subiti dalla (omissis) (biologico e morale)", essendosi  in tal modo trascurato un "esame volto a quantificare in modo distinto ciascuna tipologia di danno e ad individuare per ciascuna di essa i criteri di quantificazione del pregiudizio subito dalla lavoratrice".

Cassata dunque la sentenza in relazione al motivo accolto, se ne dispone il rinvio alla Corte d'Appello di competenza.

(Sentenza pubblicata in olympus. uniurb)



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