Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2014-03-28

SUI VINCOLI ALLE ASSUNZIONI NELLE AZIENDE SPECIALI – Corte Conti Lombardia 117/14 – Alceste SANTUARI

La Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Regione Lombardia, con parere 17 marzo 2014, n. 117 è intervenuta sui seguenti quesiti:

1. possibile esclusione di un"azienda speciale di rango provinciale, costituita per lo svolgimento di attività riconducibili alla gestione di servizi educativi e scolastici, dal limite generale che grava temporaneamente sulle province in applicazione dell"art. 16 del decreto legge 95/2012, autorizzando con propria deliberazione l"assunzione soltanto di personale docente a tempo indeterminato;

2. se la Provincia possa considerare assolto l"obbligo di garantire il raggiungimento degli obiettivi di riduzione della spesa di personale, riconducendo entro i propri obiettivi di riduzione della spesa di personale, per l"anno 2014, i costi connessi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dalla propria azienda.

Vediamo brevemente di seguito quanto espresso dai giudici contabili lombardi.


Avuto riguardo al punto 1, la Sezione di controllo richiama le previsioni contenute nell" art. 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014), che ha riformulato l"art. 18, comma 2 bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, estendendo anche alle aziende speciali i vincoli in materia di assunzione di personale previsti per gli enti controllanti. Si ricorda che l"art. in parola, dopo aver affermato che "le disposizioni che stabiliscono, a carico delle amministrazioni di cui all"articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale si applicano, in relazione al regime previsto per l"amministrazione controllante, anche alle aziende speciali…", stabilisce che "fermo restando quanto previsto dall'articolo 76, comma 7, del presente decreto, gli enti locali di riferimento possono escludere, con propria motivata deliberazione, dal regime limitativo le assunzioni di personale per le singole aziende speciali e istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB e le farmacie, fermo restando l'obbligo di garantire il raggiungimento degli obiettivi di risparmio e di contenimento della spesa di personale".

Il medesimo art. 1, comma 560 ha poi provveduto a riscrivere l"art. 114, comma 5 bis, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, eliminando ogni riferimento ai vincoli di finanza pubblica applicabili alle aziende speciali. Questi, ora, risultano contemplati dalla disposizione sopra richiamata introdotta dalla legge di stabilità per il 2014.

E" opportuno a questo punto ricordare che la disciplina previgente escludeva automaticamente dall"applicazione dei divieti e dalle limitazioni alle assunzioni stabilite a carico degli enti locali le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, servizi scolastici e per l"infanzia, culturali e farmacie.

Tutto ciò premesso, con specifico riferimento alle province, occorre richiamare l"art. 16, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il quale stabilisce che "nelle more dell"attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione delle province è fatto comunque divieto alle stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato".

In argomento, la sezione di controllo opera un riferimento espresso alla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti (cfr. deliberazione n. 25 del 29 ottobre 2013), la quale ha ritenuto ancora in vigore il divieto di assunzione in parola. In quell"occasione, i giudici contabili hanno precisato che il divieto in argomento "non risulta inquadrabile nell"ambito dell"ordinario limite di spesa di personale al quale è sottoposto l"ente locale, costituendo piuttosto una limitazione dettata in previsione della razionalizzazione e riduzione degli enti provinciali."

La medesima Sezione, nel parere reso con la deliberazione n. 10 del 13 gennaio 2014, ha già ribadito che all"azienda speciale, organismo strumentale dell"ente provinciale, si applicano i divieti e le limitazioni previsti per l"ente di pertinenza in materia di assunzioni di personale e, di conseguenza, anche quello previsto dal citato art. 16, comma 9, del decreto legge n. 95/2012, prendendo atto che nel caso di specie non si era in presenza di un"azienda sottratta al regime dei vincoli di assunzione gravanti sull"ente di riferimento in virtù delle esclusioni tipizzate dall"art. 18, comma 2 bis, del decreto legge n. 112/2008.

Tuttavia, come è stato indicato nel quesito d"apertura, il caso di specie riguarda l"applicabilità o meno dei vincoli assunzionali ad un"azienda speciale riconducibile, per contro, ad una delle predette categorie normativamente tipizzate. I giudici contabili, "anche nel diverso quadro normativo", hanno ritenuto di confermare l"orientamento espresso in precedenti pareri resi in materia (cfr. Corte dei conti. Sezioni di controllo per la Lombardia, deliberazione n. 417/2012/PAR e deliberazione n. 400/2013/PAR). In altri termini, i giudici contabili lombardi hanno ammesso che un"azienda speciale per la gestione di servizi educativi possa essere esclusa anche dallo specifico divieto di assunzione stabilito a carico degli enti provinciali dall"art. 16, comma 9, del d.l. n. 95/2012, sia pure nei limiti e con le modalità stabilite dalla nuova formulazione dell"art. 18, comma 2 bis, del d.l. n. 112/2008.

La Sezione, al fine di sostenere ulteriormente la propria posizione, ha richiamato la deliberazione n. 417 del 28 settembre 2012, secondo la quale "ove si tratti di aziende speciali che, in base allo statuto e, in secondo luogo, all"attività effettivamente esercitata, ricadano in uno dei settori esclusi, il divieto di assunzione di personale a tempo indeterminato non è automaticamente estensibile all"organismo partecipato che svolga attività di carattere educativo, nel caso di specie, di formazione professionale".

Ovviamente, rimane rimesso all"ente, in mancanza di ulteriori elementi informativi, il giudizio sull"effettiva riconducibilità dell"azienda alle categorie che possono essere sottratte al divieto, anche sulla base delle indicazioni più volte fornite al riguardo dalla sezione lombarda (Cfr. deliberazione n. 400/2013/PAR).

Infine, la Sezione di controllo sottolinea un aspetto molto importante ai fini dell"attività e delle politiche di reclutamento del personale che le aziende speciali sono chiamate a realizzare. L"esclusione dai vincoli assunzionali, "lungi dall"operare automaticamente, come nel sistema previgente, richiede, al contrario, una motivata deliberazione dell"ente locale che viene così messo in grado, attraverso un"attenta valutazione e comparazione delle esigenze di assunzione delle singole aziende o istituzioni, di rispettare l"obbligo di garantire il raggiungimento degli obiettivi di risparmio e di contenimento della stessa spesa di personale che la nuova disciplina derogatoria mantiene fermo assieme al rispetto dell"art. 76, comma 7, dello stesso decreto n. 112/2008 per quanto riguarda il rapporto tra spese le stesse spese di personale e le spese correnti."

In altri termini, come sovente la Corte dei Conti richiama, anche per le deroghe nei c.d. "settori esclusi", l"ente locale controllante è chiamato a perseguire, in un"ottica consolidata e avvalendosi dei propri poteri di controllo, l"obiettivo del contenimento della crescita complessiva del personale considerando, altresì, la dotazione organica dei propri organismi partecipati. A contrariis, sostiene la Sezione "il divieto di assunzioni e la ratio perseguita dalla norma sarebbero facilmente aggirati avvalendosi della capacità assunzionale dei propri organismi partecipati, non direttamente interessati dalla portata limitativa dei divieti e delle limitazioni, portata limitativa che è particolarmente perentoria nel caso della norma in oggetto (introdotta per impedire irrazionali crescita del personale in una fase di revisione della struttura istituzionale complessiva delle province)."

Chiarito il primo quesito, per quanto concerne il secondo quesito posto dalla provincia interessata, la sezione di controllo della Corte dei Conti lombarda ribadisce che la verifica del rispetto dell"obbligo di contenimento della spesa di personale deve "essere effettuata consolidando la spesa dell"ente con quella delle aziende e degli altri organismi partecipati, secondo quanto stabilito dalle specifiche disposizioni di legge e dai principi contabili dettati in materia" (in argomento, cfr. deliberazioni n. 400 del 2 ottobre 2013 e n. 449 del 18 ottobre 2013 della sezione controllo della Corte dei Conti Lombardia).



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