Articoli, saggi, Filiazione, potestà, tutela -  Redazione P&D - 2013-12-31

SULL'AFFIDAMENTO DI MINORE A COPPIA OMOSEX - Trib. Parma, 3.7.2013 - Trib. Min. Bologna 331.10.2013 - Roberto CONTI

Ha suscitato particolare clamore la decisione adottata dal Giudice tutelare di Parma, poi confermata dal Tribunale per i minorenni di Bologna, di affidare un minore ad una coppia dello stesso sesso.

Accennare a tale questione sembra utile proprio per testare il ruolo del giudice nelle questioni biogiuridiche ma, anche, per misurare sul campo quell'esigenza di procedimentalizzazione dell'ascolto e del superiore interesse del minore nei procedimenti che lo riguardano, al fine di realizzare al meglio gli interessi coinvolti, sulla quale abbiamo tentato di riflettere in altra sede.

Il G.T. ha ritenuto che il concetto di famiglia espresso all'interno dell'art. 2 della legge 4 maggio 1983, n. 84‐ che consente di disporre l"ffidamento del minore "d una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola in grado di assicurargli il mantenimento, l"ducazione, l"struzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno"‐ potesse interpretarsi nel senso di comprendere anche le coppie di persone dello stesso sesso.

Se infatti, la stessa legge esclude in maniera chiara la possibilitàdi adozione in capo a soggetti adulti non costituenti una famiglia in senso giuridico in materia di affido, per contro, nota il Tribunale per i minorenni di Bologna nella successiva fase di reclamo, "... non possono, invece, essere esclusi dal novero dei potenziali affidatari i singoli individui e quindi, in base ad un necessario passaggio logico‐giuridico, anche le coppie di fatto (cioècomposte da due singoli individui alla cui unione il Legislatore non connette la produttivitàdi effetti giuridici) come quelle di consanguinei ovvero dello stesso sesso, legate da qualunque tipo di rapporto, purchè qualora entrambi siano incaricati dell"ffido, stabili e con caratteristiche tali da apparire idonee ad assicurare al minore il mantenimento, l"educazione, l"struzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno; a riprova di ciòvale l"rgomento per cui, formalmente, la legge non vieterebbe l"ffido ad un singolo individuo che fosse componente di una coppia non riconoscibile come famiglia, non rilevando in tale caso la sussistenza e le caratteristiche di tale unione".

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