Articoli, saggi, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-10-18

T.U. sulle società in mano pubblica e costi del personale – Alceste Santuari

Le previsioni del d. lgs. n. 175/2016 mettono fine al regime unitario previsto per tutti gli organismi partecipati dal d.l. 112/2008

Il d.l. n. 112/2008, conv. dalla l. n. 133/2008, in uno con il d.l. n. 78/2009, conv. in l. 102/2009 hanno introdotto nell"ordinamento giuridico nazionale, per la prima volta, vincoli in tema di reclutamento del personale per le società partecipate. Nello specifico, si tratta delle disposizioni normative che hanno esteso agli organismi partecipati dalla P.A. l"applicazione delle norme che contemplano divieti o limitazioni alle assunzioni di personale in "relazione al regime previsto per l"amministrazione controllante". Al riguardo, veniva in considerazione, in primo luogo, l"art. 76, comma 7, d.l. 112/2008, che imponeva il "divieto agli enti nei quali l"incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 50 per cento delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti enti possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del 40 cento della spesa corrispondente alle cessazione dell"anno precedente".

Un sistema decisamente restrittivo, finalizzato a contenere i costi complessivi della P.A. nella logica della spending review, che appunto aveva quale oggetto della disciplina anche le società partecipate della P.A., che, pertanto, dovevano adeguarsi alle prescrizioni in materia di personale.

Anche in ragione di una evidente difficoltà a mantenere in essere un simile sistema, il legislatore, con l"art. 4, comma 12-bis, d.l. 66/2014, conv. in l. 89/2014 ha deciso di invertire la rotta, ri-assegnando alla P.A. un certo margine di libertà. In quest"ottica, infatti, la P.A. deve adottare un proprio specifico atto di indirizzo da impartire alle aziende speciali, istituzioni e alle società in controllo ovvero a partecipazione pubblica totale nel quale indicare il principio di riduzione del costo del personale, da realizzarsi attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale.

I costi del personale sono stati recentemente oggetto della relazione della Sezione Autonomie della Corte dei Conti (deliberazione n. 27/SEZAUT/2016/FRG del 30 settembre 2016) sugli organismi partecipati, nella quale i giudici contabili hanno puntato il dito contro l"elevata incidenza del costo del personale sul costo di produzione proprio nelle società partecipate dalla P.A. (31,48%), comparandolo con il dato complessivo medio nelle realtà produttive similari (23,06%).

Ora, il T.U. sulle società partecipate cambia, in parte, lo scenario sopra descritto: l"intervento sui costi del personale sancito dall"art. 18, d.l. 112/2008 risulta circoscritto alle sole aziende speciali e istituzioni. Per le forme societarie, invece, l"art. 19, d.lgs. n. 175/16 dispone che le P.A. "socie fissano, con propri provvedimenti, obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sul complesso delle spese di funzionamento, ivi comprese quelle per il personale, delle società controllate, anche attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale e tenuto[…] delle eventuali disposizioni che stabiliscono, a loro carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale".

Queste ultime, a loro volta, devono obbligarsi a garantire il "concreto perseguimento degli obiettivi" fissati dalle P.A. socie, tramite "propri provvedimenti da recepire, ove possibile, nel caso di contenimento degli oneri contrattuali, in sede di contrattazione di secondo livello" (art. 19, comma 5).

A ben vedere, l"articolo in parola ribadisce alcuni punti cardine della precedente disciplina, rinforzando il legame che deve intercorrere tra P.A. socie e società dalle stesse partecipate. Allo stesso tempo, tuttavia, il T.U. introduce – come già evidenziato sopra – un significativo margine di azione sia per le società sia per le P.A. socie. Le prime, infatti, non devono più attenersi al principio di riduzione dei costi del personale, mentre le seconde vedono aumentare la loro discrezionalità nel porre limiti alle spese di personale. Come a dire: le riduzioni dovranno essere proporzionate alle esigenze che le società saranno in grado di rappresentare alla P.A. socia. Si tratta di una previsione che, affinché non si traduca in una fonte di spesa eccessiva (o peggio fuori controllo) richiederà un elevato livello di responsabilizzazione da parte di tutti i soggetti in campo.



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