Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2014-04-29

TARIFFA RIFIUTI: NO DISCRIMINAZIONI TRA ENTI DIVERSI – Cons. St. 1629/14 – Alceste SANTUARI

Il Consiglio di Stato, Sez. III, con la sentenza 7 aprile 2014, n. 1629 ha respinto l"appello contro la sentenza breve del Tar Abruzzo, Pescara del 12 maggio 2008, n. 479, con la quale i giudici amministrativi avevano accolto le doglianze di una casa di cura privata in ordine alla diversa tariffa relativa allo smaltimento dei rifiuti applicata all"istituto di ricovero rispetto all"ospedale pubblico.

La casa di cura privata aveva presentato ricorso contro una delibera del 2008 Consiglio comunale del Comune di Città Sant"Angelo avente ad oggetto l"applicazione della tariffa TARSU per l"anno 2008. La Casa di Cura privata lamentava che le tariffe, che dovrebbero essere commisurate alla qualità e quantità di rifiuti prodotti da ogni categoria, avrebbero discriminato ingiustificatamente le case di cura private e le cliniche mediche imponendo un tributo di euro 2,72 per unità di superficie, a fronte di un tributo di euro 1,60 per gli ospedali e istituti di ricovero. Il ricorso veniva accolto dal giudice di prime cure. I giudici amministrativi abruzzesi hanno riconosciuto che "invero la normativa impone ai Comuni di differenziare i tributi per lo smaltimento dei rifiuti distinguendoli per tipologie e categorie omogenee". In questo contesto, il Tar di Pescara ha evidenziato che le affinità tra i due tipi di stabilimenti – pubblici e privati - per quanto concerne la qualità e quantità di rifiuti prodotti, non possono giustificare la differenziazione tra i due tipi di struttura. In sostanza, hanno rimarcato i giudici amministrativi abruzzesi "la mancata equiparazione tra le due categorie ai fini della tassa sui rifiuti non appare sorretta da alcuna convincente ragione e quindi risulta palesemente illogica."

Contro la decisione del Tar Abruzzo ha presentato appello avanti il Consiglio di Stato il Comune di Città Sant"Angelo che ha sostenuto quanto segue:

1. la determinazione delle tariffe troverebbe la propria giustificazione nelle diverse realtà, rappresentate nell"ambito del Comune di Città S. Angelo dall"ospedale pubblico, da un lato, di ridotte dimensioni, sempre a rischio di soppressione, privo di mensa e destinato ormai pressoché esclusivamente agli interventi in regime di day hospital, e la Casa di Cura Privata Villa Serena, dall"altro, destinata alle lunghe degenze, dotata di mensa interna e sottoposta ad una assidua e massiccia frequentazione da parte di accompagnatori e visitatori dei soggetti ricoverati e di coloro che vi si recano per esami e per consulenze mediche;

2. conseguentemente, si giustificherebbe ed apparirebbe assolutamente logica e coerente la differenziazione, prima, dei coefficienti tecnici e, poi, delle tariffe, prevista dal Comune di Città S. Angelo, relative rispettivamente agli ospedali pubblici e alle cliniche private.

I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto la motivazione del primo giudice "immune da censura, in quanto dal provvedimento impugnato non è dato evincere in alcun modo la ragione di tale differenziazione tra ospedali e istituti di ricovero, da un lato, e case di cura, dall"altro, nonostante l"omogeneità di categoria, né è possibile desumere chiaramente, siccome prevede il richiamato art. 65 del d. lgs. 507/1993, il rapporto di copertura del costo prescelto, entro i limiti di legge, mediante la moltiplicazione del costo di smaltimento per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l"anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti."

I giudici hanno stigmatizzato un essenziale difetto di motivazione della delibera cassata, la quale non permetteva di comprendere gli elementi fattuali e, soprattutto, il percorso logico-argomentativo che ha condotto l"amministrazione comunale:

a) nella determinazione della tariffa

b) ad operare una sensibile differenziazione tra gli ospedali pubblici e le cliniche private, la cui tariffa è addirittura quasi due volte superiore a quella riservata agli alberghi.



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