Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2013-12-30

TERMINE EX ART. 18 L. 689/1981, QUANDO IL GIUDICE SI SOSTITUISCE AL LEGISLATORE – Francesco MUSCIANISI

Il presente contributo trova origine da alcune riflessioni maturate a seguito della lettura della sentenza del Giudice di Pace di Milano n. 116079/2013 con la quale veniva rigettato il ricorso avverso un'ordinanza ingiunzione del settembre 2013 di pagamento di una sanzione pecuniaria, comminata per l'illecito amministrativo di imbrattamento di suolo pubblico ex art. 20 Reg. Gestione dei Rifiuti Urbani, contestata alla ditta individuale ricorrente ben quattro anni prima, con verbale di contestazione del luglio 2009 regolarmente opposto al Sindaco del Comune di Milano.

Il Giudice riconosceva tempestiva l'ordinanza-ingiunzione di irrogazione della sanzione definitiva, ancorché emanata dopo quattro anni dall'introduzione del procedimento amministrativo di accertamento dell'infrazione, in quanto emanata entro il termine perentorio di cinque anni previsto dall'art. 28 L. 689/1981, rubricato "prescrizione" dell'illecito amministrativo, non trovando applicazione il disposto di cui all'art. 2 L. 241/1990 come modificato dalla L. 80/2005.

Sul punto si sono pronunciate le Sezioni Unite della Corte Civile con la sentenza  del 27 aprile 2006, n. 9591 che escludono l'applicabilità dell'art. 2 L. 241/1990 ai procedimenti sanzionatori in virtù del rapporto di specialità tra le norme generali sul procedimento amministrativo e le disposizioni contenute nella L. 689 /1981, che delineano un procedimento di carattere "sostanzialmente contenzioso, scandito in fasi i cui termini sono regolati nell'interesse dell'incolpato in modo da non consentire il rispetto di termini tanto brevi da parte dell'amministrazione".



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