Articoli, saggi, Generalità, varie -  Valeria Cianciolo - 2016-11-01

Tina Anselmi. La grande grazia della normalità – Valeria Cianciolo

E" morta Tina Anselmi.

Parlamentare, primo ministro donna della storia d'Italia, , piu' volte presa in considerazione da cittadini e politici per la presidenza della Repubblica, ma mai nominata senatrice a vita.

Tina Anselmi è stata la prima personalità in vita, a ricevere l'omaggio di un francobollo, emesso dalle Poste Italiane, a settanta anni dal voto alle donne.

Figlia di antifascisti, da ragazza entrò nella Resistenza operando da staffetta partigiana con il nome di «Gabriella» e si iscrisse alla Democrazia Cristiana nel 1944.

Come raccontarla?

Forse, con le parole che lei stessa ha consegnato a Paolo Mieli in un"intervista rilasciata tempo fa a RAISTORIA e che noi donne dovremmo ricordare e portare inciso a fuoco nel cuore e nella mente: "Io ripeto sempre, a cominciare dalle mie nipotine, che nessuna vittoria è irreversibile. Dopo aver vinto possiamo anche perdere. Negli anni Sessanta, e nei primi anni Settanta, noi donne impegnate in politica e nei movimenti femminili e femministi, noi parlamentari con responsabilità nei partiti e nel governo eravamo ancora pioniere. Questa parola fa pensare che in seguito saremmo diventate più numerose e avremmo contato di più. Purtroppo, certe speranze sembrano non aver dato i frutti che avevano in serbo".

Nel 1976, presidente della Commissione sulla Loggia P2.

La tenace attività della Presidente Tina Anselmi, che vincendo resistenze ed attacchi d"ogni genere ne portò felicemente in porto i lavori, ci ha consegnato un documento che assieme agli scenari delineati dalle sentenze della magistratura tratteggia un quadro realistico, anche se incredibile, dell"Italia di allora. E, ancor di più e soprattutto, di ora, ché quel malaffare è innervato nel nostro tessuto sociopolitico, ed anzi ancor più si è diffuso.

Lei ha avuto il coraggio di svelare la vera identità di Licio Gelli, un uomo con la terza media, direttore di una fabbrica di materassi, pesantemente compromesso col fascismo, diventato uno dei personaggi più potenti dell"Italia repubblicana, segnando alcune delle più oscure vicende della storia patria. Dal crack del Banco Ambrosiano a Gladio, fino alla strage di Bologna.

Eppure basterebbe andare a riprendere le pagine della benemerita Commissione parlamentare d"inchiesta sulla loggia massonica P2, articolatasi nelle VII Legislatura del Parlamento italiano dal 10 Novembre 1981 all"11 luglio 1983, per vedere come molte cose siano state individuate.

Niente è più inedito di quanto già pubblicato.

Gli atti della Commissione sono adesso tutti consultabili on line. Tutti. Centoventi volumi pubblicati sul sito fontitaliarepubblicana.it .

"La commissione sulla P2 ha fatto scoperte che sono state sottovalutate", ha detto Benedetta Tobagi.
"Nelle carte di Gelli ci sono tracce del "conto protezione" di Craxi, anticipazioni di grandi scandali che scoppiarono tempo dopo come Eni Petromin e si può leggere persino un interrogatorio all'allora giovanissimo Luigi Bisignani che faceva l'addetto stampa del ministro democristiano Gaetano Stammati, iscritto negli elenchi della loggia P2. E' incredibile la quantità di informazioni contenute in queste carte, informazioni già tutte verificate che dimostrano tra l'altro come Gelli abbia finanziato il terrorismo nero collegato alla strage dell'Italicus. E anche sulla strage di piazza della Loggia a Brescia e i 55 giorni del sequestro Moro ci sono molte pagine da indagare. Vorrei in questo modo rendere anche un omaggio e un tributo al grandissimo lavoro svolto da Tina Anselmi contro tutti e contro tutto, in particolare contro l'espropriazione della democrazia che la P2 si poneva l'obiettivo di raggiungere. Mi auguro che da oggi ci siano non solo tanti accessi al sito ma anche studi, analisi, ricercyhem, tesi di laurea e lavori giornalistici su questo immenso materiale."

Che bello quando una donna riesce con la sua intelligenza a sottomettere la potenza ladra, meschina, barbara, millantatrice, truffaldina.

E concludo con le parole di Tina: «Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica di inclusione, di rispetto delle diversità, di pace.»

Noi donne siamo chiamate a fare la guardia.

Perché le vittorie non sono mai definitive.



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