Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-04-19

TORTURA! - Maria Rosa PANTÉ

Nulla è cambiato.
Il corpo prova dolore,
deve mangiare e respirare e dormire,
ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue,
ha una buona scorta di denti e di unghie,
le ossa fragili, le giunture stirabili.
Nelle torture di tutto ciò si tiene conto.

(da Torture di Wilaswa Szymborska)

Dopo la condanna per tortura per quanto avvenuto alla Diaz, G8 di Genova 2001, un poliziotto ha rivendicato l"onore di essere stato tra coloro che hanno poi torturato (secondo l"Europa la parola giusta è proprio questa) i manifestanti in stato di fermo.

Ha scritto l"orgoglio di essere stato lì. Chissà quante motivazioni ha avuto. So che polizia e carabinieri non sono messi nelle condizioni migliori per operare, rischiano la vita e hanno trattamenti economici ridicoli rispetto a quel che fanno per tutti.

Lo so bene, dal punto di vista soprattutto dei carabinieri, perché mio padre, come ho detto un"infinità di volte e sempre con orgoglio, mio padre è stato un carabiniere.

Un semplice carabiniere di stazione, quelli che stanno davvero tra la gente. E infatti la gente mi dimostra, a dieci anni dalla sua morte, un ricordo, una riconoscenza, una simpatia per lui che mi scaldano il cuore oppresso sempre dalla sua assenza, mi rallegrano e mi danno fiducia nelle istituzioni. Io, nonostante tutto, ho fiducia nell"operato dei carabinieri.

Grazie a lui.

Lui non alzava mai le mani, che aveva forti e grosse da contadino siciliano, quale era. Aveva la forza di non accettare le provocazioni, perché le forze dell"ordine vengono provocate, vengono ritenute loro l"oppressore, ma, per dirla con Pasolini, loro sono vittime tanto quanto chi manifesta: capire cosa accade non è facile, non è facile per niente.

Comunque quel che mi chiedo, ossessivamente e con angoscia, è questo.

I poliziotti, i carabinieri torturatori che ricordo lasciano dietro di sé? E soprattutto, se hanno figli, che eredità morale lasciano loro? Questa è la cosa più importante.

L"eterna punizione di chi tortura sarà un ricordo di infamia e affetti filiali malati e difficili da gestire.

Il poliziotto che su facebook ha detto che sarebbe tornato alla Diaz è stato sospeso. Ma mi chiedo: qualcuno prenderà provvedimenti contro i politici che hanno difeso i torturatori e forse allora li avevano pure autorizzati ad agire così?.

Porto un piccolo esempio: il sindaco di Borgosesia, città dove abito, on. Buonanno, nella trasmissione Quinta Colonna e poi alla trasmissione La zanzara ha mostrato il manganello che userà contro chi sgarra (naturalmente tra gli extracomunitari e i rom) e ha detto che formerà un esercito del sindaco. Non è grave anche questo? Per capire se parlare di manganelli e di eserciti privati è legittimo e politicamente opportuno ho scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa.

Anche a scopo preventivo non vorrei che prima o poi, oltre a manganelli e torture, nelle scuole e nelle caserme tornasse l"olio di ricino.



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