Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-02-29

TPL E TRASPORTO DISABILI: PRATICA ANTICONCORRENZIALE – Cons. St. 697/16 – Alceste SANTUARI

Qualora un"azienda di trasporto a partecipazione pubblica si aggiudichi una gara per il servizio di trasporto disabili dopo aver acquistato bus con finanziamenti pubblici si realizza una distorsione del mercato.

Il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza 19 febbraio 2016, n. 697, ha affermato che l"aggiudicazione di una gara per l"affidamento del servizio di trasporto disabili al centro diurno riabilitativo a favore di una società a partecipazione pubblica che abbia provveduto ad acquistare i bus con finanziamenti pubblici deve essere annullata.

Il T.A.R. Piemonte, con la sentenza n. 1236 del 28.7.2015, ha accolto il ricorso di una società privata contro l"aggiudicazione del servizio in parola ad un consorzio intercomunale di trasporti. Il T.A.R. piemontese, accogliendo il secondo motivo dell"originario ricorso, ha annullato l"aggiudicazione conseguita dal consorzio per la ragione che l"offerta di questo avrebbe realizzato in concreto una distorsione della concorrenza. I giudici amministrativi piemontesi hanno ritenuto che l"azienda consortile a totale partecipazione pubblica con accesso a mezzi pubblici di linea, che aveva acquistato i mezzi oggetto dell"offerta con sovvenzioni pubbliche, abbia nei fatti beneficiato, dell"improprio vantaggio concorrenziale dato dalla disponibilità di mezzi acquistati con tali sovvenzioni, non accessibili a tutti gli operatori del mercato.

Avverso tale sentenza ha proposto appello il Consorzio, lamentandone l"erroneità, e ne ha chiesto la riforma. L"azienda consortile ha evidenziato che i mezzi impiegati nel servizio di trasporto disabili erano così inquadrabili:

uno acquistato con locazione finanziaria, in assenza dunque di provvidenze pubbliche, in quanto non destinato a servizi pubblici di linea

l"altro, che aveva sì beneficato di specifici fondi pubblici, era stato già ammortizzato nel corso degli anni.

A ciò l"azienda pubblica ha aggiunto che la normativa regionale in materia precisa che il contributo si intende ammortizzato quando sia trascorso il periodo del vincolo di non alienabilità e di destinazione al tpl.

Il Collegio ha, però, rilevato che "l"acquisto di un bene con sovvenzioni pubbliche, quand"anche ammortizzato, sortisce comunque un effetto distorsivo della concorrenza, dando la possibilità a una impresa di potersi avvalere di vantaggi che le consentono nel gareggiare a condizioni più favorevoli rispetto alle imprese del settore che non possono beneficiare di tale contributo".

In altri termini, i giudici di Palazzo Spada hanno affermato che le imprese alle quali non è possibile l"accesso a sovvenzioni pubbliche per acquisire gli autobus risultano discriminate rispetto all"impresa (pubblica) che di quelle sovvenzioni pubbliche invece può beneficiare. Al riguardo, si può richiamare la sentenza della Corte europea di giustizia del 24 luglio 2003, con la quale i giudici di Lussemburgo avevano chiesto al legislatore italiano di adottare una norma che vietasse agli operatori che effettuano servizi pubblici di linea l"utilizzo di mezzi acquistati con fondi pubblici per l"effettuazione di servizi fuori linea.



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