Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-01-22

TPL: GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO – Tar Campania 54/15 – Alceste SANTUARI

La materia dei servizi pubblici locali è spesso "contesa" tra giurisdizione amministrativa e ordinaria

La gestione del servizio di trasporto locale attiene ai rapporti con i cittadini-utenti

Il Tar Campania ribadisce la giurisdizione del giudice ordinario in quanto gli atti compiuti dal gestore del servizio non sono riconducibili a provvedimenti amministrativi

Il Tar Campania, Salerno, sez. I, con sentenza 9 gennaio 2015, n. 54 è intervenuto a ribadire il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine ad una controversia relativa alla parziale sospensione del servizio di linea auto tranviaria gestito da un concessionario CSTP, alla soppressione di alcune tratte, alla riduzione del percorso delle tratte coperte da gran parte delle vetture che svolgono servizio di linea sia urbano che extra-urbano, alla riduzione degli orari e della frequenza di numerose corse effettuate dagli autobus di linea sia urbana che extra-urbana, alla soppressione di numerose corse e allo svolgimento discontinuo del servizio, in particolare nel periodo estivo, con conseguente disagio della popolazione tutta servita dal concessionario, che ha provocato isolamento di intere zone periferiche della città, frazioni e località extra-urbane solitamente servite dal concessionario.

I cittadini ricorrenti hanno chiesto al Tar il risarcimento del danno economico subito: essi hanno lamentato che, "pur forniti di abbonamento, regolarmente erogato, non hanno potuto usufruire del servizio", così come coloro non forniti di abbonamento. I ricorrenti hanno altresì adito il Tar campano per vedere accertata la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale degli enti pubblici e della società concessionaria (in liquidazione).

Il Tar, dopo aver riconosciuto che i ricorrenti hanno inteso far valere "in primo luogo, la responsabilità del gestore[…] per violazione degli obblighi di prestazione connessi con il servizio di trasporto, e derivanti dall"acquisto del biglietto o dell"abbonamento da parte dell"utenza", ha dichiarato che la controversia debba riconoscersi all"interno della giurisdizione del giudice ordinario.

Dopo aver richiamato la sentenza del Consiglio di Stato, sez. VI, n. 2547/2013 e la sentenza della Corte cost. n. 204/2004, il Tar ha evidenziato che in materia di spl la giurisdizione del giudice amministrativo "sussiste solo quando si tratti dell"esercizio di un pubblico potere, cioè del potere spettante ad una pubblica amministrazione in senso tecnico ovvero ad un soggetto di natura privata, che eserciti una funzione pubblica nell"ambito di un procedimento amministrativo, sulla base di una disposizione di legge". Nella fattispecie, i giudici amministrativi campani hanno ritenuto che la controversia non verta sul "regime concessorio nell"ambito del quale il servizio viene espletato, e neppure [sul]l"affidamento del pubblico servizio o un atto emanato al termine di un procedimento amministrativo in senso tecnico".

Il Collegio ha ritenuto che gli atti in base ai quali il concessionario "si è determinato a sopprimere determinate corse non hanno natura di provvedimenti amministrativi, pur se hanno unilateralmente modificato il contenuto della prestazione contrattuale offerta al pubblico". Si tratta di atti, dunque, che non rappresentano esercizio di potere amministrativo, bensì meri atti di gestione. Ne consegue che "mancando una specifica scelta normativa sulla configurazione, quale provvedimento, della determinazione del gestore, i suoi atti non possono che avere natura privatistica. Pertanto, il difetto di giurisdizione amministrativa dipende dalla natura formalmente non amministrativa degli atti impugnati".

Nel caso del tpl, poi, si consideri che il servizio coinvolge direttamente l"utenza e che i rapporti tra quest"ultima e il gestore devono essere considerati esclusivamente quali relazioni intersoggettive, non mediate da atti amministrativi, che integrano posizioni di diritto soggettivo tutelabili funzionalmente dinanzi al giudice ordinario (cfr. Consiglio di Stato, II, parere n. 13647/2012).



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