Articoli, saggi, Orientamento sessuale -  Redazione P&D - 2014-04-12

TRASCRITTO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UN MATRIMONIO TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO - Marco GATTUSO

Per la prima volta in Italia, un  Tribunale ammette la trascrizione di un matrimonio contratto all"estero  fra due persone dello stesso sesso.

Con ordinanza del 3 aprile 2014, il tribunale di Grosseto ha accolto il ricorso di due italiani che si erano sposati a New York,  ordinando la trascrizione del loro matrimonio: si tratta di una novità  assoluta nel panorama della giurisprudenza del nostro Paese.

In seguito alla celebrazione del proprio  matrimonio a New York, due cittadini italiani ne avevano chiesto la  trascrizione all"ufficiale dello stato civile di Grosseto, il quale  aveva rigettato l"istanza rilevando che il matrimonio tra due uomini non  è consentito nel nostro paese e che si deve dare applicazione nella  specie alla legge nazionale dei nubendi; secondo  il pubblico ufficiale,  inoltre, il matrimonio sarebbe stato comunque contrario all"ordine  pubblico.

Presentato ricorso a norma dell"art.  96 del d.p.r. n. 396 del 2000, il tribunale di Grosseto osserva come la  Corte di cassazione con la nota sentenza n. 4184 del 2012 abbia già  affermato che il matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso  non può ritenersi "inesistente" per l"ordinamento italiano, atteso che,  come noto, la Corte di Strasburgo nella sentenza Schalk e Kopf c.  Austria del 24 giugno 2010 ha affermato che la nozione di matrimonio di cui all"articolo  12 della Convenzione europea dei diritti umani comprende anche i  matrimoni tra persone dello stesso sesso (pur non imponendo ai singoli  paesi contraenti di modificare le loro disposizioni interne).

La Corte di cassazione in quella  sentenza ha osservato, infatti, come il "diritto al matrimonio" ha  assunto oggi "un nuovo più ampio contenuto", includendo anche il  matrimonio contratto fra persone dello stesso sesso. Per conseguenza, è  ovvio come un istituto giuridico ricompreso nella Convenzione europea  dei diritti umani non possa essere mai ritenuto contrario al nostro  ordine pubblico internazionale.

Il tribunale di Grosseto compie, adesso,  un"ulteriore passo, osservando come il codice civile italiano non  indichi la diversità di sesso degli sposi fra i cd. impedimenti al  matrimonio. Si tratta di un"affermazione per un verso assai scontata,  visto che è noto che il codice civile non indica espressamente la  diversità di sesso fra le cause di impedimento al matrimonio, ed al  tempo stesso di assoluta novità, atteso che come noto la giurisprudenza  italiana sino ad oggi aveva ritenuto che la diversità di sesso fosse  comunque un requisito implicito desumibile da una lettura logico  sistematica del codice civile.

Osserva, allora, il tribunale di Grosseto che l"articolo 27 delle disposizioni di diritto internazionale  privato (legge n. 218 del 1995) che richiama la necessità di rispettare  le condizioni per contrarre matrimonio previste dal codice civile, non  può richiamare un impedimento che non è espressamente previsto.

È pacifico, infine, che l"articolo 28  della legge n. 218 del 1995 richiede, quanto alla forma del matrimonio,  il mero rispetto della legge del luogo di celebrazione e nella specie la  legge newyorkese è stata certamente rispettata.

In conclusione, il tribunale di Grosseto  rileva che in presenza di una forma corretta, in mancanza di espressi  impedimenti ed in mancanza di violazione dell"ordine pubblico  internazionale, si impone nella specie la trascrizione del matrimonio  come richiesto dall"articolo 65 della legge n. 218 del 1995, per cui  "hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla …  esistenza di rapporti di famiglia di diritti … purché non siano  contrarie all"ordine pubblico", con la precisazione da parte del  tribunale toscano che la trascrizione «non ha natura costitutiva ma  soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido».

Come detto, si tratta di una decisione  di assoluta novità e di assoluto rilievo: viene smentita la soluzione  adottata appena due anni fa dalla Cassazione, peraltro traendo spunto  proprio dai primi movimenti impressi da quella decisione  all"interpretazione della parola "matrimonio".

Come si sa, la questione dell"apertura  del matrimonio è questione giuridica ma anche culturale e negli ultimi  anni è divenuto sempre più difficile ammettere che quanto è celebrato in  Paesi a noi vicini resti per noi inesistente, contrario all"ordine  pubblico, privo di qualsiasi effetto. Dopo la decisione del 2012, non  solo New York, ma anche la Francia, l"Inghilterra, la California hanno  aperto il matrimonio e i nostri giudici, prima ancora del nostro  Legislatore, sono costretti dunque a fare i conti con una realtà in  rapido mutamento. A prescindere dai dati tecnico giuridici della  decisione toscana, vi è da prendere atto, intanto, che in un mondo  globalizzato il nostro ordinamento stenta a restare indifferente a quel  che accade alle porte di casa.

Tratto dalla Rivista www.art29.it

http://www.articolo29.it/2014/trascritto-italia-il-matrimonio-newyorchese-tra-persone-dello-stesso-sesso/#more-8300

Si allega anche un commento del Prof. Matteo Winkler tratto da Quotidiano Giuridico



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