Legislazione e Giurisprudenza, Interdizione, inabilitazione -  Redazione P&D - 2014-01-14

TRASCRIVIBILE LA SENTENZA DI INTERDIZIONE - App. Roma, decr. 4.7.2013 - Laura PROVENZALI

Giunge notizia che la Corte di Appello di Roma, sezione I civile, con decreto pubblicato in data 4/7/2013, in accoglimento del reclamo avanzato dal tutore (ai sensi degli articoli art. 2674 bis c.c. e 113 disp. att. c.c.), ed in totale riforma del provvedimento del Tribunale, ritenuti applicabili al caso di specie gli articoli 2645 ter e 113, comma III, disp. att. c.c., ha ordinato al Conservatore dei Registri Immobiliari di Roma la trascrizione definitiva e senza riserva della sentenza di interdizione.

La Corte romana, stessa sezione, nell"anno 2009, si è trovata a decidere una situazione analoga su reclamo (ex art. 113ter, comma III, disp. att. c.c.) dell"Amministratore di Sostegno Provvisorio, concludendo per la trascrivibilità senza riserva nei registri immobiliari del decreto che dichiara aperta la procedura di amministrazione di sostegno provvisoria, nella parte in cui inibisce al soggetto amministrato il compimento di atti di disposizione di un proprio immobile .

Queste le ragioni di diritto : (Corte Appello Roma, decreto 4 febbraio 2009) " Giova premettere, invero, come in generale il sistema codicistico non possa essere considerato non suscettibile di qualsiasi adeguamento, per volontà dello stesso legislatore ovvero per l"opera d"interpretazione evolutiva della giurisprudenza, al c.d. diritto vivente, nel senso indicato dal Giudice delle leggi.

Si pensi, per l"appunto, all"istituto dell"amministrazione di sostegno, introdotto dalla legge 9 gennaio 2004 n. 6, che ha affiancato, alle tradizionali figure di assistenza dell"incapace quali l"interdizione e l"inabilitazione caratterizzate, però, dalla spiccata formalità della procedura e dalla rigidità dell"assistenza stessa, la nuova figura dell"amministratore di sostegno, con caratteristiche di maggior snellezza nel procedimento e di elasticità nell"amministrazione del soggetto incapace di provvedere, anche temporaneamente ovvero parzialmente, ai propri interessi.

Nell"ottica del suddetto intervento evolutivo del legislatore non sembra a questa Corte che possa negarsi, con particolare riferimento alla tutela dell"incapace temporaneo o parziale, la volontà di affiancare al tradizionale sistema c.d. patologico ed esperibile ex post anche una forma di tutela fisiologica e preventiva.

In altri termini, se da un lato non può negarsi, sia per gli atti compiuti dall"interdetto o dall"inabilitato (articolo 427 c.c.) che dall"amministrato (articolo 412 c.c.), il normale potere di esperire l"azione di annullamento nei confronti di quegli atti commessi in violazione dei limiti propri della capacità è, dall"altra parte, indubitabile come lo stesso legislatore, con la ulteriore novella di cui al decreto legge 30 dicembre 2005 n.273 convertito nella legge 23 febbraio 2006 n.51, abbia voluto indicare una nuova forma di tutela dell"incapace, per così dire, fisiologica e preventiva.

La Corte accoglie, quindi, con favore il suggerimento della parte reclamante consistente nell"estrapolare, dal contesto normativo in subiecta materia, la volontà del legislatore di consentire, in via preventiva ed ordinariamente, che chiunque possa e debba avere contezza dell"esistenza di limitazioni alla circolazione di beni immobili per la temporanea ovvero parziale diminuita capacità del titolare del relativo diritto domenicale.

L"articolo 2645 ter c.c., infatti, consente la trascrizione, al fine di rendere opponibili ai terzi il vincolo di destinazione, degli atti in forma pubblica con cui beni immobili siano destinati, per un certo periodo di tempo, alla realizzazione d"interessi meritevoli di tutela riferibili, tra l"altro, a persone con disabilità.

Questa Corte è consapevole che la norma, interpretata in senso stretto, abbia come precipui destinatari i c.d. trust (sebbene la rubrica abbia una portata più generale) e cioè, quei patrimoni vincolati per un lasso di tempo alla realizzazione d"interessi superiori a vantaggio di particolari soggetti, persone fisiche con disabilità o persone giuridiche private e pubbliche.

D"altra parte, però, il decreto di un Giudice Tutelare, che abbia ad oggetto l"indisponibilità di un bene immobile di proprietà dell"incapace sottoposto all"amministrazione di sostegno non sembra discostarsi dai requisiti per l"applicabilità dell"indicato articolo 2645 ter c.c. (atto in forma pubblica, beni immobili destinati alla realizzazione d"interessi meritevoli di tutela, vantaggio per persone con disabilità).

Le previste forme di pubblicità, quali l"annotazione a cura del cancelliere in apposito registro nonché l"annotazione a cura dell"ufficiale dello stato civile a margine dell"atto di nascita, non sembrano, in ogni caso, pienamente idonee alla effettiva tutela dell"amministrato: la consultazione di tali annotazioni non risulta essere compiuta, di regola, nella preparazione degli atti pubblici di trasferimento della proprietà di immobili (…). "

Le criticità rilevate dalla Corte valgono sia per il decreto di apertura dell"amministrazione di sostegno che per la sentenza di interdizione (aventi forme di pubblicità analoghe): consultare preventivamente i registri tenuti dalla Cancelleria tutelare o l'atto di nascita è effettivamente un modus operandi poco praticato, con le pregiudizievoli conseguenze del caso.

E" quindi auspicabile che, in presenza di situazioni di fragilità, si consolidi il superamento del principio dell"elencazione tassativa degli atti trascrivibili, a favore di una effettiva tutela sia del diretto interessato che dei terzi .

Preme, infine, evidenziare la lettura dello strumento giuridico utilizzato, l"art. 2645 ter c.c., norma che il Giudice di Appello, nel 2009, ha ritenuto di interpretare quale espressione di ulteriore intervento evolutivo del Legislatore, finalizzato ad una forma di tutela dei soggetti deboli di ampio respiro e senza alcuna distinzione fra, per così dire, "categorie" di incapaci .

Buon motivo per evidenziare l"inutilità del sacrificio dell"interdizione .

Buon motivo per valorizzare e promuovere l"istituto dell"amministrazione di sostegno .

Si allega decreto della Corte d'Appello di Roma del 4 febbraio 2009 in senso analogo



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