Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-11-21

TRASFERIMENTO FARMACIA E COMPETENZE DELLASL – Tar Calabria 1719/15- Alceste SANTUARI

Trasferimento dei locali di una farmacia

La competenza è delle aziende sanitarie

Il d.l. 1/2012 non ha modificato sul punto la legislazione previgente

Alcuni farmacisti hanno impugnato la deliberazione del D.G. di un"azienda sanitaria che aveva autorizzato il trasferimento della sede di una farmacia appartenente ad un altro farmacista. Tale decisione era stata adottata anche sulla base del parere favorevole espresso dal comune.

In particolare, i ricorrenti hanno lamentato l"incompetenza dell"ASL, atteso che l"art. 11, d.l. 1/2012 ha riservato ai comuni ogni potestà provvedimentale relativa all"istituzione, distribuzione e collocazione delle farmacie sul territorio. In questo modo, hanno sostenuto i farmacisti ricorrenti, la normativa ha sottratto la competenza alle autorità cui era precedentemente assegnata.

Al fine di comprendere le questioni implicate nel ricorso in oggetto, che è stato rigettato dal Tar Calabria – Catanzaro, sez. I, con sentenza 17 novembre 2015, n. 1719, preme ricordare che:

l"art. 1, comma 4, legge 2 aprile 1968, n. 475 dispone che: "Chi intende trasferire una farmacia in un altro locale nell"ambito della sede per la quale fu concessa l"autorizzazione deve farne domanda all"autorità sanitaria competente per territorio. Tale locale, indicato nell"ambito della stessa sede ricompresa nel territorio comunale, deve essere situato ad una distanza dagli altri esercizi non inferiore a 200 metri...".

l"art. 3, comma 1, della l.r. Calabria 9 aprile 1990, n. 18 attribuisce alle aziende sanitarie locali la competenza relativa al trasferimento dei locali della farmacia all"interno della sede farmaceutica

l"art. 11 del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 prevede, tra l"altro, nuovi parametri ai fini della determinazione del numero delle autorizzazioni all"apertura di farmacie e attribuisce ai comuni l"individuazione delle sedi farmaceutiche.

I giudici amministrativi calabresi, sul punto, hanno ribadito che, poiché "nessuna delle norme contemplate nel decreto del 2012 riguarda le competenze previste dalle norme precedenti, sopra richiamate, relative al trasferimento dei locali delle farmacie nell"ambito della sede farmaceutica", la competenza ad autorizzare il trasferimento dei locali resta assegnato alle aziende sanitarie (in questo senso, anche, Tar, Lombardia, Milano, sez. III 13 settembre 2012 n. 2313).

Le ricorrenti hanno altresì lamentato il fatto che il trasferimento della sede farmaceutica oggetto della deliberazione del D.G. dell"azienda sanitaria locale danneggerebbe l"esercizio farmaceutico gestito dalla medesime farmaciste che hanno adito il Tar. In particolare, le ricorrenti hanno sostenuto che "l"istanza del dott. Fazio avrebbe dovuto, comunque, essere rigettata per evitare il disservizio per i residenti nell"area in cui erano precedentemente ubicati i locali della farmacia, in una zona dove operano già altre due farmacie". In quest"ottica, esse ritengono che il parere favorevole del Comune di Belvedere e il provvedimento dell"azienda sanitaria siano da considerarsi in contrasto con gli interessi pubblici relativi all"assistenza farmaceutica dei residenti nella zona rimasta scoperta.

Sia l"azienda sanitaria sia il farmacista destinatario del provvedimento di trasferimento hanno dedotto l"infondatezza delle censure dedotte, rilevando che i locali in cui è stata trasferita la farmacia si trovano in area compresa nella seconda sede farmaceutica, vale a dire quella assegnata al farmacista che ha richiesto il trasferimento della sede farmaceutica. Anche ad esito di un"apposita indagine di verifica, il Tar ha concluso che "il trasferimento autorizzato ha avuto luogo in area compresa nella ]sede farmaceutica assegnato al [farmacista che ha richiesto il trasferimento] e che, quindi, sotto questo profilo, il provvedimento impugnato si sottrae alle censure dedotte."

Inoltre, il Tar ha ritenuto inammissibili le ulteriori censure dedotte dalla ricorrenti con cui si rileva che l"istanza avrebbe dovuto, comunque, essere rigettata per evitare il disservizio che ne deriva ai residenti nell"area in cui erano precedentemente ubicati i locali della farmacia, esse sono inammissibili. Al riguardo, i giudici amministrativi hanno ricordato che:

le ricorrenti non possono vantare alcuna posizione soggettiva qualificata e differenziata in ordine all"interesse di cui intendono farsi portatrici;

la titolarità di situazioni del genere è individuabile, al più, in capo ai cittadini residenti nell"area che, secondo quanto affermano le ricorrenti, dovrebbero subire il disservizio derivante dallo spostamento della farmacia.



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