Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2016-03-12

TRASFORMAZIONE SOCIETARIA C.D. ETEROGENEA: DA SOCIETA' A CONSORZIO O ASSOCIAZIONE - Riccardo MAZZON

Che cos'è la c.d. trasformazione eterogenea? si parla di essa quando gli enti giuridici si trasformano, ad esempio,  da società di capitali a consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni. E' consentita detta trasformanzione? Essa è prevista e regolata dal codice civile.

E' espressamente previsto dal codice civile come tutte le società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata (cfr. amplius il volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON) possano trasformarsi

"nel lessico del diritto societario riformato il termine "trasformazione" non esprime più il solo passaggio da un tipo di società ad un altro. La "nuova" trasformazione, infatti, è un'operazione attraverso la quale una società di capitali può realizzare una modificazione nella propria disciplina ben più ampia rispetto al mero mutamento del tipo. Nel genus trasformazione, dunque, oggi rientrano non solo le modifiche strutturali ed i cambiamenti all'interno dello scopo sociale, ma anche le modifiche che implicano il passaggio da un fenomeno associativo di tipo non societario. La trasformazione, pertanto, non è più un istituto di appannaggio esclusivo delle società, consentendo ad una realtà come può essere la fondazione o la comunione d'azienda di passare alla forma societaria capitalistica" (Cetra, Le trasformazioni omogenee ed eterogenee, in Abbadessa, Portale (a cura di), Il nuovo diritto delle società, Liber Amicorum Gian Franco Campobasso, Milano, 2007, 135)

in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni;

"la trasformazione eterogenea introdotta con la riforma del diritto societario, la quale consente la trasformazione di società di capitali in enti diversi e viceversa, è attuabile esclusivamente nelle ipotesi espressamente previste dall'art. 2500 septies c.c., ipotesi che non possono essere estese in via analogica ad altre fattispecie. Non può quindi ritenersi ammissibile la trasformazione di una società di persone in un'impresa individuale, alla quale osta, oltre al richiamato dato normativo, la diversa natura della persona giuridica e della persona fisica, così come varie pronunce giurisprudenziali avevano rilevato in epoca precedente alla riforma" (App. Torino 14.7.2010, VN, 2010, 3, 1442),

in tali casi, si applica la disciplina descritta ai paragrafi 9. e ss. del presente capitolo, in quanto compatibile, con le seguenti precisazioni normativamente disposte:

  • la deliberazione di trasformazione sociale deve essere assunta con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto, e comunque con il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata;
  • la deliberazione di trasformazione in fondazione produce gli effetti che il capo II del titolo II del Libro primo ricollega all'atto di fondazione o alla volontà del fondatore.



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