Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2016-02-13

TRASFORMAZIONE SOCIETARIA: DA SOCIETA' DI CAPITALI IN SOCIETA' DI PERSONE - Riccardo MAZZON

trasformazione di società di capitali in società di persone: condizioni

maggioranze previste per le modifiche dello statuto?

consenso necessario dei soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata

Salvo diversa disposizione dello statuto, la deliberazione di trasformazione di società di capitali in società di persone (cfr. amplius il volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON),

"assoluta novità rispetto al codice del 1942 è l'introduzione della disciplina della trasformazione delle società di capitali in società di persone, nota come trasformazione regressiva in quanto comporta il passaggio ad un tipo "inferiore", contenuta nell'art. 2500 sexies. D'altronde, sull'ammissibilità di tale fattispecie, anche se non espressamente disciplinata nel codice, non si nutrivano dubbi (si vedano, in tal senso, la formulazione ante riforma degli artt. 2437, 2447 e 2496, in tema di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, che, seppure implicitamente, prevedevano già la possibilità di una trasformazione regressiva). Disciplinata per la prima volta con la riforma delle società, la cosiddetta trasformazione regressiva è utilizzata nella prassi per soddisfare esigenze opposte a quelle relative alla trasformazione di società di persone in società di capitali: la contrazione dell'attività economica e la corrispondente riduzione dei rischi d'impresa costituiscono il motivo principale dell'operazione straordinaria descritta nell'art. 2500 sexies. In passato, benché non espressamente contemplata dal codice, era generalmente accettata la possibilità della trasformazione di una società di capitali in una di persone, discutendosi invece circa il quorum deliberativo necessario" (Bolognesi, La trasformazione regressiva tra principio di maggioranza e tutela delle minoranze: problemi interpretativi, in CI,, 2005, 3, 740);

deve essere adottata con le maggioranze previste per le modifiche dello statuto medesimo;

"l'interpretazione del consenso dei soci che diventeranno illimitatamente responsabili come condizione non di validità, ma di efficacia della delibera, è confermata anzitutto dal tenore letterale della norma. Se infatti il legislatore avesse voluto rendere necessario, ai fini dell'assunzione della delibera, il consenso di tutti i soci destinati a cambiare in peius la loro responsabilità, avrebbe aggiunto, subito dopo la previsione della maggioranza statutaria, quella del voto favorevole di coloro che risponderanno illimitatamente anche per le obbligazioni sociali anteriori alla trasformazione" (Bolognesi, La trasformazione regressiva tra principio di maggioranza e tutela delle minoranze: problemi interpretativi, in CI,, 2005),

è, comunque, richiesto il consenso dei soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata:

"il legislatore, con la specificazione di cui all'art. 2500 sexies, 1° co., seconda parte, ha voluto tutelare, ad esempio nel caso di trasformazione di s.p.a. in s.n.c., non solamente quei soci titolari di azioni ordinarie che da siffata trasformazione assumerebbero responsabilità illimitata (tali azionisti hanno comunque la possibilità di esercitare il diritto di voto in sede di trasformazione, per cui il loro eventuale dissenso a detta operazione sarebbe comunque tutelato dalla possibilità dell'esercizio del diritto di recesso ai sensi dell'art. 2437), ma in particolare abbia voluto garantire maggiore tutela ai titolari di azioni speciali il cui diritto di voto, talvolta, può essere limitato od escluso. In tal caso appare quanto mai coerente con l'intero sistema codicistico la posizione assunta in sede di riforma dal legislatore, il quale aderendo ad uno dei principi cardine del nostro ordinamento secondo cui in nessun caso, se non in quelli tassativamente previsti dal legislatore medesimo, si può incidere con un intervento esterno sulla sfera patrimoniale di un soggetto senza una sua preventiva manifestazione di volontà, ha sancito l'obbligo per le società di capitali, in sede di delibera di trasformazione, di ottenere il consenso anche di quei soci che, pur non avendo naturalmente diritto di voto in assemblea, da siffatta delibera potrebbero subire un notevole sacrificio patrimoniale, quale l'assunzione, al termine dell'intera operazione, di una responsabilità illimitata" (Monaci, sub artt. 2462-2510, in Comm. Sandulli, Santoro, Torino, 2003).



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