Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Mazzotta Valeria - 2013-11-07

TRUST IN FAVORE DEL BENEFICIARIO DI AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO - decr. G. T. Bologna 12/6/2013 - V. MAZZOTTA

Il trust è uno strumento "cucito" come un vestito su misura rispetto allo scopo che si vuole realizzare: l"atto istitutivo, infatti, reca disposizioni specifiche, che possono essere sia di carattere patrimoniale, ossia istruzione sulla gestione dei beni conferiti, che di carattere personale, ossia sulla cura del beneficiario, per garantirgli, ad esempio, determinate soluzioni abitative, assistenza qualificata e, in generale, per soddisfare i suoi bisogni.

Ecco perché esso è particolarmente adatto a svolgere la funzione di protezione del soggetto debole, in modo analogo all"amministrazione di sostegno ma più incisivo; affiancare un trust all"amministrazione di sostegno valorizza dunque lo scopo che ha ispirato il legislatore nell"introdurre tale ultimo istituto, ossia proteggere soggetti che si trovino in stati di oggettiva difficoltà nella valutazione e tutela dei propri interessi

L"istituto del trust, d"origine anglosassone, ha acquisito anche in Italia una discreta diffusione, anche per quanto concerne la sua applicazione a favore dei "soggetti deboli".

Su tale filone si colloca il decreto 12 giugno 2013 con cui il Giudice Tutelare di Bologna ha autorizzato l"istituzione di un trust in favore del beneficiario di una amministrazione di sostegno, nel quale vengono fatti confluire i beni pervenuti per successione ereditaria: nel caso di specie, si tratta di un soggetto autosufficiente ma affetto da dipendenza dal gioco d"azzardo, e quindi non in grado di provvedere ai propri interessi in modo adeguato, ma pienamente consapevole della necessità di tutelare il proprio patrimonio

Il ricorso per l"autorizzazione all"istituzione del trust viene presentato dall"amministratore di sostegno ma su richiesta del beneficiario. Il Giudice tutelare, nell"autorizzare il trust, previamente ne evidenza la piena ammissibilità nel nostro ordinamento a seguito dell"introduzione della L. 364/1989 di ratifica della Convenzione dell"Aja del 01/7/1985, nonché dell"art.2645 ter Cod.Civ. che prevede espressamente la trascrizione degli atti di destinazione per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela per soggetti disabili.

Osserva il Giudice:

il  trust rappresenta uno strumento per garantire al beneficiario dell"ADS che il suo patrimonio sia destinato a suo esclusivo beneficio e per soddisfare  le sue esigenze, le sue aspirazioni e le sue legittime istanze per tutta la durata della sua vita. Tale funzione è assolta dal trust ancor più della sola amministrazione di sostegno, poiché è vero che l"amministratore di sostegno deve sempre considerare i bisogni e le aspirazioni del beneficiario, ma può anche valutare diversamente il suo migliore interesse, discostandosi dalle indicazioni che gli vengono fornite;

inoltre, in caso di contrasto tra l"amministratore ed il beneficiario, il Giudice Tutelare deve valutare, in contraddittorio con quest"ultimo, i provvedimenti più opportuni da adottare nel suo interesse, ma la decisione finale spetta comunque al Giudice;

con il trust, invece, essendo esso espressione delle richieste ed aspirazioni del beneficiario, i beni  sono destinati esclusivamente alle finalità indicate nell"atto istitutivo e corrispondenti  alle legittime istanze espresse dal beneficiario: quindi, valutato il trust positivamente dal Giudice, l"amministratore di sostegno è vincolato al rispetto delle disposizioni ivi contenute, ed è quindi il beneficiario che in sostanza decide gli scopi cui dovrà essere destinato il suo patrimonio.

Ad esserne rafforzata è allora l"autonomia del soggetto, in piena conformità allo spirito dell"amministrazione di sostegno.

Infine, rileva il Giudice Tutelare che l"atto istitutivo del trust in oggetto distribuisce in modo equilibrato e preciso i poteri tra il trustee (un professionista) e il guardiano, assicurando anche un"adeguata copertura assicurativa al guardiano (l"amministratore di sostegno stesso) e contribuendo ancor di più a garantire una protezione adeguata al patrimonio del beneficiario.



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