Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-04-27

Tubi conduttori d'acqua o gas et similia: quali distanze dai confini? - Riccardo Mazzon

E' di almeno un metro dal confine la distanza che occorre osservare qualora si vogliano installare tubi conduttori d"acqua, comprese le grondaie per lo scolo dell'acqua piovana, tubazioni per il gas ed altri manufatti cosimili, a prescindere da particolari accorgimenti tecnici eventualmente posti in essere al fine di evitare infiltrazioni.

Chi vuole installare tubi conduttori

"è illegittima l'installazione di condutture a distanza inferiore di un metro dall'edificio contiguo" Cass. 15.12.84, n. 6575, FI, 1985, I,1374 - cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -

d"acqua (pura o lurida: nella fattispecie decisa dalla pronuncia che segue, è stata confermata la sentenza del giudice di merito il quale aveva ritenuto irrilevante la circostanza che la tubazione fosse dotata di dispositivi idonei ad impedire infiltrazioni),

"l'art. 889 c.c. (il quale prescrive la distanza legale minima di un metro tra il confine ed i tubi d'acqua pura o lurida, e loro diramazioni) pone una presunzione assoluta di dannosità della condotta in caso di distanza inferiore ad un metro; ne consegue che l'applicabilità di detta norma prescinde da ogni indagine circa l'assenza, in concreto, di una potenzialità dannosa della condotta posta a distanza inferiore a quella legale" Cass. 4.12.95, n. 12491, GBLT, 1996, 3813; GCM, 1995, 12 – conforme: Trib. Torino 9.5.03, FP, 2003, I, 352

comprese le grondaie,

"i canali di gronda ed i loro sostegni rientrano nella categoria tecnico - giuridica degli sporti, per cui, ai sensi dell'art. 873 c.c., non si tiene conto di essi nella misurazione della distanza tra fabbricati; qualora invece si controverta della violazione della distanza tra un canale di gronda e la linea di confine (e non di distanza tra costruzioni) trova applicazione l'art. 889 comma 2, c.c. secondo il quale per i tubi di acqua pura o lurida (cui vanno assimilati i canali di gronda) e loro diramazioni, deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confine, sulla base di una presunzione assoluta di dannosità per infiltrazioni o trasudamenti che non ammette la prova contraria ed è irrilevante la posizione parallela, perpendicolare, convergente etc. che il tubo possa assumere rispetto alla linea di confine con il fondo vicino, ovvero che il confine si trovi al di sotto del tubo del canale di gronda, anziché lateralmente" Cass. 5.4.97, n. 2964, GBLT, 1997, 4273; GCM, 1997, 541; FI, 1997, I,2966;

"nella distinzione "tubi d'acqua pura o lurida" adoperata dal comma 2 dell'art. 889 c.c. per stabilire la distanza minima dal confine, deve ritenersi compresa ogni specie di conduttura che serva al passaggio e, comunque, allo scolo di acque, e quindi anche le grondaie la cui funzione non differisce da quella dei tubi, costituendo anche esse mezzi per smaltire le acque" Cass. 8.5.81, n. 3013, GCM, 1981, 5;

a prescindere da eventuali accorgimenti tecnici idonei ad impedire infiltrazioni,

"l'art. 889 comma 2 c.c., nello stabilire la distanza di almeno un metro dal confine, fra l'altro per i tubi di acque luride, pone una presunzione "iuris et de iure" circa la necessità di tale distanza per evitare danno al vicino. L'applicabilità di detta norma, pertanto, va a prescindere da ogni indagine sulla eventuale presenza di accorgimenti tecnici idonei ad impedire infiltrazioni da quei tubi" Cass. 7.8.79, n. 4564, GCM, 1979, 8

ovvero tubi conduttori di gas,

"la violazione delle distanze legali nella collocazione di un tubo (nella specie, di gas) integra una molestia al possesso del fondo finitimo perché, anche quando non ne comprime l'esercizio, importa tuttavia, automaticamente, una modificazione o una restrizione delle relative facoltà" Cass. 24.1.03, n. 1136, GCM, 2003, 181

et similia (e loro diramazioni),

"negli impianti di riscaldamento, il serbatoio non è equiparabile a una cisterna, ma rientra, con la caldaia e il bruciatore, nel novero delle fabbriche e depositi nocivi e pericolosi, ai fini della disciplina delle distanze; sono invece, sottoposti alla disciplina delle distanze per pozzi, cisterne, fosse o tubi, i radiatori con le tubazioni e le altre parti consimili dell'impianto stesso;" Cass. 23.11.78, n. 5492, GC, 1979, I, 1946; RGE, 1980, I, 355

deve osservare la distanza di almeno un metro dal confine.



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