Articoli, saggi, Diritto europeo -  Poncib√≤ Cristina - 2014-11-27

TUTELA DEL CONSUMATORE EUROPEO E GIOCHI ONLINE- Cristina PONCIBO'

In seguito a un  gran numero di denunce presentate nei paesi dell'UE in merito agli  acquisti all'interno di applicazioni (in-app) nei giochi on line, e in  particolare gli acquisti inconsci fatti da bambini, le autorità  nazionali si sono unite alla Commissione europea per cercare una  soluzione.

L'azione  coordinata di enforcement condotta nell'UE in merito agli acquisti  all'interno di applicazioni on line e di giochi sui telefoni cellulari  ha compiuto progressi reali verso la realizzazione di risultati  tangibili. L'industria ha sottoscritto una serie di impegni al fine di  tener conto delle preoccupazioni dei consumatori. Questa azione ha  accresciuto la fiducia dei consumatori nel settore in rapida crescita  delle "app".

Una posizione comune concordata dalle autorità nazionali nell'ambito della rete CTC e trasmessa nel dicembre 2013 ad Apple, Google e all'Interactive Software Federation of Europe richiedeva quanto segue:

  • i giochi pubblicizzati come "gratuiti" non devono fuorviare i consumatori sui costi reali in questione;
  • i giochi non  devono contenere inviti diretti ai bambini ad acquistare articoli  nell'ambito di un gioco o persuadere gli adulti ad acquistarli per i  bambini;
  • i consumatori  devono essere adeguatamente informati sulle condizioni di pagamento  degli acquisti e non dovrebbero vedersi addebitare importi in base a  un'impostazione predefinita di pagamento senza aver fornito il loro  consenso esplicito;
  • i commercianti devono fornire un  indirizzo di posta elettronica per consentire ai consumatori di  contattarli se hanno dubbi o rimostranze.

Attraverso  il meccanismo di cooperazione per la tutela dei consumatori stabilito  dalle norme dell'UE, Apple, Google e le pertinenti associazioni di  categoria sono stati invitati a predisporre in tutta l'UE soluzioni  concrete alle obiezioni sollevate.

Google ha  deciso di apportare diversi cambiamenti. L'implementazione in corso sarà  completata entro la fine di settembre 2014. Ad esempio, non comparirà  affatto l'espressione "gratis" quando i giochi contengono acquisti  in-app, è previsto lo sviluppo di orientamenti mirati all'indirizzo  degli sviluppatori di app per prevenire l'esortazione diretta ai bambini  quale definita dalla normativa dell'UE e sono previste misure  scaglionate nel tempo per contribuire a monitorare le palesi violazioni  della legislazione consumeristica dell'UE. Google ha anche adattato le  sue impostazioni predefinite per far sì che i pagamenti siano  autorizzati prima di qualsiasi acquisto all'interno di applicazioni, a  meno che il consumatore non scelga attivamente di modificare tali  impostazioni.

Apple non ha finora prospettato soluzioni concrete e immediate  per affrontare le preoccupazioni legate, in particolare,  all'autorizzazione di pagamento, Apple ha espresso il proponimento di  affrontare tali problematiche. Tuttavia, per la realizzazione di questi  eventuali cambiamenti futuri non sono stati forniti né un fermo impegno,  né un calendario specifico. Le autorità CTC continueranno le  discussioni con Apple per assicurare che l'azienda fornisca dettagli  specifici sui cambiamenti richiesti e li ponga in atto conformemente  alla posizione comune.

L'enforcement,  tra cui le eventuali azioni legali, compete alle autorità nazionali che  esamineranno ora come affrontare le eventuali questioni legali  pendenti.

Il regolamento relativo alla cooperazione in materia di tutela dei consumatori (CTC) regolamento (CE) n. 2006/2004  unisce le autorità nazionali preposte alla tutela dei consumatori in  una rete paneuropea di contrasto. Grazie a questo quadro, un'autorità  nazionale anche in un solo Stato membro dell'UE può contattare le sue  controparti in un altro paese dell'UE chiedendo loro di intervenire in  caso di violazione transfrontaliera delle norme consumeristiche  unionali. La cooperazione può valere per norme consumeristiche che  interessano diversi ambiti, come ad esempio quelli coperti dalle direttive sulle clausole abusive e sulle pratiche commerciali scorrette.

Il testo del regolamento (CE) n. 2006/2004:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:364:0001:0011:IT:PDF



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