Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2014-01-15

UCCELLATORE CONDANNATO PER ALTERAZIONE DEGLI ANELLI - Trib. Bergamo n. 325/2012 - A.G.

Con la sentenza in allegato il Tribunale di Bergamo condannava l'imputato che aveva contraffatto sigilli indicati dall'Associazione nazionale F.O.I. (Federazione Italiana Ornicultori) di cui era socio e li aveva utilizzati. Il Corpo Forestale dello Stato, nell'ambito di un controllo presso l'abitazione dell'imputato, aveva rinvenuto uccelli che presentavano alle zampe anelli tagliati e modificati, ovvero manomessi, nonché due reti da uccellagione. Oltre ad un reato venatorio, veniva contestata la contraffazione e l'uso di sigilli contraffatti, cioè gli anelli. Per configurarsi il reato (art. 468 c.p.) è necessario che l'oggetto materiale del reato sia il sigillo di un ente pubblico o di un pubblico ufficio; tale deve intendersi il segno che rappresenta giuridicamente l'ente pubblico o il pubblico ufficio in tutte le sue manifestazioni di volontà.

L'esperto - nominato dal Tribunale per chiarire i profili specifici della vicenda - spiegava che gli anelli vengono apposti agli uccelli nati in cattività quando hanno una settimana, dieci giorni di vita; se si cerca di apporre abusivamente gli anelli ad uccelli già adulti – quali quelli catturati in natura – l'anello deve essere forzato (quindi, manomesso) perché oltre i dieci giorni non si riesce ad infilare alla zampa l'anello, senza alterarlo.

Gli anelli hanno natura di vero e proprio sigillo, alla luce della funzione cui assolvono, per mezzo della Commissione tecnica dell'associazione che li distribuisce e li pone a disposizione degli associati. L'associazione è fornita di potere certificativo e autoritativo dalla Regione Lombardia ed è associazione di pubblico rilievo, dal che il carattere di pubblico sigillo degli anelli.

Pur non potendosi giudicare in ordine alla contravvenzione di cui all'art. 30 co. 1 lett. H Legge 157/92 per intervenuta prescrizione, il giudice, nel condannare per il reato di alterazione e uso di sigilli, non dimentica il completo compendio emerso durante l'istruttoria e negava le attenuanti generiche, motivando in ordine al possesso, da parte dell'imputato, di due reti da uccellagione.



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