Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-05-11

Un amore di Salvatore Toma - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di oggi ci ricorda un poeta salentino nato  a Maglie, in provincia di Lecce, l"undici maggio del 1951.

Frequentò  il liceo classico e  condusse una vita appartata, libera e sintonica con il  suo carattere  molto distante dai suoi concittadini e dal mondo moderno. Cominciò precocemente con  l"uso dell"alcol che lo accompagnò per tutto l"arco della sua breve vita. Morirà a soli trentacinque anni. Ben sei le raccolte di poesia pubblicate tra il 1970 e il 1983, ma la fama di Salvatore Toma, ha ricevuto una sorta di consacrazione dal lavoro di Maria Corti, notissima filologa, che nel 1999 ha curato per Einaudi la raccolta postuma "Il Canzoniere della Morte".La terza sezione di questo Canzoniere, dal titolo "I sogni della sera", è un"oscillazione perenne fra sogno e realtà, in una dimensione  fatta di deliri, impressioni sotto i fumi dell"alcool e  fantasie erotiche. Talvolta Totò Franz, come amava farsi chiamare,  mette persino in dubbio se stesso e il suo modo naturale di vivere la vita in quanto "E" il passato non è la morte che mi fa paura è il passato che è il più funebre e il più funesto  del buio di una bara è il passato che mi dilania questo essere stati senza possibilità di ripetersi di dirgli una parola."In questa "rarefazione", come ci dice la Corti nell""Introduzione" al Canzoniere, troneggia la donna  del poeta, questa volta una figura concreta, altera, che appartiene al mondo reale, con la quale egli stesso prova a rapportarsi e per la quale, ci confessa, sarebbe disposto a rinunciare ai propri versi. Il "Canzoniere" di Toma si apre con una dedica al maestro Leopardi, "che ha liberato l"Italia più di Garibaldi". Per Totò Franz  solo chi si nega la vita sa cosa significa vivere. Il vero dissidio si trova nella vita, e  nei vivi. Assistiamo alla coabitazione da un lato di una natura che è, o si atteggia come irriverente, viva, che  appare dall"ombra di una quercia, o dalla visione di un ubriaco,  e dall"altro di  una morte inevitabile, compagna, amante. E il poeta, in quanto tale, sa di non poter essere immortale e si congeda alla luce, alle stagioni, all"alba, senza melodrammi.

Non si può soffocare a lungo
un amore.
Lo si può ritardare questo sì
per vari comodi
o per estreme deludenti sensazioni
ma alla fine trionfa.
Lo si può nascondere
con violenza per anni
o con indifferenza
lo si può pietosamente subire
e soffrire in silenzio
ma alla fine trionfa.
E" un plagio istintuale
rapace che ci assale
serenamente ci opprime.
Così accadde a noi
tanti anni fa.
Dopo il fulmine
cercammo storditi
umanamente il sereno
il refrigerio del distacco
sperammo a lungo con passione
nella morte dell"altro
adducendo l"imprevedibile
trincerandoci ostili a combatterlo
armati di nuove prove
e insormontabili difficoltà.
Ma l"ultimo appuntamento
sarà inesorabile
più delle nostre vili paure.
Come tanti anni fa
riaccadrà.

Quando sarò morto
e dopo un mese appena
come denso muco
color calce e cemento
mi colerà il cervello dagli occhi
se mi si prende per la testa
(l"ho visto fare a un mio cane
disseppellito per amore
o per strapparlo ai vermi)
per favore non dite niente
ma che solo si immagini
la mia vita
come io l"ho goduta
in compagnia dell"odio e del vino.
Per un verme una lumaca
avrei dato la vita:
tante ne ho salvate
quando ero presente
sciorinando senza vergogna
l"etichetta della pazzia
con l"ansia favolosa di donare.
Per favore non dite niente.

Non ti credo
ma c"è chi giura che esisti,
forse non ti so cercare
o rassegnarmi a cadere
e tu giochi a nasconderti
non ti fai trovare,
sembriamo
due strani innamorati
ma io ti sento
qui alle mie spalle,
a volte mi sento toccare. ( Salvatore Toma) ...Un amore, Quad. XIX, 12



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati