Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2016-06-12

Un bambino deve studiare (non lavorare) - Testo teatrale di Maria Rosa Panté

Il testo è un copione, compiuto, pensato (e già messo in scena, la protagonista era Lucilla Giagnoni) con le canzoni dei bambini. Io lo consegno oggi a voi (e quindi alla rete), mi piacerebbe che chi eventualmente lo usasse, per metterlo in scena, leggerlo ai bambini, farne qualsiasi cosa di utile per la causa dei bambini sfruttati, me lo facesse piacere. Scrivete qui [email protected]

Alfabeto

che diventa cantilena con nomi bambini in ordine alfabetico

Aminah,

Bernadette,

Emmanuel,

Foussenatou

Giuseppe

Haxhere

Iqbal Masih

Koli

Maria

Maung

Mohen

Muthumari

Natyra Kosovo

Nihal

Paresh

Raju dall'India

Ram,

Saima

Uzoma

Wilmer

Fatina: (appare in medias res ascolta in un crescendo di preoccupazione si tappa le orecchie e poi li fa tacere con un urlo)

eh no, nemmeno io che ho poteri magici, superpoteri da fata specializzata, persino laureata in fatologia, nemmeno io da sola posso sciogliere questo maleficio! Senti quanti nomi, 150.000.000 nomi. Almeno! Nomi di chi? Sono tutti nomi di bambini. Bambini sfruttati. Bambini che adulti orchi fanno lavorare.

Ancora cantilena dei nomi

Ma sentite quanti sono? Hanno nomi così belli, riesco a vedere anche un po' i loro volti: Saima ha capelli neri, nerissimi. Foussenatou ha la pelle scura e lucente. Natyra è chiara e piccola nonostante i suoi 12 anni.

Non sorridono però, nessuno di loro sorride.

Poi c'è Iqbal, è già grande, ma dimostra meno della sua età, perché ha sofferto la fame, non gli davano abbastanza da mangiare e così non è cresciuto. Ma ha uno sguardo intelligente. Lui sa sorridere. Vorrei farvelo conoscere.

Però (triste) non si può, nemmeno io posso. Iqbal è morto. Un bambino morto, anzi ucciso.

Iqbal si è ribellato, è scappato dalla schiavitù, ha detto al mondo la vergogna dei bambini sfruttati e non l'hanno perdonato. Tesseva tappeti, legato al telaio, le dita martoriate senza mangiare, senza dormire. Senza studiare. Senza giocare.

Di Iqbal non devo preoccuparmi più, lui ha denunciato i suoi padroni, prima di essere assassinato, ha provato la libertà, un po' di felicità, ma gli altri, tutti gli altri? Il mondo è pieno di tappeti!

Sono stanca persino io che ho superpoteri. Il lavoro è troppo devo fare fare fare

CANZONE

FATINA (indica una bambina) e tu chi sei? Sei Muthumari? Che bel nome, suona come il vento tra gli alberi. Non scuotere la testa lo so che il vento tu, che lavori chiusa in fabbrica 12 ore, in India non lo senti.

Non lo sente nemmeno lei (indica un'altra bambina). Lei è Bernadette, vive in Madagascar, che io nemmeno mi ricordavo di dove fosse il Madagascar. Ha 12 anni. Lei così bambina, aspetta un bambino. È rimasta incinta di uno dei suoi clienti, un turista. Eh già. I turisti, hanno tanti soldi, comprano tutto e si divertono sulle spiagge del Madagascar, nelle foreste del Madagascar e … con lei del Madagascar. Lei no, lei vorrebbe divertirsi a scuola. Stai tranquilla Bernadette, il tuo bambino starà bene, ci penserò io

(Triste e preoccupara) Sì, ci penserò io, ma come faccio da sola? Posso chiedere aiuto alle persone che hanno i soldi, che mandano i figli a scuola, le persone ricche, quelle che viaggiano, che fanno i turisti. (guarda Bernadette) No, i turisti ora meglio di no.

Eppure da sola non ce la posso fare. Ecco là un altro bambino è con suo fratello: sono Mohel e Nihal, Nihal da un sacco di problemi al padrone, vuole scappare. Non si fa. Il padrone non è contento, ha bisogno dei bambini Le loro ditine sono così veloci a tessere i tappeti, così veloci, così veloci, tessono tessono fino a deformare le ditine che diventano ancor più perfette per il lavoro, ma fanno male, fa male la schiena, fa male la testa, fa male il cuore.

Eppure si può tessere lo stesso anche col cuore che fa male.

Certo hanno solo due mani, ah fossero bambini ragno con otto mani, anche se una si facesse male, ne avrebbero altre sette... Bambini ragno, meglio che questa idea non si diffonda, sono capaci di tutto i padroni dei bambini. Gli orchi dei tappeti, i bambini tessono tessono tessono per loro

CANZONE

FATINA Nemmeno i ragni dovrebbero lavorare così tanto. Ci vorrebbe una soluzione definitiva. Ecco! Dovremmo abolire i tappeti. Gran decreto magico: si aboliscano dalle case di tutta la terra tutti i tipi di tappeto.

Non servirebbe a niente. Le ditine dei bambini vanno bene anche a fare i mattoni. I bambini e le bambine impastano nel fango, corrono a portare l'impasto nelle formelle, e tornano a impastare. Pare che giochino, invece lavorano.

Uh dite che impastare il fango è bello, che vi piace, che è meglio che andare a scuola? Oh bella e quando impastate il fango per quante ore giocate? Non tante, no, perchè poi vi fanno male le mani, oppure diventano fredde, oppure vi da fastidio averle sporche, oppure è ora di merenda, oppure piove, oppure c'è troppo sole.

I bambini fanno mattoni per ore e ore con qualsiasi tempo. Non so nemmeno se facciano merenda. Oh, come siete diventati pallidi, fare i mattoni non vi piace più?

Certo, non posso abolire anche i mattoni, potrei provare ma quante case crollerebbero a terra? Così poi li farebbero lavorare di più. I bambini. Magari prenderebbero anche voi. Paura eh!

No, devo trovare un altro modo, devo farmi aiutare da qualcuno. Andrò coi miei poteri fatati a casa di qualche bambino che lavora, busserò e parlerò con le mamme e i papà.

D'altra parte i genitori sono fatti apposta per custodire i loro bambini.

Giro su me stessa e sono arrivata (le fate possono proprio fare tutto, quasi tutto). Eccomi sono a casa di Emmanuel, quel bambino africano del Malawi, sì quello che lavora nelle piantagioni di tabacco.

Certo potevo andare anche negli Stati Uniti, in North Carolina, Kentucky, Tennessee e Virginia anche lì i bambini, hanno solo 12 anni, i bambini raccolgono il tabacco e si ammalano.

Ma ormai sono in Africa.

Bussa

CANZONE

Non so cosa dirvi, volete sapere com'è andata? Non lo so. Sono molto confusa. No so cosa pensare. I genitori vendono i figli come schiavi, li danno in pegno per pagare i debiti, li fanno lavorare insieme a loro, tanto quanto loro.

Pensate che siano persone tremende, orribili, cattivissime vero? Sarebbe facile se tutti i genitori che cedono i figli fossero brutti e cattivi. Invece la cosa principale è che sono poveri. Poi sono ignoranti.

Poveri e ignoranti come sono, quando arrivano a mettergli sotto il naso due soldi non capiscono più niente.

"Prendetevi il bambino, ma trattatelo bene, ma dategli da mangiare, ma fateci sapere".

Pensano che il bambino mangerà più che a casa, pensano che magari lo faranno studiare, pensano che almeno per un po' gli altri figli potranno mangiare.

Li fanno lavorare o li cedono, i bambini, come fanno i genitori ad aiutarmi? Sono poveri. Sono disperati.

Abitano in una terra che si chiama Miseria. È un paese che confina con tutti i paesi, possiamo trovarla anche vicino a noi, a voi.

Mi mettono una tale tristezza, un dolore qui, in mezzo al petto. Non è facile far soffrire il cuore di una fata, che di solito ha la magia della allegrezza, ma le mamme vecchie a 30 anni, i padri senza soldi e dignità, mi hanno addolorata.

Vorrei volare via

CANZONE

FATINA Oh, sento una voce, una voce dolce, che lingua è? Devo attivare subito la mia magia traduttore simultaneo:

dice il testo italiano della canzone

Dormi tranquillo ˝

sono accanto a te˝

bimbo mio

vita mia

"sono sempre vicino"

non aver paura

perché ti voglio bene.

CANZONE

Quella mamma non lo venderà il suo bambino e lo farà giocare, se potrà. Forse anche studiare. Si capisce da come canta. Il bambino fiducioso si addormenta e anche io potrei riposarmi, sento il cuore più pieno di speranza. Grazie mamma che canti...

(si riscuote) Ma forse anche le altre mamme cantavano e poi è arrivata la carestia e poi le guerre e poi le malattie o i troppi figli o anche i mariti disoccupati, ubriachi, violenti... quante disgrazie e così hanno ceduto i loro figli.

Questa mamma deve essere aiutata, non voglio vederla misera. Non voglio che si separi dal suo bambino.

Andrò dai governanti del suo paese, dai governanti dei paesi più potenti, andrò dal Re dell'universo. Non esiste? Ma allora chi comanda qui?

Ehi, dico a voi. Sono venuta con la mia magia del potere a chiedere udienza, voi potenti, parlate: che fate per questi bambini?

Che silenzio! Nessuno di questi potentoni dice niente, qualcuno abbassa lo sguardo, qualcuno sogghigna, oppure guarda da un'altra parte. Ma tutti proprio tutti agitano bandiere, fucili, proclami. Eppure nessuno fiata, il suono del silenzio del potere mi sta assordando. Che rabbia! Che rabbia. Mai stata tanto infuriata.

Qualcuno mi risponda: chi chi aiuterà questa mamma a non vendere il suo bambino?

Silenzio. Nessuno ha una risposta. Nessuno mi aiuta

CANZONE

Questo è davvero il suono del silenzio! Voi che avete il potere non sapete che dire? Vi do io un suggerimento senza magia, un suggerimento di buon senso: cambiate le leggi.

Facciamo insieme delle leggi nuove.

Un proclama universale, una legge mondiale che dica che i bambini non possono, non devono mai lavorare.

(Pare soddisfatta, ma poi pare in ascolto di qualcosa) Ah! Esistono già queste leggi? Davvero?! Ma allora come mai i bambini sono sfruttati?

Ho capito, nel paese di Miseria le leggi non valgono. Bisogna pur mangiare, il problema sono loro, i soldi.

Devo chiedere aiuto a chi ha i soldi.

(Si guarda intorno) Devo cercare dove vivono i ricchi, qui in mezzo ai rifiuti non abitano di sicuro. Ma i poveri sì e anche i bambini. Vedo là Saima, fruga nel suo mucchio di rifiuti a Dakka, la capitale del Bangla Desh. Vicino c'è sua madre, tutta la famiglia vive di rifiuti. Inala rifiuti. Tocca rifiuti, chissà forse mangia rifiuti.

Le mani di Saima che ha 10 anni sono quelle di una vecchia, per le sue mani devo chiedere aiuto alle banche, ai miliardari, alla finanza.

CANZONE

FATINA: non spingete, piano fate piano. Mi hanno cacciata. Ho chiesto di capire dove finiscono tutti i soldi, come se li spendono e loro mi hanno fatto mandare via. In malo modo.

Ho implorato. Ho fatto persino vedere la fotografia di Wilmer, il bambino senza palpebre. Gli sono scoppiati i fuochi d'artificio mentre lavorava, in casa, e gli hanno bruciato le palpebre. Tre anni con gli occhi sempre aperti. Provate voi. Giorno e notte, il dolore, il sole, le mosche.

In Guatemala le mosche sembrano persino più grosse se hai 7 anni e non puoi più chiudere gli occhi. Poi qualcuno l'ha trovato, dopo tre anni. L'ha curato. E ora le palpebre Wilmer le ha. Può chiudere gli occhi e non vedere più la luce, gli scoppi, quei fuochi d'artificio che ci piacciono tanto lassù nel cielo. Quei fuochi a lui sono scoppiati in faccia.

Ho fatto vedere la sua foto, ho detto fatelo per lui, il bambino spalpebrato. Quanto vi potrà costare? Con tutti i soldi che avete.

Facciamo una legge: nessuno deve patire la fame.

Mi hanno riso in faccia. Dicevano fra le risate: "Ma come, noi i soldi ce li siamo guadagnati. Chi non ha i soldi è un fannullone. Dio non gli vuole bene. Se la sono cercata quei mendicanti. Sono meno intelligenti. Sono razze inferiori. Si meritano tutta la loro miseria. Noi ci meritiamo tutti i nostri soldi. E poi puzzano pure."

A questo punto io non ci ho visto più, come Wilmer. Mi è scoppiato davanti agli occhi il fuoco dell'odio.

S'è mai vista una fatina che odia? Il cuore delle fate è fatto di zucchero e miele, di dolci dolcezze, di amore verso tutti. Il cuore delle fatine è fatto di bontà.

Io ero piena di odio e stavo diventando una fata tutta nera, mi stavo trasformando in una maga terribile. Ho visto le mie mani ingiallire, rattrappirsi, diventare come le mani di quei ricchi senza cuore.

Per la prima volta ho disprezzato quelle persone, crudeli e avare. È colpa loro, colpa loro se i bambini lavorano.

È soprattutto colpa loro se Wilmer è stato tre anni spalpebrato, se Maung ha fatto il bambino soldato in Birmania, e per farlo combattere l'hanno riempito di droga.

È colpa loro se Paresh in Punjab cuce i palloni senza poterci mai mai mai nemmeno una volta giocare.

È colpa vostra, maledetti, se Aminah a 7 anni è stata fatta esplodere come una bomba in un mercato. In Nigeria.

I bambini dovrebbero esplodere di vita, mai di morte!

È colpa vostra vi odio, vorrei vedervi morti.

(si riscuote) Ma che dico? Che dolore allo stomaco. No, proprio non riesco a odiare. Io l'odio no, non lo digerisco. Meno male!

Lascerò questa gente al suo destino, una vita non vita, uomini che non sono uomini. Devo cercare aiuto da altre parti. Da altre persone...

CANZONE

Prima di tutto devo cambiare aria, è possibile che il paese di Miseria occupi tutto questo vasto pianeta? Non posso per quanto fata e potente creare uno spazio nuovo, tutto mio, un paradiso. Quello mi pare c'è già. No, cercherò un paese bello, pieno di sole, di musica, allegria e pizza tanta pizza. Avete capito dove andrò, ma certo in Italia.

(piroetta) Eccomi qui.

In un paese così musicale può essere che non trovi nessuno che mi aiuti a liberare i bambini? Domanderò a quella bella ragazza.

(si incupisce) Mi ha mandato a stendere! Ha detto che non ha tempo da perdere, che deve lavorare. Che è troppo vecchia per credere alle favole. Troppo vecchia? Ma se non ci crede lei... Pensavo che corresse a scuola. E invece va a fare le pulizie.

Forse è lì che devo andare, lì fuori da una scuola. Questa mi pare una buona idea. Guarda là un ragazzino, va a studiare. Grazie alla mia mente telepatica so che si chiama Giuseppe. Ma non ha una cartella regolamentare. Ah già ora si chiamano zaini. Non è nemmeno uno zaino quello che porta, mi paiono piuttosto scatole di pizze. Le sta consegnando da qualche parte certo non a scuola.

L'Italia, il sole, la pizza e anche qui anche qui bambini e bambine che lavorano. Addirittura migliaia. Senza sogni, senza futuro, senza essere veri bambini.

Non va a scuola? Cos'è? Come si chiama? Ecco, dispersione scolastica.

E lui? Fa il meccanico.

E lei? Si prostituisce.

E loro accucciati a terra? Chiedono l'elemosina.

E quelli lassù, affacciati? È il carcere!

Ma allora (si prende la testa fra le mani), ma allora dove posso andare, a chi posso chiedere aiuto?

CANZONE

FATINA: Che voci, questo canto commuove anche il mio cuore biondo e d'oro, il mio cuore di fata.

Voi chi siete? Voi non siete dei bambini.

Siete belli, ma non siete voi a cantare. Voi insegnate, siete dei maestri. Aiutate i bambini e le bambine. Li fate cantare? Ah e anche studiare! È giusto, persino nel mondo delle fate c'è la scuola, obbligatoria.

Il bambino che va a scuola non diventa uno schiavo.

Il bambino che va a scuola non lavora, fa il bambino.

La bambina che va a scuola può avere un futuro migliore.

La scuola così è davvero bellissima, no?

Quindi voi maestri, maestre, siete voi che potete aiutarmi a liberare Aminah, Bernadette, Emmanuel, Foussenatou, Giuseppe, Haxhere, Koli, Maria, Maung, Mohen, Muthumari, Natyra, Nihal, Paresh, Raju, Ram, Saima, Uzoma, Wilmer...

Come no! Perché scuotete la testa? Anche voi siete troppo pochi. È vero, lo so. Voi dimostrate che il maleficio che vuole uccidere ogni luce di bontà, il sistema che vuole distruggere ogni traccia di umanità non è perfetto. Non può farcela, anche se voi siete ancora troppo, troppo pochi.

Che fare? Una fata non si arrende!

(Come illuminata rivolta al coro) Ma certo! Finalmente ho capito, chi può sciogliere questo maleficio. Siete voi, voi bambini. Ditelo a tutti che alla vostra età bisogna studiare e giocare. Ditelo ai vostri gentori, ditelo ai maestri, ditelo a tutti i grandi. Soprattutto a quelli ricchi e crudeli che sfruttano i vostri coetanei.

Ditelo forte forte: noi bambini abbiamo un solo lavoro importantissimo: crescere. E guardare davanti, sognare, studiare, cantare...

Il mio compito di fatina finisce qui, il mio cuore, dopo tutto questo dolore, è ora più sfavillante. La mia magia si compie, la mia magia: la speranza!

(Cantiamo...)

CANZONE



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immagine A3M

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