Legislazione e Giurisprudenza, Reo, vittima -  Redazione P&D - 2015-03-30

UN BAMBINO MAI NATO - Cour d'appel de Pau 5.2.2015 - Giulia COVOTTA

- Diritto penale

- In seguito ad un sinistro stradale, una donna incinta perdeva il figlio che portava in grembo

- La Corte di Appello di Pau, in Francia, ha affermato che nessun reato può essere commesso contro un feto

Il 5 febbraio 2015 la Corte d"Appello - Sez. penale - di Pau, in Francia, ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di un uomo ubriaco che, alla guida della propria vettura, aveva perso il controllo del veicolo ed aveva investito una donna alla trentesima settimana di gestazione.

L"uomo veniva quindi sottoposto ad un procedimento penale che si concludeva il 04.02.2014 con una decisione emessa dal Tribunal correctionnel di Tarbes, nella persona del Giudice Elisabeth Gadolet, la quale pronunciava una sentenza di condanna per il reato di omicidio involontario previsto e punito dal codice penale francese all"art. 221-6 per "homicide involontaire sur fœtus".

Il Tribunale condannava l"imputato ad una pena di tre anni di reclusione con la condizionale oltre alla condanna ad Euro 300,00 di multa, unitamente alla sospensione della patente (anche tenuto conto della velocità eccessiva tenuta dall"uomo).

Uno degli elementi probatori che hanno portato a questa decisione si fonda principalmente sulla perizia medica esperita nell"istruttoria nella quale veniva stabilito, senza dubbio alcuno, che l"incidente stradale era stata la causa diretta ed unica della morte del feto.

Detta sentenza, all"interno del panorama giuridico francese, è stata accolta con stupore poiché, in materia, i precedenti giurisprudenziali erano principalmente sfavorevoli al riconoscimento del reato di omicidio nei confronti del feto.

Le reazioni, infatti, non si sono fatte attendere e, avverso tale decisione, è stata proposta impugnazione.

Ciò che maggiormente colpisce è che, contrariamente a quanto si possa pensare, i ruoli delle parti processuali si sono invertiti: il soggetto che ha proposto appello è la stessa pubblica accusa la quale, impugnando la sentenza di condanna, voleva ottenere un ribaltamento della stessa, mentre l"imputato si era sempre riconosciuto colpevole di aver ucciso un essere vivente.

Le argomentazioni giuridiche poste a fondamento dell"impugnazione hanno tratto origine da una costante giurisprudenza secondo cui non può configurarsi il reato di omicidio involontario nei confronti di un feto posto che lo stesso non è considerato, da questo punto di vista, una persona.

Un esempio di quanto la giurisprudenza sul punto fosse costante è dato da un caso del tutto analogo a quello in esame avvenuto nel 2001: per una simile fattispecie (una donna incinta investita in un sinistro stradale con conseguente morte del feto), la Corte di Cassazione francese ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti dell"imputato del reato di omicidio colposo.

Il principio chiaramente affermato dalla Suprema Corte nella sentenza del 25.06.2001 può essere così sintetizzato: "le principe de la légalité des délits et des peines, qui impose une interprétation stricte de la loi pénale, s"oppose à ce que l"incrimination prévue par l"article 221-6 du Code pénal, réprimant l"homicide involontaire d"autrui, soit étendue au cas de l"enfant à naître dont le régime juridique relève de textes particuliers sur l"embryon ou le fœtus".

Nessuna tutela, dunque, da un punto di vista penale e nel caso di omicidio colposo, dell"embrione e del feto.

Anche con tali argomentazioni la Corte di Pau ha assolto l"uomo dal reato di omicidio colposo.

Uno dei motivi di accoglimento dell"impugnazione trae origine da un"esegesi dell"art. 221-6 del codice penale francese (per cui "le fait de causer, dans les conditions et selon les distinctions prévues à l'article 121-3, par maladresse, imprudence, inattention, négligence ou manquement à une obligation de sécurité ou de prudence imposée par la loi ou le règlement, la mort d'autrui constitue un homicide involontaire puni de trois ans d'emprisonnement et de 45000 euros d'amende. En cas de violation manifestement délibérée d'une obligation particulière de sécurité ou de prudence imposée par la loi ou le règlement, les peines encourues sont portées à cinq ans d'emprisonnement et à 75000 euros d'amende") e da un"interpretazione restrittiva dell"ipotesi di reato ivi prevista.

Nel diritto francese, questa la prevalente posizione, nessun omicidio colposo può essere commesso contro un feto.

E" questo, pertanto, il cuore della sentenza: l"omicidio colposo (homicide involontaire) non è previsto nei confronti di un feto poiché lo stesso, per l"ordinamento francese, non è equiparabile ad una persona.

Tale pronuncia lascia, invero, considerevoli dubbi e solleva notevoli perplessità, oltre che per i principi di diritto enunciati, anche per alcune domande che non hanno ottenuto risposta: perché nonostante l"accettazione della sentenza di condanna da parte dell"imputato, la stessa pubblica accusa ha proposto impugnazione al fine di vederlo assolto? Perché la stessa procura per la quale "il feto non è un essere umano", non ha contestato nella fase del giudizio penale la legittimità di costituirsi parte civile da parte dei genitori del feto ucciso? Perché durante tutto il processo ci si è riferiti al feto con il nome Yanis scelto dai genitori, personalizzando quindi il feto stesso?

Dopo aver commentato le sentenze francesi, appare doveroso in questa sede, volgere il nostro sguardo all"ordimento italiano.

Quando ci troviamo di fronte alla qualità di uomo?

Secondo Antolisei, detta qualità si acquista al momento in cui ha inizio il distaccamento del feto dall"utero materno.

L"unica fattispecie di reato prevista nel nostro codice penale in cui il soggetto passivo del reato di omicidio è un feto (equiparato anche al neonato), è quella prevista e disciplinata nel medesimo titolo XII "dei reati contro la persona" all"art. 578 c.p. rubricato "infanticidio in condizioni di abbandono morale e materiale".

In questa particolare ipotesi di omicidio, infatti, viene equiparato l"omicidio del neonato (colui che viene ucciso immediatamente dopo il parto) all"omicidio del feto (colui che viene ucciso durante il parto, ovvero nella fase delle doglie) commessi in determinate situazioni – abbandono morale e materiale - previste dal citato articolo.

Molto sottile, quindi, è la linea di demarcazione: la qualità di persona non si acquista con la nascita vera e propria (fuoriuscita del prodotto del concepimento dall"alveo materno e con il taglio del cordone ombelicale), ma in un momento di poco anteriore: il momento del distaccamento del feto dall"utero materno. Questa è la sola ipotesi prevista dal legislatore di omicidio del feto nella quale lo stesso legislatore anticipa la qualità di persona rispetto al momento della nascita.

La Cassazione ha più volte affermato che, in tema di delitti contro la persona, il criterio distintivo tra la fattispecie di interruzione colposa della gravidanza e quella di omicidio colposo consiste nell'inizio del travaglio e, dunque, nel raggiungimento dell"autonomia del feto (si veda, tra le molte, Cass. 29.01.2013, n. 7967).

Si può concludere che, anche per la giurisprudenza italiana, nel caso di morte endouterina del feto, ossia di morte avvenuta prima del distacco - naturale o indotto - dal ventre materno, deve escludersi la configurabilità del delitto di omicidio colposo.



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