Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Redazione P&D - 2014-05-11

UN CASO DI MOTIVAZIONE VIZIATA - Cass. Pen., sez. IV, n. 18933/14

L'art. 606 co 1 lett. e c.p.p. dispone che il ricorso per cassazione può essere proposto per mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificatamente indicati nei motivi di gravame.

Come già osservato da autorevole dottrina la doglianza di illogicità può essere proposta quando il ragionamento non si fondi realmente su una massima di esperienza ma valorizzi, piuttosto, una mera congettura1.

Nella sentenza che si allega, si pone sotto la lente del giudice di Cassazione il percorso motivazionale adottato dal giudice di appello, che, nell'assolvere perchè il fatto non sussiste degli imputati condannati in primo grado, avrebbe utilizzato una "personale rivalutazione di concetti scientifici".

Il ricorso è presentato dalla parte pubblica e dalle associazioni sindacali, costituitesi parti civili ai sensi dell'art. 61 d.lgs n. 81/08.

In particolare, nell'assolvere i 5 imputati dal reato di omicidio colposo plurimo, aggravato dalle violazioni delle norme sul lavoro, a seguito di espletata perizia in merito ad un tema scientifico piuttosto complesso (circa il possibile effetto acceleratore dell'esposizione protratta all'amianto in relazione al periodo di latenza del mesotelioma pleurico), il giudice di seconde cure, avuto riguardo al materiale probatorio acquisito, avrebbe elaborato, infine, un originale punto di vista scientifico, così determinando la Corte all'annullamento della pronuncia. (c.c.)

1 Marandola, in"Ricostruzione alternativa del fatto e test di ragionevolezza del  dubbio in appello" in Questioni Aperte, Archivio Penale.it .



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