Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Mazzotta Valeria - 2014-03-03

UN CASO DI NON RICONOSCIBILITA' DEL TRUST - Trib. Bologna 9/1/2014 - V. MAZZOTTA

L'articolo 2 della Convenzione dell'Aja sulla legge regolatrice del trust, all'ultimo  capoverso, prescrive che " Il fatto che il costituente  si riservi alcune prerogative... non è necessariamente incompatibile con l"esistenza di un trust". Da ciò può desumersi che sia invece incompatibile con l'esistenza del trust quello specifico trust nel quale il disponente si sia riservato tutte le prerogative.

Il Tribunale di Bologna, con una sentenza del 9 gennaio 2014, dichiara non riconoscibile in Italia un trust, in cui il disponente, con l"atto istitutivo, aveva riservato a sé tutti i poteri. In particolare, era prevista una previa rinuncia del guardiano ad esercitare qualsiasi azione contro il trustee (quindi anche nel caso di breach of trust) e contro il beneficiari.

Il Tribunale ricorda che un trust interno, per poter essere riconoscibile dal nostro ordinamento, deve superare il vaglio di compatibilità con la Convenzione, e solo in un secondo momento viene esaminato e confrontato coi dettami generali della leggere applicabile prescelta.

La legge di Jersey, come modificata nel 2006, laddove ha ampliato i poteri che il disponente può riservarsi nell"atto di trust praticamente senza limiti, è stata ritenuta da parte della dottrina in contrasto con l"ultimo comma dell"art. 2 della Convenzione, con la conseguenza che i trust che prevedano clausole di tal guisa non possono ritenersi riconoscibili in forza della Convenzione stessa.

Nel caso all"esame del Giudice bolognese, l"atto istitutivo prevedeva una previa rinuncia del guardiano ad esercitare qualsiasi azione contro il trustee e contro il beneficiari; ciò altro non significa, a parere del giudicante, se non l"assenza di qualsiasi potere fiduciario in capo al guardiano, che quindi non potrebbe in nessun caso agire contro il trustee, neppure qualora sussista "breach of trust".

Quand" anche possa ritenersi che il trust persegua interessi meritevoli di tutela, il fatto che il disponente tenga per sé ogni prerogativa fa presumere che l"operazione sia simulata e, di conseguenza, il trust non è riconoscibile poiché produce effetti "ripugnanti" per il nostro ordinamento giuridico.

(testo della sentenza tratto da www.ilcaso.it)



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