Changing Society, Generalità, varie -  Belotti Andrea - 2014-01-29

UN GIORNO DI PRIMAVERA - Andrea BELOTTI

UN GIORNO DI PRIMAVERA

Lucia oggi è felice. E" arrivata improvvisamente la primavera e dalla finestra entra una grande luce che inonda la stanza. Tutto è luminoso.

Lui è uscito in giardino. Lo fa sempre nelle mattinate di primavera, cammina lentamente, è bello e forte, accarezza le foglie verdi degli alberi, ascolta i rumori che sembrano tutti nuovi. Entra con un fiore e lo posa distrattamente sul tavolo, quasi inavvertitamente, ma arrossendo un po" e parlando d"altro. Lei però sa che non lo ha colto per caso.

Tra poco Lucia chiamerà i bambini per andare a scuola. La sera prima ha lavato i vestiti, lo fa spesso la sera perché non ha ricambi e usa sempre gli stessi. Stamattina li ha già stirati e preparati, sembrano quasi nuovi.

Spalanca gli scuri della grande camera da letto della grande cascina e i bambini fanno finta di dormire. Lei li osserva: si stirano, sbadigliano; poi fa la voce burbera, li incita e alza la voce ma loro sanno che quando si volta dall"altra parte sorride piano, non è arrabbiata.

Si fa colazione di buona lena, pane e latte, con poco zucchero.

A scuola si va a piedi. Si passa in cartoleria a comprare una biro, solo una alla volta e quando serve, e un quaderno. Lucia si arrabbia quando i figli strappano un foglio del quaderno perché in realtà se ne sprecano sempre due, e  i quaderni costano.

La giornata passa lenta, tranquilla. A volte però arrivano notizie, anche sconcertanti. Le notizie passano di bocca in bocca. In negozio a volte le operazioni di vendita vengono sospese e tutte le mamme si fermano per ascoltare: pare addirittura che siano state rubate le galline al curato. La nuova si arricchisce di particolari, c"è addirittura chi azzarda ipotesi, chi ricostruisce il fatto meglio che se fosse stato presente, chi dichiara che i tempi vanno sempre peggiorando. La discussione si accende.

La sera, a cena, i bambini vanno continuamente ripresi, non ascoltano quando parla il papà, alzano la voce e litigano, ma sono una consolazione.

La stanza adesso è piuttosto buia, solo una .lampadina sopra il tavolo. Non si sentono più le voci.

Nonna Lucia guarda dalla finestra: è autunno e la giornata è scura. Piove lentamente. Lui non entrerà dal giardino con un fiore e non lo metterà sul tavolo, mostrando indifferenza. Non ci sono bambini da svegliare, la colazione da preparare, la spesa da fare, le chiacchere in negozio. Ma per nonna Lucia non è cambiato niente: basta chiudere gli occhi, i sentimenti sono sempre violenti e bellissimi,  come allora.



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